INFORM - N. 238 - 22 dicembre 2011


MOSTRE

Per i 350 anni dalla morte del gesuita trentino Martino Martini

A Trento “La generazione dei Giganti, gesuiti scienziati e missionari in Cina sulle orme di Matteo Ricci”

 

TRENTO - Una piccola mostra per dieci “Giganti”, i missionari gesuiti - tra cui anche il trentino Martino Martini - che nel corso del XVII secolo portarono le arti e le scienze occidentali in Cina; "preti venuti da lontano", come venivano chiamati allora, che si fecero divulgatori in Cina della moderna cartografia, ma anche della geografia, matematica, astronomia, medicina, diventando i primi mediatori di un proficuo dialogo tra Occidente e Oriente. Ad ospitarla, fino al 13 gennaio, è la Sala di rappresentanza della Regione Trentino Alto Adige, a Trento, dove è stata inaugurata alla presenza dell'addetto culturale dell'ambasciata cinese in Italia, Tao Liang Jun, dell'assessore alla cultura della Provincia autonoma Franco Panizza e del presidente del Centro studi Martino Martini, Riccardo Scartezzini.

Un ruolo, quello dei gesuiti, che la mostra "La generazione dei Giganti, gesuiti scienziati e missionari in Cina sulle orme di Matteo Ricci", promossa in occasione dei 350 anni dalla morte di Martino Martini, recupera in pieno, pur nella limitatezza degli oggetti e delle testimonianze rappresentate, mostrando in modo assai significativo i molti contenuti scientifici, a partire da quello nel campo dell'astronomia, ma anche culturali e del costume di allora, di cui furono protagonisti Martino Martini ed altri missionari gesuiti.

"Una mostra che testimonia la straordinaria intraprendenza e capacità dei gesuiti di allora - ha affermato l'assessore Panizza - e che conferma l'importanza che ebbe quest'ordine per la civilizzazione del mondo. Una mostra che si colloca nel solco delle ormai sempre più numerose iniziative culturali, promosse sia in Cina sia in Italia, tese ad allargare ed approfondire la conoscenza dei rapporti che entrambi i paesi hanno coltivato nel corso dei secoli".

Rapporti ai quali ha fatto riferimento anche l'addetto culturale dell'ambasciata cinese in Italia: "Sono trascorsi duemila anni dai primi scambi lungo l'antica Via della Seta che diedero inizio ai rapporti tra i due paesi - ha detto Tao Liang Jun - ed oggi la grande civiltà di questi due paesi rinnova un reciproco interesse attivando sempre più profondi rapporti culturali grazie alla collaborazione istituzionale tra Italia e Cina, riconoscendo il grande contributo alla conoscenza portato in Cina dai missionari gesuiti".

All'inaugurazione è intervenuto anche il vescovo di Trento. mons.Bressan. Rammaricato per non aver potuto accettare l'invito a recarsi in Cina per le celebrazioni dei 400 anni dall'inizio della presenza cristiana a Hangzhou, nello Zhejiang, il vescovo ha ricordato tra l'altro come in tale città vi sia la chiesa dedicata all'Immacolata Concezione fondata proprio da Martino Martini, il cui nome è riportato ai piedi di un albero di canfora che abbellisce la piazza dove sorge la chiesa stessa, che è stata recentemente restaurata. (Inform)

 


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