INFORM - N. 241 - 28 dicembre 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

Anni di svolta per la comunità italiana dell’Argentina

 

BUENOS AIRES - Si chiude fra poche ore l’anno 2011 e viene naturale cercare di fare un bilancio e di cercare gli avvenimenti che maggiormente hanno influito o che riteniamo emblematici per associarli a quest’anno.

Come giornale di collettività, bilancio e fatto emblematico lo facciamo nei riguardi, appunto, della comunità italiana in Argentina. Diciamo subito che parecchi eventi che meritano l’attenzione e potrebbero riempire le pagine di riepilogo dell’anno 2011 nella collettività italiana dell’Argentina.

Potremmo parlare della consegna, nella Casa Rosada, della targa che FEDITALIA e FEDIBA, hanno donato all’Argentina, in adesione al Bicentenario di questo Paese, da collocare in Piazza Colombo. Numerosi dirigenti delle nostre associazioni, con a capo la presidente di FEDIBA Pina Mainieri, sono stati ricevuti dal vicesegretario generale della Presidenza argentina, accompagnati dal Console generale Scognamiglio.

Potrebbe essere anche la nuova edizione di Buenos Aires celebra Italia, che si è svolta lungo la avenida de Mayo nel mese di ottobre. O la Festa in Piazza che si svolge tradizionalmente a Mendoza, organizzata dalla Federazione italiana e dalla comunità italiana locale. O la partecipazione della collettività italiana ad altre manifestazioni culturali organizzate dai governi provinciali o comunali. O, ancora, il nutrito programma di attività con le quali la nostra comunità ha aderito alle celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, sia a Buenos Aires che nell’interno.

Possiamo ricordare inoltre il premio consegnato dal Comites di Buenos Aires a oriundi italiani per sottolineare l’importanza del contributo italiano alla società argentina. O ancora, la re inaugurazione a Buenos Aires, in Piazza Italia, della colonna romana, donata dal comune di Roma a quello di Buenos Aires quarant’anni fa, su iniziativa dell’Associazione Romana e del Lazio in Argentina. cerimonia alla quale hanno preso parte il sindaco della Città, Mauricio Macri e le autorità diplomatiche italiane.

Ci sarebbero anche le note non liete, non celebrative. A cominciare dalle nuove e periodiche difficoltà che hanno avuto migliaia di pensionati italiani in Argentina per riscuotere le loro pensioni. Le verifiche dell’esistenza in vita disposte dalle banche alle quali l’INPS ha affidato il pagamento delle pensioni all’estero, hanno provocato disagi, malumori e insicurezza a migliaia di anziani pensionati italiani residenti in questo Paese.

Un’altra nota dolente sono le incertezze, dovute ai successivi tagli nel bilancio del Ministero degli Affari Esteri, per i connazionali che hanno bisogno di essere assistiti. Dopo che si è concluso il contratto con l’assicuratrice privata, migliaia di anziani italiani sono stati accolti dai servizi del Pami, la mutua dei pensionati argentini che, secondo le autorità italiane, ha migliorato grandemente le sue prestazioni rispetto agli anni della crisi del 2001. Non tutti però sono stati accolti dal Pami. Qualche centinaio di anziani italiani sono ancora assistiti con i fondi, sempre più insufficienti, degli uffici assistenza dei consolati.

I tagli hanno colpito anche molte strutture di diffusione della lingua e la cultura italiane, creando difficoltà nei bilanci e nell’operatività delle associazioni.

Ci sono state inoltre e anche questo meriterebbe di essere messo nel conto del bilancio dell’anno, numerose missioni di regioni italiane che, nonostante la crisi, hanno mantenuto i programmi di rapporti con le proprie comunità residenti in Argentina e in altri paesi. Lucani, umbri, siciliani, calabresi, tra gli altri, sono stati visitati da esponenti politici o funzionari delle rispettive regioni.

