RASSEGNA STAMPA
Da “Il Tempo.it”
Sì del Senato. La manovra è legge. Monti: adesso in Europa
a testa alta
Passa la fiducia, l'Aula approva
il decreto "salva Italia" con 257 voti favorevoli, e 41 contrari.
No di Lega, Idv e Svp.
A Palazzo Madama Il governo perde 24 voti. Idv:
no al governo dei banchieri. Ancora proteste dai banchi della Lega: pollice
verso di Calderoli. Il premier: "Per la riforma del lavoro ascolteremo
le parti sociali".
Via libera dell'Aula del Senato alla manovra economica varata dal governo Monti e alla fiducia posta dall'esecutivo sul provvedimento. I sì sono stati 257 e i no 41. Il decreto sarà legge dello Stato dopo la firma del cpresidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. A votare a favore Pdl, Pd e Terzo Polo, Udc, Coesione nazionale-Io Sud. A esprimersi con un voto contrario Idv, Lega, Svp. Rispetto alla fiducia ottenuta il 17 novembre, la manovra costa al governo Monti 24 voti a Palazzo Madama.
SALDI INVARIATI
Le poche modifiche introdotte dalla Camera hanno confermato i saldi previsti
dal testo iniziale del provvedimento. I tecnici del servizio bilancio di Camera
e Senato hanno evidenziato, in particolare, un lieve miglioramento in termini
di indebitamento netto per circa 58 milioni nel 2012, 9 milioni nel 2013 e
7 milioni nel 2014. La manovra netta, l'entità della correzione sui saldi
in termini di differenza tra entrate e impieghi, determina pertanto una correzione,
rispetto al tendenziale dei conti pari a 20,2 miliardi nel
IN EUROPA A TESTA ALTA Con questa manovra l'Italia può affrontare "a testa alta la crisi" dal momento che l'avanzo primario dell'Italia non ha eguali in Europa, ha afferma in aula al Senato il presidente del Consiglio Mario Monti. "Opereremo fortemente per far cambiare la Ue", ha detto Monti sottolineando che "il debito pubblico italiano è bilanciato dal patrimonio pubblico e dal risparmio privato italiano. Ciò però non è sufficiente" per fronteggiare la crisi. L'Italia è tuttora in "un contesto di criticità", ammette il premier che invita gli italiani ad avere fiducia e a sottoscrivere i titoli di stato italiani. "Chiediamo con la manovra sacrifici significativi - dice Monti - ma inferiori a quelli che dovremmo sostenere" se l'emergenza andasse avanti. "Ho colto nel dibattito un vivo e vivace segnale segnale affinché il governo rappresenti in Europa la necessità di politiche per la crescita. Questa convinzione è vostra ed è mia", ma i meccanismi comunitari "richiedono l'unanimità e comportano la necessità di persuadere altre 26 stati membri: noi opereremo molto fortemente per far cambiare la politica europea in questo senso e questo sarà il nostro impegno". Il premier è intervenuto anche sulle critiche che vogliono la manovra incentrata soprattutto sul rigore e meno sugli altri due "pilastri" equità e crescita. "Lo slogan secondo cui pagano i soliti noti è rituale, ripetitivo e privo di fondmento", ha affermato Monti al Senato. "Abbiamo fatto tutto il possibile nei primi 20 giorni, ma resta un lavoro enorme".
SUL LAVORO DIALOGO
CON LE PARTI SOCIALI Su temi come "la riforma del mercato del lavoro,
lo stile dei rapporti con le parti sociali sarà diverso" rispetto a quello
seguito fino ad oggi, perché questa materia "per sua natura, richiede
un dialogo con le parti sociali", ha detto Monti, che ha ringraziato
tutti i partiti ma, in particolare, chi sostiene il governo perché "hanno
rinunciato alla popolarità, sobbarcandosi un onere nell'interesse del Paese".
E il premier ha accettato l'invito di Silvio Berlusconi per consultazioni
"anche in anticipo" sui provvedimenti del governo. "Vorrei
dire ai cittadini che l'appoggio che questo governo sta ricevendo è molto
più grande di quello che i partiti lasciano credere o di
POLLICE VERSO
DELLA LEGA Dopo le parole del presidente del Condiglio
sono cominciate in aula al Senato le di
NO DEI DIPIETRISTI L'Idv conferma il suo no alla manovra del governo e, di conseguenza, voterà no anche alla fiducia. A ribadirlo è il capogruppo dipietrista al Senato, Felice Belisario che spiega: "Noi vogliamo che i sacrifici li facciano davvero tutti, mi auguro che il comportamento del governo ci possa consentire di migliorare i provvedimenti e magari, perché no, anche votarli, ma con la consapevolezza che guardano al bene di tutti". Belisario ribadisce le critiche alla manovra e, rivolgendosi al premier Monti, dice: "Lei non è la controfigura di Babbo Natale e gli italiani hanno compreso subito che c'erano da fare dei sacrifici". Questa, conclude, "è una manovra squilibrata e depressiva".
MATTEOLI: DAL PDL SÌ COMPATTO "Il Pdl voterà sempre unito a favore del governo e andrà compatto al Senato", ha detto l'ex ministro Altero Matteoli che ha escluso sorprese dal partito di Berlusconi prendendo le distanze dalle denuncie della Lega ma rinnovando l'auspicio che l'alleanza con Bossi possa ricomporsi. "Sono in Parlamento da trent'anni e di vicende tipo quelle della Lega - ha detto Matteoli, ospite a Tgcom24 - ne ho viste tante, fatte anche da altri. Non mi piacciono. La Lega ha scelto un certo percorso ma le cose che ci hanno legati non sono venute meno. Basta essere chiari sugli obiettivi e sul programma. Ci sono due leghe: una sul territorio e che è contro e una Lega che è a Roma e che fa il suo dovere e ci ha sempre appoggiati. Non possiamo pensare che il Pdl stia fermo, deve andare a spiegare i perché di certe scelte ma l'elettorato alla fine apprezzerà i sacrifici e il senso di responsabilità".
RIPRESA LA DISCUSSIONE In Senato questa mattina è mancato il numero legale all'apertura della seduta dedicata al voto di fiducia sulla manovra. I lavori sono stati quindi sospesi per riprendere intorno alle 9,30. A chiedere la verifica del numero legale è stata la Lega al momento di votare per l'approvazione del verbale della seduta precedente. Carroccio protagonista anche ieri in Aula, dove è riesplosa la protesta dei leghisti non appena il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda ha preso la parola per annunciare la fiducia. Dai banchi del Carroccio alcuni senatori hanno cominciato a fischiare con dei fischietti. Schifani li ha richiamati all'ordine affermando che si è trattata di una scena che fa "scempio al Parlamento. Dovreste vergognarvi - li ha bacchettati - questo non è lo stadio, è il Parlamento".(Il Tempo.it, 22 dicembre 2011)