ASSOCIAZIONI
L’editoriale
di “Piemontesi nel Mondo”
Emigrazione e Musei dell'Emigrazione patrimonio
da difendere
TORINO - La gravissima crisi socio-economica che attraversa in questo momento la Nazione Italiana sta producendo da parte degli Enti Istituzionali tagli e azzeramenti di sostegno economico anche nel settore migratorio (Musei, Associazioni del volontariato in emigrazione, ecc.).
A tale riguardo riteniamo interessantissimo l'intervento dell'On.le Franco Narducci Presidente dell'UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati) su una Proposta di Legge da lui stesso proposta alla Camera per il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana al Vittoriano di Roma,apparso su “Trentini nel Mondo”n. 10/2011 che parzialmente riassumiamo:
“Con l'istituzione del Museo Nazionale dell'Emigrazione al Vittoriano di Roma ed altri nelle varie regioni – afferma Narducci nella premessa della Proposta di Legge – si è voluto squarciare il velo di silenzio che ha accompagnato l'emigrazione italiana in questi 150 anni, come se coloro che sono partiti non contassero niente per l'Italia.
Al contrario, senza il riconoscimento del ruolo svolto dall'emigrazione, la Storia d'Italia è incompleta e sbagliata. Per conoscere come è cresciuto il Paese, per capire come si è sviluppata l'economia e la società italiana è indispensabile ricordare, invece, che milioni di contadini sono stati cacciati dalle loro terre, che altri milioni di lavoratori hanno preferito lasciare volontariamente un Paese che non offriva prospettive e che si serviva dell'emigrazione per mantenere bassa la pressione sociale.
Questi emigranti italiani non solo hanno fatto grandi i Paesi di destinazione, ma hanno contribuito a fare grande la stessa Italia. In un periodo storico in cui l'Italia, da Paese di emigranti, è divenuta anche Paese di vita per milioni di immigrati, sono proprio le vicende – spesso dolorose ma anche di successo dell'emigrazione ad offrire solidi anticorpi culturali contro ogni forma di xenofobia e di razzismo.
Ripercorrendo le foto, i video, le testimonianze dei nostri connazionali che, partendo da Genova o da Napoli, sbarcavano a Buenos Aires o a San Paolo o New York, che vivevano nelle baracche in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Argentina, Brasile, Venezuela, Austria, scopriamo nei volti e nelle storie degli emigrati italiani lo stesso desiderio di giustizia sociale, di un avvenire migliore per sé e per la famiglia, di una migliore qualità di vita che, in tanti casi, scorgiamo negli occhi di quanti vengono oggi in Italia, spinti unicamente dalla speranza di poter trovare un futuro migliore”.
Per l'On.le Franco Narducci il MEI (Museo Emigrazione Italiana di Roma) e gli altri musei regionali dell'emigrazione riconfermati nella loro utile funzione di sensibilizzazione di fucina di integrazione, “ potrebbero divenire sempre più una struttura di documentazione, ma anche di elaborazione di studi e di ricerche, di promozione di incontri internazionali in Italia e all'estero, di interscambio culturale fra la Comunità italiana in Italia e le Comunità italiane all'estero, fra le Comunità immigrate in Italia e la nostra società di accoglimento, sia ai fini del reciproco interesse culturale ed economico, sia ai fini di una migliore conoscenza dell'Italia da parte degli stessi italiani nel Mondo e degli immigrati in Italia”. Ragioni a dir poco sufficienti a motivare la necessità di rifinanziare il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana nel Mondo di Roma e gli altri similari a livello delle singole Regioni. /Piemontesi nel Mondo /Inform)