INFORM - N. 236 - 20 dicembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Da “In rete con l’Italia”, novembre-dicembre 2011

Gli Italiani d’America tra mito e realtà

Recensione del libro “L’emigrazione italiana negli Stati Uniti” di Matteo Pretelli

 

L’emigrazione italiana negli Stati Uniti, Matteo Pretelli (il Mulino/Universale Paperbacks, 2011), è un libro che ripercorre intelligentemente tutta la traiettoria, fino ai giorni nostri, degli italiani in America, con frequenti rimandi a tanti studi sul tema che ormai abbondano negli Stati Uniti, specie negli ultimi decenni, in concomitanza con la crescita della consapevolezza di sé della comunità italo-americana. Una comunità che va sempre più orgogliosa delle proprie origini, senza nulla togliere all’altrettanto orgogliosa appartenenza alla Nazione che ha accolto i loro padri e antenati.

Salvaguardia delle radici

Una rivendicazione delle proprie radici e, insieme, del peso della propria presenza nel tessuto sociale americano, che rivela un altro tratto interessante della singolare relazione tra gli italo-americani e i neri.

“Sulla scia della lotta degli afroamericani per l’affermazione dei propri diritti negli anni Settanta”, scrive Pretelli, “gli italo-americani misero in campo una serie di azioni di militanza politica per difendere i propri interessi e contrastare gli stereotipi periodicamente riprodotti dai media”. Sono centinaia gli studi, sia in inglese che in italiano, sull’esperienza migratoria italiana negli Stati Uniti e sulle cosiddette Little Italies, i quartieri etnici delle città americane dove andarono insediandosi le cospicue comunità di immigrati. Paradossalmente, però, non sono molti i lavori di sintesi su questo importante fenomeno sociale che ha così profondamente condizionato la storia dei due Paesi. Questo lavoro è stato svolto con precisione da Pretelli nel suo libro. Fra il 1880 e il 1920 qualcosa come quattro milioni di italiani emigrarono negli Stati Uniti. Oggi ci sono Stati americani, come il Connecticut e il New Jersey, in cui la popolazione di origine italiana è vicina al venti per cento, e gli italo-americani pesano per il 5,6 per cento sul complesso della popolazione americana.

La struttura del libro

Il volume ripercorre in cinque capitoli la storia dell’emigrazione italiana negli USA dalle origini sino a oggi. Il primo capitolo analizza l’emigrazione italiana collocandola all’interno della memoria storica del popolo italiano e di quello statunitense; il secondo e terzo sono dedicati alla ricostruzione dei flussi emigratori di massa dall’Italia verso gli Stati Uniti dal 1880 fino al periodo tra le due guerre, dando spazio anche ai condizionamenti che i due conflitti e il New Deal ebbero sulle comunità italiane.

L’attenzione è stata rivolta tra l’altro alle discriminazioni subite dagli immigrati. Il quarto capitolo si occupa dell’esperienza degli italo-americani dopo il secondo conflitto mondiale, della loro progressiva americanizzazione e del conservatorismo politico, ma anche dei nuovi flussi provenienti dall’Italia; della persistenza di un forte stereotipo nella società americana che identifica spesso l’italiano con il termine “mafioso”; del ruolo del cibo italiano oltre oceano, così come dei successi economici nelle comunità etniche italiane.

Il quinto capitolo è invece dedicato a un’analisi specifica della cultura italo-americana nei suoi molteplici aspetti, cioè l’istruzione, il rapporto con la lingua italiana, il ruolo del teatro etnico, della musica, dello sport, oltre all’immagine degli italo-americani nel cinema italiano e statunitense.

Matteo Pretelli insegna Storia italiana nel Dickinson College di Bologna. Ha pubblicato “Gli italiani negli Stati Uniti del XX secolo” (con A. Ferro, Centro Studi Emigrazione, 2005), “Fascismo e italiani all’estero” (Clueb, 2010), “L’immigrazione negli Stati Uniti” (con S. Luconi, Il Mulino, 2008). (In rete con l’Italia */Inform)

* Bimestrale a cura della Direzione Generale per gli Italiani all’estero del MAE


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