SINDACATI
Dopo
l’incontro del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, con il presidente dell’Inps,
Antonio Mastrapasqua
Richiamata l’opportunità di una Convenzione tra Mae e
patronati per garantire tutela e servizi ai residenti all’estero
ROMA
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“Da oltre 50 anni patronati e sindacati hanno scelto di seguire le popolazioni migrate per assisterle, tutelarle e favorire la loro integrazione nei paesi ospitanti attraverso insediamenti propri – scrivono in una nota diffusa in proposito il segretario confederale Cgil Danilo Barbi e il presidente Inca, Morena Piccinini, rilevando come i successi dell’Inps in questa attività siano dovuti “allo spirito di collaborazione, spesso anche di abnegazione, dei patronati e dei rappresentanti dei lavoratori del settore che hanno messo, prima dell’interesse proprio, l’interesse dei nostri connazionali all’estero”.
“Spesso i meccanismi farraginosi messi in campo dalla burocrazia italiana ed anche, a volte, dall’Istituto – si legge nella nota, - hanno messo a dura prova la vocazione dei patronati e dei sindacati ad essere soggetti della tutela di parte. Sicuramente molta strada è stata percorsa in questi anni ma molto ancora c’è da fare e sembra che su questo il ministro ed il presidente Inps abbiano le idee ben chiare quando affermano che tra le priorità da mettere in campo ci sono la semplificazione delle procedure e l’informatizzazione, intesa, a nostro parere, - aggiungono Barbi e Piccinini, - come scambio telematico oltre che delle informazioni, anche delle richieste di prestazione”.
Segnalata inoltre la necessità di “intervenire al più presto sul piano delle attività relative ai servizi consolari, non solo per poter rispondere in tempi più brevi e con maggiore qualità alle richieste di prestazioni che assumono nuovo interesse in modo direttamente proporzionale alla crescita ed al prevalere delle discendenze dei nostri connazionali originariamente emigrati”.
“Il rinnovo delle Convenzioni bilaterali in atto, la sottoscrizione di quelle che attendono da tempo la ratifica e l’esplorazione di possibili nuove Convenzioni con i Paesi nei quali si recano le nuove generazioni di migranti o dai quali provengono la maggioranza delle immigrazioni è, tra gli altri, - rileva la nota – un tema al quale va dedicato ampio spazio”.
Barbi e Piccinini si augurano che “la determinazione dei tempi nei quali intervenire e la scelta di coinvolgimento di tutti i soggetti interessati siano essi stessi una priorità per il ministro Terzi”, a cui suggeriscono di considerare quanto in precedenza fatto “in tema di una possibile Convenzione, non onerosa, che utilizzando la professionalità e la propensione alla tutela dei patronati, di concerto con i sindacati di categoria, rendesse più semplici e più esigibili i diritti in tema di assistenza consolare”. (Inform)