CAMERA DEI DEPUTATI
Interrogazione del deputato Pd al ministro degli Esteri Giulio Terzi
Ettore Rosato: “A rischio le tombe italiane in
Istria”
ROMA – In Istria
vi è il “rischio di veder scomparire le antiche lapidi e tombe italiane”.
Lo denuncia il deputato Pd Ettore Rosato che in una interrogazione rivolta
al ministro degli Esteri Giulio Terzi chiede quali iniziative egli intenda
adottare “al fine di tutelarne la presenza futura”,
giacché “le
tombe e le lapidi italiane rappresentano un luogo di ricomposizione con la
terra natia per le famiglie degli esuli e sono considerate un patrimonio prezioso
per le stesse”.
Nella interrogazione
a risposta scritta, presentata il 21 dicembre scorso, il deputato premette
che “nella relazione del gennaio 2009 dell'Istituto regionale per la cultura
istriano-fiumano-dalmata presentata nel corso del
tavolo tra Governo e Associazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
viene quantificato in 25 mila il numero delle tombe italiane nella parte dell'Istria
di giurisdizione slovena, nella parte d'Istria di giurisdizione croata e nelle
isole di Cherso e di Lussino; nelle tombe italiane
sono sepolti circa 100 mila defunti in quanto c'è un numero di sepolti superiore
alla singola unita per ciascuna tomba, dovuto al fatto che solo alcune di
queste erano in concessione perpetua anziché a termine: la cifra elevata tiene
anche conto del fatto che un numero imprecisato di tombe è stato disperso
durante il periodo intercorso fra la promulgazione della legge jugoslava del
1960 e la nuova legge croata del 1998”. “Le tombe e le lapidi
italiane rappresentano un luogo di ricomposizione con la terra natia per le
famiglie degli esuli e sono considerate un patrimonio prezioso per le stesse”
sottolinea il deputato Pd ricordando che “con la collaborazione delle direzioni
dei cimiteri le antiche steli delle tombe italiane sono state restaurate e
conservate in appositi lapidari anche nell'ambito del progetto «Tutela e manutenzione
del patrimonio monumentale delle sepolture italiane nei cimiteri dell'Istria»”.
“La tutela dei beni cimiteriali non si esaurisce –continua Rosato - con quella
delle tombe in senso stretto, ma si estende anche ai monumenti ai caduti,
alle vittime delle foibe e alle vittime delle fosse comuni; nel passato più
recente, però, nella medesima relazione di cui sopra, sono state quantificate
nel 22 per cento le tombe o le lapidi italiane che sono state oggetto di cancellazione
delle vecchie incisioni e sono un migliaio i sepolcri dismessi; un'analisi
abbastanza aggiornata calcola in 12 milioni di euro il fabbisogno per un programma
esaustivo di tutela delle tombe presenti nei cimiteri istriani e dalmati;
la carenza di mezzi finanziari ha portato l'Istituto sopra citato a fare delle
scelte obbligate tra le maggiori urgenze; un nuovo allarme lanciato dalla
comunità italiana di Fiume riguarda l'espropriazione legale nel caso non vengano
rinnovati i contratti di proprietà, poiché le famiglie si sono estinte, cancellando
la memoria storica che le lapidi possono rappresentare; ci sono segnali positivi
da alcune amministrazioni dei cimiteri, come quelli di Pisino e Rovigno,
dove sono conservate oltre 150 antiche lapidi; in passato, un rischio concreto
di sparizione di queste lapidi era stato corso in seguito all'iniziativa delle
pompe funebri di vendere all'asta 150 tombe di vecchia data, per lo più italiane,
considerate mal ridotte e ingombranti; rispetto ad altre iniziative artistiche
e culturali intese a tutelare la comunità italiana sul territorio, il recupero
delle sepolture italiane è ad un livello inferiore”. Alla luce di quanto premesso
l’on. Rosato chiede al ministro Terzi “se sia a conoscenza del rischio di
veder scomparire le antiche lapidi e tombe italiane e quali iniziative di
competenza intenda adottare al fine di tutelarne la presenza futura”. (Inform)
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