INFORM - N. 236 - 20 dicembre 2011


DOCUMENTARI

Sarà trasmesso a Natale su Rai 3 il video su ospedale di Mutoko e progetto di formazione coordinato da Provincia di Trento

“All Souls-Insieme per lo Zimbabwe” 

Nell’ospedale opera da anni il chirurgo trentino Carlo Spagnolli

 

TRENTO - La solidarietà trentina in Zimbabwe approda su Rai 3 la mattina di Natale. Domenica 25 dicembre - alle ore 10.25 circa, nell'ambito del contenitore "Terra di montagna" - verrà trasmesso il documentario "All Souls-Insieme per lo Zimbabwe", realizzato dall'Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento e dall'Assessorato alla solidarietà internazionale e convivenza.

Il video è stato girato quest'estate nell'ospedale di Mutoko, dove opera da anni il chirurgo trentino Carlo Spagnolli. Al centro dell'attenzione, oltre al ruolo prezioso di questo ospedale nel cuore della savana, anche il progetto di formazione per medici locali realizzato dalla Provincia autonoma e dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Con uno stage teorico e pratico di una settimana condotto interamente presso l'ospedale di Mutoko, quindi con tempi e costi molto ridotti, il neurochirurgo trentino Michele Conti ha formato 11 medici di altrettanti ospedali rurali del paese africano, mettendoli nella condizione di operare una delle patologie più diffuse fra i bambini, l'idrocefalo. Il progetto è stato sostenuto dall'Assessorato alla solidarietà internazionale e convivenza, retto dall'assessore Lia Giovanazzi Beltrami, e con il supporto dell'associazione Lifeline Dolomites, e rientra nell'ambito dell'accordo siglato fra l'amministrazione provinciale e l'Apss, per favorire le iniziative di cooperazione allo sviluppo - soprattutto nel campo della formazione - che vedono come protagonisti medici trentini.

"All souls-insieme per lo Zimbabwe", realizzato da Marco Pontoni e Federico Danesi, racconta il progetto attraverso le immagini di un intervento-tipo che i medici africani coinvolti hanno eseguito e interviste ai vari protagonisti, fra cui le mamme dei bambini colpiti da idrocefalo (malattia che provoca l'accumulo di liquido cerebrale nella testa), che sono state le prime beneficiarie dell'iniziativa. (Inform)

 


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