ITALIANI ALL’ESTERO
Una nota del Ctim Franconia
Lucio Albanese: “Il 2011 è stato l'anno della via crucis
per centinaia e migliaia di pensionati INPS all'estero”
NORIMBERGA - I tempi sono difficili, anche per le comunità all'estero, dove assistiamo all'abbattimento dei capitoli di spesa dello Stato riguardo gli italiani all'estero. Si passa dai 58 milioni di euro del 2008 ai previsti 16 milioni di euro per il 2012, un taglio del 72%, tra cui spiccano i decurtamenti per gli Enti gestori (scuola e cultura) del 76,5%, per l'assistenza il 75,5% e per il funzionamento dei Comites, un taglio meno del 30% e così via… A questo aggiungiamo le cosiddette "riforme" degli organismi politici all'estero, Comites, Cgie, voto all'estero e rappresentanza parlamentare che, nonostante il lungo percorso, ancora non sono al traguardo definitivo. Contemporaneamente subiamo una ristrutturazione della rete consolare,composta da chiusure e declassamenti, che hanno procurato non poche difficoltà ai ns. connazionali nello sbrigare delle loro diverse pratiche amministrativo-burocratiche: passaporti, certificati ecc. ...
In questa scia di chiusure e tagli e dei conseguenti disagi, di certo il 2011 è stato l'anno della via crucis per centinaia e migliaia di pensionati INPS all'estero. Mi riferisco alla verifica dell'esistenza in vita. Dopo le annuali verifiche reddituali in primavera, con tutte le complicazioni e difficoltà dovute, ci si mette in regola; dopo qualche mese arriva a tutti i pensionati una lettera dell'istituto bancario ICBPI che chiede la verifica d'esistenza in vita. Con uno stile burocratico poco comprensibile, si costringe gli interessati a recarsi personalmente a un ufficio postale o della Western Union, muniti di un valido documento, a incassare la pensione. I problemi nascono per tutti coloro che sono impediti per motivi di salute o che non comprendendo il contenuto della lettera e, non sapendo che fare o a chi rivolgersi, fanno trascorrere i mesi e non ritirano la pensione. Ma in qualche modo pensionati, patronati, Uffici Consolari e Associazioni, riescono a gestire in buona parte questa situazione e a ricorrere ai ripari.
Terminata questa verifica nell'autunno i pensionati vengono sorpresi da una nuova richiesta dell'esistenza in vita, da parte della Citibank istituto bancario che subentra all'ICBPI, per il pagamento pensioni INPS all'estero nel 2012. Ricomincia tutto da capo molti non capiscono o hanno dubbi su quello che viene richiesto per compilare i moduli. In questo nuovi moduli il pensionato verifica l'esistenza in vita firmando davanti a un pubblico impiegato, che contemporaneamente deve anche firmare , timbrare e allegare alcuni dati come "testimone". Questo ci ha creato parecchie difficoltà, poiché un pubblico impiegato tedesco non è obbligato a farlo. Al massimo è obbligato a rilasciare un certificato d'esistenza in vita del comune dove risiede il pensionato,( documenti che in Germania in gran parte bisogna pagare). Dopo avere convinto l'impiegato pubblico/testimone, compilato e firmato il formulare d'esistenza in vita (da pensionato e "testimone"), si allegano copia del documento, di un estratto conto bancario recente e copia della bolletta pagamento del pensionato.
Tutto questo tormentone per un povero pensionato di età avanzata, con difficoltà nel capire l'italiano burocratico e che spesso non sa a chi rivolgersi e con problemi di salute, si commenta da solo, siamo al limite dell'impertinenza e ci si chiede, ma non ci sono altri metodi ? A proposito, non è ancora finita, recentemente sono arrivate lettere dell' Istituto bancario ICBPI per ritirare la pensione di dicembre, presso uno sportello postale della Western Union, muniti di un documento. Grazie all'esperienza passata e al numero di lettere limitato, questa volta il pagamento e la terza verifica d'esistenza in vita e partita in modo più liscio e meno stressante.
Il CTIM Franconia-Norimberga comprende l'esigenza di campagna di verifiche
(o certificati di esistenza in vita) per evitare truffe e abusi, ma ciò non
può tramutarsi in pasticcio burocratico che mette a rischio il pagamento della
pensione e tantomeno è accettabile che queste "verifiche" mutino
in un trauma per centinaia migliaia di pensionati, che in maggioranza si trovano
già in una precaria situazione. Ci auguriamo che per il nuovo anno l'INPS
si curi di più dei propri pensionati all'estero, si renda conto delle proprie
responsabilità e eviti quanto avvenuto in passato. A ogni pensionato INPS
all'estero auguriamo tanta salute , di tenere i nervi saldi e di non farsi
abbattere da questi inconvenienti. (Lucio Albanese*
* CTIM Franconia, consigliere del Comites di Norimberga