INFORM - N. 243 - 30 dicembre 2011


LIBIA

Il 21 gennaio la visita di Monti a Tripoli: “Vogliamo ripristinare intensificare e ammodernare le modalità di cooperazione”

Terzi: “Politica di controllo condiviso, ma nel rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti umani e dei migranti”

 

ROMA - Nel corso della conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto riferimento ai rapporti con la Libia, precisando che la prevista sua visita a Tripoli avrà luogo il 21 gennaio. Sarà accompagnato da alcuni ministri tra cui quello degli Esteri Giulio Terzi. “Con la Libia  - ha detto Monti dopo aver ricordato il primo incontro avuto a Roma con il presidente libico Jalil - vogliamo riattivare il Trattato di amicizia con una ampia serie di contenuti sui quali abbiamo tenuto una riunione interministeriale nei giorni scorsi che ha coinvolto tutte le competenze rilevanti, e sono molte, dagli Interni agli Esteri, alla Difesa, allo Sviluppo, alla Cooperazione, all'Università, alla Sanità. Vogliamo ripristinare, intensificare e ammodernare le modalità di cooperazione”.

 “Per l'Italia - ha concluso il presidente del Consiglio -  la nuova prospettiva di luci e ombre ma anche di molte luci che si è aperta proprio un anno fa in questi giorni sul fronte mediterraneo è di grandissimo interesse, di impegno e di speranza sul piano strategico, culturale ed economico”.

Dei rapporti con la Libia ha anche parlato nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Terzi in una intervista. “La riattivazione del Trattato d'amicizia - ha detto - è l'architrave dei rapporti: infrastrutture, imprese, recupero debitorio, ma anche sostegno per il reinserimento nella vita civile dei 120.000 uomini che hanno partecipato all'insurrezione. Ci sono 35.000 feriti da assistere, il territorio da bonificare da mine e armi. Ci sono progetti storici di cooperazione universitaria da riprendere e la richiesta di formazione quadri”. Terzi ha poi ricordato che “Dalla Libia prendiamo il 12% del gas e il 26% del petrolio. La produzione è ripresa al 70%, ci sono ancora da fare interventi di manutenzione per la sicurezza degli impianti”.

Infine, da parte del ministro degli Esteri, un cenno al problema dell’immigrazione: “Riprendiamo la politica di controllo condiviso, ma nel rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti umani e dei migranti”. (Inform)

 


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