ESTERI
Il ministro all’incontro “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”
Terzi: Pace, stabilità e rispetto dei diritti umani punti
di riferimento della nostra azione
ROMA – “La politica estera, che tanto può aiutare la nostra reputazione, si basa su una combinazione, che varia da Stato a Stato, di valori e di interessi. Può accadere talvolta che gli interessi non coincidano con i valori, ma non faremo mai passi falsi assumendo la pace, la stabilità e il rispetto dei diritti umani come punto di riferimento della nostra azione: con onesto realismo ma con altrettanta fermezza. E quando riflettiamo sulla nostra politica estera dobbiamo sempre esser consapevoli che senza l’Italia, l’Europa non esiste e senza l’Europa, il progetto della pace nel mondo perderebbe uno dei suoi protagonisti più sinceri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata intervenuto all’incontro “Educare i giovani alla giustizia e alla pace” (tema del messaggio di papa Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2012) che si è svolto ieri sera a Roma, promosso dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e da Elea
“Mi piace pensare – ha detto Terzi - che, attraverso l’invito alla mia persona, si voglia attribuire anche alla diplomazia una funzione educativa delle giovani generazioni. Non può che essere così, in un mondo dove il confine tra interno ed estero è sempre più labile e dove non si comprendono interamente i fenomeni domestici se non si ha dimestichezza con ciò che avviene al di là delle nostre frontiere”.
Il ministro degli Esteri ha sottolineato che “le questioni internazionali sono oggi nazionali. E viceversa”. “Le crisi in teatri lontani – ha detto - mettono a rischio anche la sicurezza nelle nostre città. Le discriminazioni di piccole comunità cristiane sperdute in Paesi poco noti all’opinione pubblica, colpiscono anche noi perché reprimono quella libertà di credere che è il presupposto dell’intero regime di libertà a cui ci ispiriamo. Le ingiustizie ai danni di persone indifese, non tutelate nel godimento dei diritti fondamentali, offendono quel senso di appartenenza alla “comunità umana” che vorremmo vedere affermato, al di là delle distinzioni etniche, religiose o sociali”.
“Ma qual è la pace a cui vogliamo contribuire ad educare i nostri giovani? La pace non è più l’assenza dello stato di guerra ma, con il mutare dei fattori di crisi, si definisce oggi in senso positivo: la pace è lotta alla miseria, alla povertà, alla malattia e al degrado ambientale. E’ integrazione dello straniero, stabilità e sicurezza” ha rimarcato il titolare della Farnesina .
Terzi ha sottolineato
anche che “alla radice del movimento per un mondo più giusto e per la pace
tra i popoli non può che esserci il riconoscimento dei diritti fondamentali,
da sempre filo conduttore della politica estera italiana. Viene certamente
da lontano, dalla tolleranza frutto di secoli di occupazioni, ma – ha ricordato
- è stato consolidato nel dopoguerra, quando il confine con
“Da decenni – ha ricordato il ministro - ci battiamo con tenacia per l’abolizione della pena di morte, per i diritti delle minoranze, quelli delle donne e dei bambini. Abbiamo contribuito in modo determinante all'istituzione della Corte Penale Internazionale e siamo membri del Consiglio Diritti Umani. Abbiamo difeso strenuamente la libertà di religione e non ci stanchiamo di denunciare le discriminazioni e gli attacchi contro le minoranze religiose, che colpiscono in particolare quelle cristiane: ci addolora profondamente la situazione dei copti in Egitto, dei cristiani in Iraq, Nigeria e Pakistan, delle comunità maronite in Siria e Libano”.
Terzi ha evidenziato
che “ci facciamo quotidianamente promotori di misure concrete”. E “solo per
restare agli eventi recenti, siamo ad esempio riusciti ad incentrare
Il ministro
degli Esteri ha posto anche l’accento sul fatto che “la scuola, le famiglie,
la società civile, svolgono un ruolo preminente presso le giovani generazioni”
e che “il legislatore ha la responsabilità di dirigere questo armonioso concerto”.
“Abbiamo quindi contribuito – ha ricordato - all’approvazione
unanime della Di
“Come ricorda
il Santo Padre, non c’è futuro senza una
“Oggi
più che mai credo sia importante che la gioventù si interessi e si appassioni
alle cose internazionali. Attraverso l’esempio e la collaborazione fra Stati
ed organismi internazionali che condividono i valori democratici ed il rispetto
dei diritti umani, possiamo incanalare questo interesse verso il perseguimento
dei valori di giustizia e pace” ha concluso il ministro Terzi. (