INFORM - N. 236 - 20 dicembre 2011


ENTI GESTORI

Il gruppo Des sul dibattito relativo al  futuro dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero

“Il governo e i nostri rappresentanti sappiano assumere decisioni che tengano conto anche del servizio di supplenza che negli anni gli Enti Gestori e i loro docenti hanno saputo garantire”

 

BERNA – “Negli ultimi quattro mesi, in Svizzera e in altre nazioni europee, ha riacquistato centralità e interesse il dibattito sui corsi di lingua e cultura italiana”. Inizia così il comunicato dei Docenti degli Enti Gestori in Svizzera (Des). Nella nota si sottolinea come la drastica riduzione dei fondi pubblici per gli Enti gestori, decisa dal Governo Berlusconi, abbia innescato una sequenza di iniziative di protesta, ad esempio a Berna, Zurigo e San Gallo da parte dei docenti locali contro gli ulteriori tagli al contributo Mae, nonché di prese di posizione contrarie alla decurtazione delle risorse poste in essere sia da alcuni parlamentari eletti all’estero, sia da parte dell’Intercomites Germania e della Commissione continentale Europa e Africa del Nord del Cgie riunita a Bruxelles.

“Sono trascorsi 18 anni – si ricorda nel comunicato - da quando, nell’agosto del 1993, a seguito di una decisione del Governo italiano, i corsi di lingua e cultura hanno conosciuto un riassetto obbligato e sono sopravvissuti principalmente grazie all’intervento di supplenza di vecchi o nuovi Enti Gestori e dei loro docenti che si sono fatti carico di garantire la continuità della partecipazione dei figli degli italiani all’estero e di potenziarla e qualificarla, anche con l’introduzione degli esami di Certificazione della competenza di lingua italiana. Una gestione che può essere certamente migliorata”. Il Gruppo Des segnala inoltre come il personale degli Enti Gestori, sottopagati rispetto ai colleghi di ruolo, vivano oggi una situazione di precariato “che si è ancor più aggravata a causa dei continui tagli operati in questi anni al contributo erogato dal ministero degli Esteri, che dal 2008 è passato da 30 milioni di euro, per tutto il mondo, a poco più di 6 milioni di euro per il 2012”. Nella nota si evidenzia anche come il problema degli enti gestori riguardi decine di migliaia di ragazzi figli di emigrati e non coinvolga solo la Svizzera, bensì la Germania, il Belgio e la Francia.

“In queste ultime settimane  - prosegue il comunicato del Gruppo Des - si assiste ad un fiorire di proposte che si prefiggono di poter trovare una soluzione finale all’assetto dei corsi di lingua e cultura, spesso con approssimazione disarmante. Segnaliamo anche che l’eventualità di contributi da parte svizzera è stata già esplorata e che eventuali sostegni finanziari , per altro non possibili per i soli corsi destinati ai figli degli italiani, non potranno coprire l’ammontare dei tagli subiti dagli Enti. Basti pensare che in Svizzera nel 2012, stante l’attuale situazione scompariranno, probabilmente, circa 400 corsi”.

I rappresentanti del Des, dopo aver espresso dubbi sulla possibilità che le proposte avanzate da più parti per trovare una soluzione per il futuro degli Enti gestori siano tutte disinteressate, auspicano che le dichiarazioni rese in Parlamento dal nuovo Governo Monti, di attenzione per la lingua e cultura all’estero, non rimangano solo proclami ma si trasformino in fatti.     

“Ci auguriamo – conclude il Gruppo Des  - che il governo e i nostri rappresentanti sappiano assumere decisioni che tengano doverosamente conto anche del servizio che in questi anni di supplenza consolidata gli Enti Gestori e i loro docenti hanno saputo garantire”. (Inform)


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