INFORM - N. 240 - 27 dicembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Dal senatore Micheloni (Pd) un Odg che chiede di richiamare gli insegnanti di ruolo all’estero per convogliare le risorse risparmiate agli Enti Gestori

Dopo il sì del Governo all’Odg la replica dal segretario generale della FLC Cgil Domenico Pantaleo che difende l’intervento pubblico e invita a spostare le rivendicazioni economiche di questi Enti su altri fronti

 

ROMA - Durante la riunione congiunta al Senato della Commissione Bilancio con la Commissione Finanza e Tesoro è stato accolto dal Governo, nell’ambito del dibattito sul decreto “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, un Ordine del giorno del senatore Claudio Micheloni (Pd) che impegna il governo a valutare l’opportunità di “richiamare gli insegnanti di ruolo che svolgono corsi di lingua e cultura italiana all’estero alla fine dell’anno scolastico 2011-2012 e destinare i risparmi così realizzati al finanziamento degli Enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero che utilizzano insegnanti assunti in loco”. Nell’Odg si chiede inoltre di ridurre, in misura permanente, l’indennità di servizio all’estero e di destinare i relativi risparmi di spesa a favore delle Camere di Commercio italiane all’estero, del Museo Nazionale dell’Emigrazione, del funzionamento dei Comites e del Cgie e del rifinanziamento della Cooperazione allo sviluppo. L’Ordine del Giorno auspica infine la predisposizione di un piano da parte del Mae, a partire dal 1º gennaio 2012,  che preveda, entro il 31 dicembre 2014, la presenza nelle sedi all’estero di un 20% di  diplomatici e amministrativi di ruolo inviati dal Mae, e di un 80% di personale a contratto assunto in loco. I risparmi di tale ristrutturazione andrebbero accantonati su un fondo da destinarsi, in gran parte, ai servizi decentrati e della rete consolare all’estero.

Il sì del governo all’Ordine del Giorno è stato contestato dal segretario generale della FLC Cgil Domenico Pantaleo che ha sottolineato come con questa iniziativa il senatore Micheloni rischi di cancellare anche quel poco di intervento pubblico rimasto soprattutto in area Europea e di affidarlo a soggetti gestori privati “che di certo non soddisfano il principio costituzionale di gestione diretta, soprattutto nella fascia dell’obbligo, da parte dello Stato”. Per Pantaleo questa  proposta “non solo significa privatizzare un servizio pubblico ma condannare i nostri connazionali  all’estero a rinunciare definitivamente al loro inserimento all’interno del nostro sistema nazionale di istruzione. Desta quindi meraviglia – aggiunge il sindacalista - l’accoglimento di tal proposta da parte del Governo”. Secondo Pantaleo l’ipotesi del senatore Micheloni appare inoltre orientata verso un concetto di privatizzazione che va contro gli orientamenti dello stesso Pd che da sempre appoggia la centralità dell’intervento pubblico. Pantaleo, dopo aver invitato a spostare le rivendicazioni economiche degli Enti gestori su altri fronti diversi da quelli della scuola pubblica, si è infine detto pronto ad un confronto aperto, a cominciare dai parlamentari eletti all’estero, sul riordino complessivo del sistema dei corsi e della scuola italiana nel mondo. (Inform)

 


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