INFORM - N. 243 - 30 dicembre 2011


ASSOCIAZIONI

Rino Giuliani (Istituto Santi): “2012, anche per le associazioni l’impegno nella società italiana che cambia”

 

ROMA - “L’anno si chiude senza un bilancio certo del dare e dell’avere. Una comunità che molti di noi hanno pensato unita da una comune identità dentro e fuori i confini della madrepatria è oggi visibilmente frantumata e rinchiusa nella particolarità :degli individui, dei gruppi sociali e dei localismi”, ha dichiarato Rino Giuliani, vice presidente dell’Istituto Fernando Santi.

“Costituzione materiale e costituzione formale - ha proseguito - girano su due assi diversi mentre un assetto imprescindibile quale è la famiglia, erroneamente, viene rappresentato come il mondo vitale con il quale  sostituire un sistema pubblico di tutele . Una comunità di persone che nell’anno trascorso ha avuto modo di  riflettere sui 150 anni dall’Unità d’Italia e sui valori che la tengono unita non può ritenere che la cornice internazionale, pur vincolante, ed  una azione di risanamento e rilancio del paese risolvano le questioni che negli anni hanno incrinato la fiducia nell’avvenire.

E’ ora di riprendere fiducia nelle risorse grandi che sono in ognuno di noi e nelle potenzialità della nostra comunità nazionale  che l’Italia ha sempre saputo trasformare in fattore di crescita  Essenziale è trarre il meglio dalle nostre peculiarità e allentare la spirale degli egoismi, degli individualismi. integrando ed integrandoci, con spirito solidale, riscoprire il grande valore della giustizia sociale.

I giovani che non possono stabilire un rapporto d’identità fra le loro aspirazioni e quello che il sistema socioeconomico  fa loro intravedere, i giovani che  vorrebbero andare verso un  futuro migliore ed ai quali non possiamo oggi dire con certezza che un altro mondo è possibile, i giovani cui l’ascensore sociale non aprirà mai le porte, se non cambiamo l’ordine delle priorità, sono l’immensa ricchezza che la nostra società sta dissipando. Questo dissipazione che nasce dal  senso di impotenza e va combattuta dai giovani ma avendo accanto le generazioni di coloro che li hanno preceduti nella lotta sociale.

I mezzi di comunicazione continuano a scandagliare il presente prospettando ricette e soluzioni alla crisi in atto. La parte visibile dell’iceberg che ha colpito un grande numero di paesi  evidenzia  l’attivismo di sistemi finanziari e dinamiche governative proprie di coloro che  si tirano fuori dalle responsabilità collettive nazionali ed  internazionali  necessarie per  fare il bene comune di  centinaia di milioni di persone.

Si è aperto un ciclo  economico e sociale nel quale il livello di benessere delle persone  è fortemente ridotto e nel quale cresce e si allarga la fascia dei pauperizzati.

Non abbassare la guardia e dare  sin da ora , democraticamente, battaglia per i diritti delle persone, per i diritti si libertà e per i diritti sociali sanciti dalla nostra Costituzione è il messaggio in bottiglia  che  pur calato fra onde forti  si auspica arrivi agli amici delle associazioni  degli italiani al’estero. Anche le associazioni hanno la loro parte d’impegno nel processo di cambiamento della società italiana.

Le associazioni, similmente al movimento sindacale che, pur tra alti e bassi, di un mondo dove il lavoro continuamente  si riduce, sta in prima linea - ha concluso Giuliani - difendendo il diritto al futuro dei giovani e dei vecchi. Ambedue ne hanno diritto”. (Inform)

 


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