INFORM - N. 239 - 23 dicembre 2011


ESTERI

Il ministro all’incontro “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”

Terzi: Pace, stabilità e rispetto dei diritti umani punti di riferimento della nostra azione

 

ROMA – “La politica estera, che tanto può aiutare la nostra reputazione, si basa su una combinazione, che varia da Stato a Stato, di valori e di interessi. Può accadere talvolta che gli interessi non coincidano con i valori, ma non faremo mai passi falsi assumendo la pace, la stabilità e il rispetto dei diritti umani come punto di riferimento della nostra azione: con onesto realismo ma con altrettanta fermezza. E quando riflettiamo sulla nostra politica estera dobbiamo sempre esser consapevoli che senza l’Italia, l’Europa non esiste e senza l’Europa, il progetto della pace nel mondo perderebbe uno dei suoi protagonisti più sinceri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata intervenuto all’incontro “Educare i giovani alla giustizia e alla pace” (tema del messaggio di papa Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2012) che si è  svolto ieri sera a Roma, promosso dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e da Elea

“Mi piace pensare – ha detto Terzi - che, attraverso l’invito alla mia persona, si voglia attribuire anche alla diplomazia una funzione educativa delle giovani generazioni. Non può che essere così, in un mondo dove il confine tra interno ed estero è sempre più labile e dove non si comprendono interamente i fenomeni domestici se non si ha dimestichezza con ciò che avviene al di là delle nostre frontiere”.

Il ministro degli Esteri ha sottolineato che “le questioni internazionali sono oggi nazionali. E viceversa”. “Le crisi in teatri lontani – ha detto - mettono a rischio anche la sicurezza nelle nostre città. Le discriminazioni di piccole comunità cristiane sperdute in Paesi poco noti all’opinione pubblica, colpiscono anche noi perché reprimono quella libertà di credere che è il presupposto dell’intero regime di libertà a cui ci ispiriamo. Le ingiustizie ai danni di persone indifese, non tutelate nel godimento dei diritti fondamentali, offendono quel senso di appartenenza alla “comunità umana” che vorremmo vedere affermato, al di là delle distinzioni etniche, religiose o sociali”.

“Ma qual è la pace a cui vogliamo contribuire ad educare i nostri giovani? La pace non è più l’assenza dello stato di guerra ma, con il mutare dei fattori di crisi, si definisce oggi in senso positivo: la pace è lotta alla miseria, alla povertà, alla malattia e al degrado ambientale. E’ integrazione dello straniero, stabilità e sicurezza” ha rimarcato il titolare della Farnesina .

Terzi ha sottolineato anche che “alla radice del movimento per un mondo più giusto e per la pace tra i popoli non può che esserci il riconoscimento dei diritti fondamentali, da sempre filo conduttore della politica estera italiana. Viene certamente da lontano, dalla tolleranza frutto di secoli di occupazioni, ma – ha ricordato - è stato consolidato nel dopoguerra, quando il confine con il mondo che negava la libertà passava dal nostro territorio”.

“Da decenni – ha ricordato il ministro - ci battiamo con tenacia per l’abolizione della pena di morte, per i diritti delle minoranze, quelli delle donne e dei bambini. Abbiamo contribuito in modo determinante all'istituzione della Corte Penale Internazionale e siamo membri del Consiglio Diritti Umani. Abbiamo difeso strenuamente la libertà di religione e non ci stanchiamo di denunciare le discriminazioni e gli attacchi contro le minoranze religiose, che colpiscono in particolare quelle cristiane: ci addolora profondamente la situazione dei copti in Egitto, dei cristiani in Iraq, Nigeria e Pakistan, delle comunità maronite in Siria e Libano”.

Terzi ha evidenziato che “ci facciamo quotidianamente promotori di misure concrete”. E “solo per restare agli eventi recenti, siamo ad esempio riusciti ad incentrare la “Strategia europea per i diritti umani” in Egitto sui settori per noi prioritari, come la situazione dei copti o i diritti delle donne, e ad includere tra gli obiettivi della strategia del G8 per il Mediterraneo - cosiddetta Deauville partnership - la libertà di religione”.

Il ministro degli Esteri ha posto anche l’accento sul fatto che “la scuola, le famiglie, la società civile, svolgono un ruolo preminente presso le giovani generazioni” e che “il legislatore ha la responsabilità di dirigere questo armonioso concerto”. “Abbiamo quindi contribuito – ha ricordato -   all’approvazione unanime della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’Educazione ai Diritti Umani presso il Consiglio Diritti Umani, che ci auguriamo venga definitivamente adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”.

“Come ricorda il Santo Padre, non c’è futuro senza una chiara visione del proprio passato e delle proprie radici”, ha poi detto il ministro rimarcando che “questo stesso assioma ha ispirato l’azione illuminata del Presidente della Repubblica nel risvegliare, in modo sobrio e scevro da qualsiasi retorica, la coscienza nazionale italiana in occasione dei 150 anni dell’unificazione del nostro Paese”. “Una coscienza nazionale creata da una secolare cultura che ha, a differenza di altri Paesi, un fondamento nel senso dell'universale. Il cristianesimo, la cultura umanistica, il processo stesso di unificazione del Paese, trovano nel rapporto con il resto del mondo un elemento cruciale”.

 “Oggi più che mai credo sia importante che la gioventù si interessi e si appassioni alle cose internazionali. Attraverso l’esempio e la collaborazione fra Stati ed organismi internazionali che condividono i valori democratici ed il rispetto dei diritti umani, possiamo incanalare questo interesse verso il perseguimento dei valori di giustizia e pace” ha concluso il ministro Terzi. (Inform)

 


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