INFORM - N. 237 - 21 dicembre 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Sui trattamenti speciali di disoccupazione per i frontalieri italiani in Svizzera il parere favorevole della Commissione Affari esteri

Il testo prevede in particolare un prolungamento della durata massima per l’erogazione dell’indennità. Gli interventi del relatore Narducci (Pd), del sottosegretario agli Esteri De Mistura e deputato Picchi (Pdl)

 

ROMA – La Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati ha espresso ieri parere favorevole al testo unificato che disciplina i trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera.

Si tratta di una modifica della normativa del 1997 che attua l’Accordo fra Italia e Svizzera sulla retrocessione finanziaria in materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri, normativa che affidava all’Inps la corresponsione dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani divenuti disoccupati in Svizzera a seguito di cessazione non a loro imputabile del rapporto di lavoro. A questo proposito, Franco Narducci, relatore del provvedimento e primo firmatario di uno dei disegni di legge che hanno concorso alla formulazione del testo in esame, ha ricordato come tale normativa abbia “disciplinato una serie importante di istituti di tutela a favore dei circa 50.000 lavoratori frontalieri”.

Illustrando i contenuti del provvedimento alla Commissione, il deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa ha segnalato come esso rechi “interessanti elementi di novità che garantiscono ulteriormente i lavoratori transfrontalieri”, avendo recepito “quasi interamente” le indicazioni avanzate nella proposta di legge da lui stesso presentata. Tra essi, la previsione che la gestione separata istituita presso l’Inps per l’erogazione dei trattamenti speciali sia utilizzata esclusivamente al fine del pagamento dei trattamenti in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera; la considerazione di periodi di malattia o di infortunio eventualmente presenti nei due anni precedenti lo stato di disoccupazione quali periodi computabili ai fine del raggiungimento del diritto a percepire l’indennità di disoccupazione speciale (essi, pur non potendo essere presi in considerazione ai fini del raggiungimento del requisito contributivo di almeno un anno di attività soggetta a contribuzione secondo il regime vigente di assicurazione contro la disoccupazione nei due anni precedenti, possono però determinare la retrodatazione del biennio nel quale verificare la presenza di un anno di contribuzione versata per l’assicurazione svizzera contro la disoccupazione); il prolungamento della durata massima dell’erogazione del trattamento (attualmente stabilita in 360 giorni) a 18 mesi per i lavoratori di età compresa tra 50 e 55 anni e a 24 mesi per i lavoratori di età pari o superiore a 56 anni.

Narducci ha sottolineato come a suo avviso sussistano “i presupposti affinché la Commissione esprima un parere favorevole sul provvedimento”, segnalando “l’urgenza di fornire risposte ai lavoratori italiani disoccupati che operano in Svizzera, aiutandoli in una fase di particolare difficoltà economica che anche in quel Paese sta producendo un drammatico impatto sul mercato del lavoro”. “Così come avvenuto per la materia previdenziale, auspico che i lavoratori transfrontalieri possano essere equiparati a quelli svizzeri anche nel caso della disoccupazione – ha affermato il relatore, invitando il governo a sollecitare un’azione europea in proposito.

E’ intervenuto di seguito il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, il quale ha evidenziato la comprensione del governo per la difficile situazione dei frontalieri italiani e l’impegno volto al loro sostegno, mentre Guglielmo Picchi, deputato eletto per il Pdl nella ripartizione Europa, ha ricordato come la stessa situazione complessa si presenti in altre zone di confine, sottolineando la necessità di licenziare rapidamente il provvedimento. Picchi ha quindi espresso il sostegno del suo gruppo al provvedimento, pur rilevando l’entità della spesa. Una preoccupazione a cui ha risposto lo stesso Narducci, ricordando come il provvedimento “non comporti spese aggiuntive per il bilancio italiano, in quanto i fondi sono stati retrocessi dalla Svizzera”.

Di seguito il parere favorevole formulato dal relatore e approvato dalla Commissione:

La III Commissione,

esaminato il testo unificato delle proposte di legge recanti «Modifiche alla legge 5 giugno 1997, n. 147, concernenti la durata dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro» (C. 3391 Nicola Molteni, C. 3392 Volonté e C. 3616 Narducci);

richiamato l'Accordo fra Italia e Svizzera sulla retrocessione finanziaria in materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri, con protocollo, scambio di note e accordo amministrativo, firmati a Berna il 12 dicembre 1978, reso esecutivo con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1980, n. 90;

alla luce delle rilevanti novità introdotte dal provvedimento in titolo a più rafforzata tutela dei lavoratori transfrontalieri italiani e dell'urgenza di fornire risposte alla crisi economica europea che vadano nella direzione di una più ampia valorizzazione del lavoro quale fattore centrale per la promozione del processo di crescita;

esprime parere favorevole. (Inform)


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