Roberto Menia (Fli): Un italiano del Novecento che sapeva guardare oltre
ROMA - L'anno che se ne va si porta via un pezzo della nostra storia e del nostro cuore. Mirko Tremaglia era per noi un uomo simbolo, di battaglie, di coraggio, di italianità, di coerenza fino alla fine.
Orgogliosamente bersagliere, ha percorso di corsa il Novecento: da volontario nella RSI di Mussolini a Ministro per gli Italiani nel mondo della Repubblica Italiana all'inizio del nuovo millennio, passando per un impegno parlamentare lungo undici legislature dal MSI ad An a Fli.
Una vita dedicata
orgogliosamente ad una fede e a un grande amore: l'Italia e gli italiani,
soprattutto gli emigranti, quelli che - diceva- "amano di più
Di lui stesso diceva "sono un uomo antico" . E forse lo era, nelle sue incrollabili certezze, nella concezione di un mondo tutto bianco o tutto nero, nella continua ricerca di nuove e cavalleresche battaglie, nell'ancoraggio a simboli e bandiere, antiche ma sempre nuove, "sempiterne" come diceva quel Giorgio Almirante che ha sempre considerato la sua guida.
Almirante gli
scrisse un giorno "e' bello sentirsi italiani accanto a te", e quella
pagina Mirko l'ha sempre conservata come la sua cosa più bella. La sua creatura,
nata ai tempi del Movimento Sociale Italiano, sono stati i Comitati Tricolori
per gli Italiani nel mondo: di quell'Italia amava la dolcezza della nostalgia,
delle storie di casa, delle canzoni, della lingua e dei dialetti che risuonano,
italiani, dagli Stati Uniti all'Australia, dal Sudafrica al Canada. Burbero
e buono, era come un personaggio di De Amicis. Sacramentava
e sbuffava come un mantice e poi ti abbracciava, sorrideva, si commuoveva
e piangeva come un bambino. E aveva sempre in fondo la morale buona d'ogni
storia. Lui voleva lo si ricordasse per aver cambiato due volte
Ma ognuno di
noi sa che c'è tanto, tanto di più. Il coraggio degli anni più duri, la battaglia
anticomunista, lo schiaffo a un governante codardo, il pugno sul tavolo al
Cremlino di fronte al PCUS di allora, la battaglia per l'ordine, la legge,
l'impegno contro la vecchia e le nuove P2. Ma c'è soprattutto un'umanità unica.
Quando fu nominato Ministro giurò puntando l'indice verso il cielo, e dedicò
quel giuramento al suo angelo, Marzio. Quel figlio perduto troppo giovane
che ora lo riabbraccia sulle strade del cielo. E chissà quante cose si dovranno
raccontare...(Roberto Menia,deputato Fli-www.futuroeliberta.it
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