INFORM - N. 243 - 30 dicembre 2011


SANTA SEDE

1° gennaio, celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace

Il messaggio di Benedetto XVI: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”

“È importante che la spinta ideale dei giovani trovi la dovuta attenzione in tutte le componenti della società”

 

CITTA’ DEL VATICANO - “Vi invito a guardare il 2012 con atteggiamento fiducioso. È vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno. In questa oscurità il cuore dell’uomo non cessa tuttavia di attendere l’aurora .. Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla società”. E’ questo uno dei passi salienti del messaggio diffuso da  Papa Benedetto XVI per la celebrazione della 15esima Giornata Mondiale della Pace del il 1° gennaio 2012.

Nel messaggio, dal titolo “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”, il Santo Padre sottolinea come “Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale. È importante – prosegue il Papa - che questi fermenti e la spinta ideale che contengono trovino la dovuta attenzione in tutte le componenti della società. La Chiesa guarda ai giovani con speranza, ha fiducia in loro e li incoraggia a ricercare la verità, a difendere il bene comune, ad avere prospettive aperte sul mondo e occhi capaci di vedere  cose nuove”. Il Santo Padre si rivolge poi ai responsabili dell’educazione dei giovani. In primo luogo ricorda la famiglia a cui chiede,nonostante le avversità della vita, di non perdersi d’animo e di condividere il cammino con i propri figli.  Alle istituzioni che hanno compiti educativi e ai politici il Papa chiede di vegliare con “ grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza” e di “aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare.”

Benedetto XVI si appella infine al mondo dei media “affinché dia il suo contributo educativo. Nell’odierna società, - spiega il Papa - i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare: non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all’educazione dei giovani. È importante tenere presente che il legame tra educazione e comunicazione è strettissimo: l’educazione avviene infatti per mezzo della comunicazione, che influisce, positivamente o negativamente, sulla formazione della persona”. Nel messaggio il Santo Padre sottolinea inoltre la necessità di educare l’uomo alla verità e ad un uso retto della libertà e della giustizia. “Nel nostro mondo, - precisa il Pontefice - in cui il valore della persona, della sua dignità e dei suoi diritti, al di là delle proclamazioni di intenti, è seriamente minacciato dalla diffusa tendenza a ricorrere esclusivamente ai criteri dell’utilità, del profitto e dell’avere, è importante non separare il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti. La giustizia, infatti, non è una semplice convenzione umana, poiché ciò che è giusto non è originariamente determinato dalla legge positiva, ma dall’identità profonda dell’essere umano” Per quanto poi riguarda “l’educazione alla pace” il Papa evidenzia come questo valore non sia soltanto un dono da ricevere, bensì anche opera da costruire.

“La pace – puntualizza Benedetto XVI - non è un bene già raggiunto, ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare. Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto più umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilità verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell’educarle ad essere pacifiche e artefici di pace. È sulla base di tale consapevolezza – conclude il Santo Padre - che vi invio queste riflessioni e vi rivolgo il mio appello: uniamo le nostre forze, spirituali, morali e materiali, per educare i giovani alla giustizia e alla pace” . (Inform)

 


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