INFORM - N. 238 - 22 dicembre 2011


ASSOCAMERESTERO

Risultati positivi per l’export italiano nei Paesi extra-Ue

A novembre raddoppia l’avanzo al netto dell’energia. In Svizzera e Stati Uniti un quarto delle vendite nei Paesi extra-europei

 

ROMA – In ripresa a novembre le esportazioni italiane verso i Paesi extra-europei (+3,1% rispetto a ottobre), dopo il calo subito dalle vendite nel mese precedente (-5,3%). Lo segnala in una nota Assocamerestero, associazione delle Camere di Commercio italiane nel mondo, che rileva come, sempre nell’ultimo mese, l’export raggiunga il valore di 14,3 miliardi di euro, superiore alla media registrata finora nel corso del 2011 (13,6 miliardi). Buoni anche i risultati di lungo periodo: nei primi undici mesi dell’anno, infatti, le esportazioni crescono del 15,2%. 

Raddoppia inoltre a novembre l’avanzo del made in Italy al netto dell’energia, passato da 2,6 miliardi di euro del 2010 agli attuali 4,3 miliardi. Parallelamente si registra però un aggravarsi del deficit energetico, che raggiunge i 5,5 miliardi. 

“Il differente andamento del saldo energetico e di quello del made in Italy è probabilmente dovuto all’effetto ambivalente del deprezzamento dell’euro che, da un lato, favorisce il recupero di competitività dei nostri prodotti all’estero, ma dall’altro provoca un ulteriore aggravamento del disavanzo del comparto energia – afferma Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. “Ciò sembra essere confermato anche dall’incremento più consistente delle vendite di beni di consumo non durevoli (+17,9%), che mostrano una maggiore elasticità rispetto al cambio”. 

Per quanto riguarda i partner extra-europei, Svizzera e Stati Uniti si confermano, in termini di quota sulle esportazioni al di fuori dell’Unione, le principali destinazioni del nostro export, con un valore rispettivamente del 12,5% e del 14% circa nel periodo gennaio-novembre 2011, per il mercato elvetico in crescita di 1,5 punti percentuali su base annua. 

“Questo dato ci deve far riflettere sull’importanza di consolidare anche i tradizionali mercati, oltre che crescere su quelli in espansione – prosegue Esposito. – La quota di mercato di Russia, India, Cina e Mercosur è infatti inferiore al 18%, a fronte del 26% di Svizzera e Stati Uniti”. (Inform)


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