ESTERI
Violazione
diritti umani in Siria
Terzi: “Non si può accettare la prosecuzione
delle violenze”
ROMA - “Resta alta la preoccupazione”, afferma il ministro degli Esteri Giulio Terzi, mentre l’Onu condanna le “sistematiche violazioni” dei diritti umani in Siria e giovedì una prima squadra di osservatori della lega araba si reca a Damasco dopo l’accettazione della missione da parte del regime siriano. Quest’ultimo avvenimento è ritenuto dal ministro uno “sviluppo importante” ma “non si può accettare la prosecuzione delle violenze” ha aggiunto Terzi. La presenza di osservatori della Lega araba – ha sottolineato Terzi – “se non sarà condizionata, sarà una presenza internazionale molto importante”
Inoltre, ha spiegato il ministro, quella siriana "è una crisi che si sta internazionalizzando: c'è un progetto di risoluzione russa al Consiglio di Sicurezza Onu per dare un significato politico molto forte al regime siriano". "L'Italia - ha aggiunto Terzi - è stata esplicita nell'incontrare il consiglio siriano che rappresenta quasi tutte le componenti dell'opposizione e quindi dare il senso di un nostro impegno per una soluzione politica a questa crisi". Restano però le preoccupazioni: “naturalmente - ha concluso il titolare della Farnesina - non possiamo accettare la prosecuzione delle violenze e la nostra preoccupazione sugli effetti di contaminazione di questo fenomeno sul piano regionale resta grande perché vediamo i collegamenti diretti con i vicini Turchia, Libano e Iraq. La situazione siriana deve rientrare sotto controllo”.
L’Assemblea generale
dell’Onu, dal canto suo, ha approvato una risoluzione sulla situazione dei diritti
umani in Siria. Il documento, passato con 133 voti a favore, 11 contrari e 43
astenuti, condanna “vigorosamente” le gravi e sistematiche violenze poste in
essere dalle autorità di Damasco, tra cui l'uso eccessivo della forza, l'uccisione
dei manifestanti, le detenzioni arbitrarie, le torture e i maltrattamenti dei
detenuti. La risoluzione invita inoltre il governo siriano a proteggere la popolazione
e a dare attuazione senza ulteriore ritardo al Piano d'Azione della Lega Araba,
invitando le autorità a porre immediatamente termine alle violazioni dei diritti
umani e a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. (