RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it”
Napolitano: "Io sempre imparziale. Mio dovere evitare
ora le elezioni"
Il capo dello Stato difende il governo Monti:"Impraticabile
larga coalizione."Sulle riforme "Recuperare il tempo perduto"Berlusconi:discorso
condivisibile ma è una legislatura anomala
Intervenire per far sì che in Italia non ci fosse un immediato scioglimento delle Camere e il ricorso alle urne, vista la crisi che c’era in Europa «era un mio preciso dovere istituzionale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha bocciato l’aggettivo ’tecnici' per indicare i membri del governo Monti. La Costituzione, ha ricordato il presidente della Repubblica nel suo intervento al Quirinale davanti alle alte cariche dello Stato, «non prescrive che i membri del governo, a cominciare dai ministri, debbano essere parlamentari e rappresentanti ufficiali dei partiti - ha ricordato -, debbano essere, come si usa dire, dei politici e non dei tecnici. Ma non persuade l’uso di quest’ultimo termine. Più semplicemente sono state chiamate da qualche settimana a far parte del governo persone politicamente indipendenti, che hanno accettato di porre al servizio del paese le competenze e le esperienze di cui sono portatrici».
E ha aggiunto: «Solo con grave leggerezza si può parlare di sospensione della democrazia in un paese in cui nulla è stato scalfito». Nel suo discorso per gli auguri di Natale, il presidente della Repubblica ha ribadito che «nulla è stato scalfito: nè delle libere scelte delle forze politiche, nè delle autonome determinazioni del Parlamento e delle altre assemblee rappresentative nè delle prerogative degli organi di garanzia, nè delle possibilità di espressione delle proprie istanze e di manifestazione del proprio dissenso, anche da parte delle forze sociali».
«La maggioranza di governo scaturita dal voto del 2008 e dal meccanismo elettorale maggioritario - ha osservato - era stata già da tempo segnata da una rottura pubblica e aveva visto via via ridursi la sua coesione e stabilità, e quindi accrescersi le sue difficoltà di decisione e di iniziativa. E quanto più appariva necessaria un’ampia convergenza attorno a scelte difficili e impegnative tanto più risultava penalizzante il clima aspramente divisivo radicatosi nei rapporti politici». E ha aggiunto: «La sostenibilità, anche internazionale, di tale stato di cose, era giunta a un punto limite. A me toccava solo registrare e seguire imparzialmente le reazioni delle forze in campo. Fino a quando il presidente del Consiglio Berlusconi, prendendo atto di una situazione così critica, dopo l’esito negativo di una votazione significativa in Parlamento, si è risolto, con senso di responsabilità, a rassegnare le dimissioni».
Il presidente della Repubblica ha fatto appello ai partiti affinchè si adoperino per ridurre i costi della politica: «È giusto chiedere che si assumono concretamente e senza indugio le loro responsabilità anche le forze politiche e il Parlamento per quel che riguarda i necessari sacrifici finanziari e un non meno importante rigore nella riforma degli apparati istituzionali e dei loro costi». Il capo dello Stato ha chiesto al Parlamento, in materia di riforme, di "recuperare il tempo perso". Napolitano auspica che anche nel dibattito pubblico e nel confronto sociale «prevalgano obiettività e senso della misura». «Credo non giovino giudizi perentori, battute prezzanti, contrapposizioni sempliciste. Si blocchi sul nascere ogni esasperazione polemica», ha detto.
Il presidente della Repubblica ha sottolineato con grande soddisfazione la spinta data dalle celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia all’identità del Paese. «Il Paese ne è uscito più sicuro della sua identità riconciliato con la propria storia meglio di quanto si potesse prevedere», ha assicurato nel suo intervento al Quirinale. «Si è in paritempo confermata l’artificiosità e vanità della predicazione secessionista», ha aggiunto.
Berlusconi ha detto di condividere le parole del capo dello Stato, ma ha sottolineato che si tratta di una legislatura anomala. «Quello di Napolitano alle alte cariche dello Stato è stato un ottimo intervento, completo», l'ha detto ai giornalisti Silvio Berlusconi. «Ha rappresentato bene - ha sottolineato - la situazione politica. È stato assolutamente condivisibile». E ha aggiunto: «Condivido, è così, ma è una cosa anomala rispetto al normale svolgimento della legislatura».
Calderoli, invece, la pensa diversamente. «Le dimissioni di Berlusconi non sono state spontanee ma sono state fortemente sollecitate dai poteri forti. Il Governo Monti è un Governo non legittimato e domani mattina, nella presentazione della questione pregiudiziale sul decreto legge al Senato, ne illustrerò i motivi. In questo momento non c'è una sospensione della democrazia, semplicemente perché la democrazia, intesa come mandato popolare, non c'è piu' essendo stata immolata sull'altare degli interessi delle banche, degli interessi dei poteri forti, degli interessi francesi, tedeschi e della Goldman Sachs e degli interessi di bottega di forze politiche che ora non sanno piu' come gestire una situazione impazzita...''. E' quanto afferma l'ex ministro della Lega dopo il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. (La Stampa.it, 20 dicembre 2011)
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