Ci sarebbero molte altre attività e iniziative per illustrare l’anno della nostra collettività. Così come meriterebbe un articolo speciale l’analisi dell’attività dei nostri parlamentari a Roma.

Ma forse l’evento più significativo è stato l’assemblea generale della FEDITALIA, durante la quale è stato deciso il rilancio dell’associazionismo e la promozione della partecipazione delle nuove generazioni nella politica argentina.

L’avvio di questa nuova fase nella vita della confederazione che è al vertice delle associazioni italiane dell’Argentina, va guardato con grande interesse almeno per due ragioni.

La prima riguarda la decisione dei dirigenti della FEDITALIA, a cominciare dal rieletto presidente Pallaro, di ripartire, dopo anni in cui sembrava che era stato tutto detto e fatto.

La seconda riguarda la rinnovata decisione di promuovere la partecipazione delle nuove generazioni nella politica argentina.

Sul primo punto va ricordata l’intensa attività sostenuta dalla FEDITALIA, tra gli anni ‘70 e ‘80, per ottenere una politica per l’emigrazione da parte dello Stato italiano.

Come è stato più volte ricordato, tale attività, nelle analisi della Confederazione che raggruppa l’associazionismo italiano in Argentina, si avviò a compimento con l’approvazione della struttura di rappresentanza delle comunità italiane all’estero, che fu completata con l’approvazione del voto degli italiani all’estero e dal voto passivo, cioè, dalla possibilità riconosciuta dall’Italia ai suoi cittadini residenti all’estero, di eleggere i propri rappresentanti al Parlamento italiano tra residenti all’estero.

Dopo i risultati positivi ottenuti nella prima legislatura che ha visto la presenza in Parlamento degli eletti all’estero (a cominciare proprio dal presidente della FEDITALIA Pallaro), la seconda legislatura, eletta nel 2008 e ancora vigente, ha visto un capovolgimento della situazione, e la decisione politica della maggioranza di smantellare la politica per gli italiani all’estero che era stata costruita con sforzo e con consensi durante quattro decadi.

Proprio di fronte a questa situazione, la FEDITALIA ha deciso di rimettersi in marcia. L’obiettivo non è tanto o non soltanto la costruzione di una politica per gli emigrati, ma una politica di rapporti tra l’Italia e i paesi di accoglienza, nel nostro caso l’Argentina, che abbia come strumento, come ponte, proprio le nostre comunità.

E questo obiettivo può essere raggiunto solo promuovendo la partecipazione e l’impegno delle nuove generazioni di italo-argentini nei diversi gradi della politica locale.

Come è avvenuto nel caso del vicesindaco di Cordoba, che è sempre stato un attivo dirigente giovanile della comunità italiana locale, come il caso del neo sindaco di Vicente Lopez che ha chiare le proprie radici italiane, come tante altre decine di casi, ci vogliono argentini di origine italiana che conoscano la realtà della comunità italiana, quello che hanno costruito gli italiani, loro genitori o nonni, lungo oltre centocinquant’anni di presenza italiana in Argentina.

Dirigenti politici argentini, quindi, che conoscano queste realtà e che possano agire per farle conoscere, per conservarle, per promuoverle. Ma anche per capire meglio quanto potrebbero crescere i rapporti tra l’Argentina e l’Italia, in ogni campo.

Naturalmente se ci saranno le elezioni e se gli italiani all’estero continueremo a votare, la FEDITALIA, come ha detto il suo presidente, presenterà i suoi candidati. Sarebbe l’altra faccia della moneta, che completerebbe al meglio la volontà della nostra comunità di essere ponte, strumento, dell’amicizia e della collaborazione tra l’Argentina e l’Italia. In questo senso l’anno 2011 è stato un anno molto importante, ma il 2012 dovrebbe esserlo ancora di più. (Marco Basti -Tribuna Italiana /Inform)

tribunaitaliana@yahoo.com.ar

 


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