INFORM - N. 242 - 29 dicembre 2011


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”

La conferenza stampa di fine anno . Monti: "Nessuna nuova manovra. Oggi comincia la fase cresci-Italia. Avanti su lavoro e liberalizzazioni"

 

ROMA - «Eravamo arrivati sull’orlo del burrone senza parapetto e con forze che ci spingevano alle spalle: abbiamo puntato i piedi con tutte le forze per non cadere e credo che ci siamo riusciti». È la metafora che usa Mario Monti per spiegare la situazione del nostro Paese. Il premier, nella conferenza stampa di fine anno, illustra poi l'agenda dei prossimi mesi riassumendola nella formula «cresci-Italia».

«C’erano molti avvoltoi ma non siamo caduti e non ci mangiano», è la sintesi del premier che prima di guardare avanti, sottolinea il lavoro fatto con la manovra. «La salva-Italia potrà avere potenziali recessivi ma non farla avrebbe comportato rischi di una esplosione recessiva o recessione esplosiva», dice il premier. Ora «non occorre un’altra manovra, nessuno lo pensi», chiarisce il Professore, che però non vuol sentir parlare di "fase 1" e "fase 2", «stiamo dando piena attuazione ad impegni già presi dal precedente governo. Era un atto dovuto. L’atto voluto comincia oggi».

I prossimi provvedimenti avanzeranno di pari passo: la prima tranche si concluderà entro il 23 gennaio, poi la riforma del lavoro sarà varata prima dell’Eurogruppo di febbraio. Il presidente del Consiglio, in oltre due ore e mezza di conferenza stampa, parla del "pacchetto cresci-Italia" che comprenderà interventi su liberalizzazioni, concorrenza e mercato del lavoro (non si escludono anche operazioni di riduzioni dello stock del debito). Non saranno «provvedimenti calati dall’alto», ci sarà un confronto con le forze politiche, sindacali e sociali. La premessa è che «la fase della crescita non implicherà larghezza finanziaria», ma Monti non scende nel dettaglio. Preferisce difendere alcune misure già annunciate: «La riforma del catasto è importante per adeguare la tassazione alla realtà effettiva». E sulla previdenza: «Affronteremo tutti quei casi in cui i lavoratori con le nuove regole si possano trovare in particolare difficoltà».

Il premier porta alcuni grafici per analizzare l’andamento dello spread che «non va nè demonizzato nè divinizzato»: «Sicuramente nei fondamentali della nostra economia non c’è nulla che giustifichi uno spread così alto», ma bisogna essere sollevati «per il fatto che malgrado gli acquisti della Bce siano quasi cessati c’è un andamento molto più di equilibrio». Per il premier i rialzi sono dovuti alla «delusione dei mercati» per l’esito del Consiglio europeo dell’8 dicembre. «Nessuna critica alla Bce», la ricetta di Monti è il rafforzamento del fondo Salva-Stati. Messaggi ’cifratì alla Germania: «non basta solo la politica di bilancio», va integrata con la crescita. Monti tocca anche altri temi: esprime «forte preoccupazione che l’avanzamento del programma nucleare iraniano stia per raggiungere un punto di non ritorno», dice che «è allo studio un piano anti-evasione con la Svizzera» e annuncia una visita il 21 gennaio a Tripoli per «riattivare il trattato di amicizia». Infine si rivolge ai cittadini: «Sono sicuro - ha detto - che il paese ci capisce e che non ci saranno tensioni sociali». (La Stampa.it, 29 dicembre 2011)

Inform

 

 

 


Vai a: