INFORM - N. 236 - 20 dicembre 2011


ITALIANI ALL'ESTERO

In un'intervista per il quotidiano italo-venezuelano la “La Voce d'Italia”

Il bilancio del console generale a Caracas sulle attività svolte nell'ultimo anno

Giovanni Davoli analizza i risultati alla luce dei tagli di bilancio che hanno inciso anche sull’assistenza rivolta ai connazionali indigenti

 

CARACAS – Il console generale d’Italia a Caracas, Giovanni Davoli, in un'intervista rilasciata a Mauro Bafile per il quotidiano italo-venezuelano “La Voce d'Italia”, analizza i risultati dell'ultimo anno di attività al Consolato italiano, alla luce dei tagli di bilancio che hanno inciso in particolare sull'assistenza rivolta ai connazionali indigenti.

Nonostante il mancato rinnovo delle “polizze Rescarven” che garantivano assistenza sanitaria agli italiani in stato di indigenza, Davoli tiene a sottolineare come l'impegno volto a mantenere analoghi livelli di assistenza sia stato assolto: “Oggi, a distanza di un anno - afferma il console generale, - posso esprimere soddisfazione piena per il lavoro fatto. Francamente va più in là di quelle che erano le nostre aspettative”.

Il consolato, nonostante il taglio del 20 per cento alle risorse, ha realizzato “opere di assistenza senza precedenti - precisa Davoli, - almeno per quel che è stato possibile ricostruire nel corso degli ultimi anni”. Gli assistiti sono passati infatti dagli 800 connazionali beneficiari delle polizze ai 1500 assistiti al novembre 2011.

“Devo dire che il passaggio dalle polizze-Rescarven al nuovo sistema applicato quest’anno ha prodotto addirittura dei benefici – afferma il console generale. - Siamo riusciti a trasformare in opportunità un ostacolo potenziale. Abbiamo liberato risorse. Le 800 polizze contrattate con Rescarven comportavano un rischio per l’assicurazione. Il loro costo, quindi, era elevato”. Il nuovo metodo adottato consente invece di fornire assistenza “solo a chi ha veramente bisogno”, azzerando quindi l'ingente dispendio derivante dalla copertura dei rischi e utilizzando i fondi disponibili sia per garantire la copertura di interventi chirurgici e assistenza presso le cliniche, che per la fornitura di medicinali.

“I dati in possesso del Consolato mostrano che nel corso dell’anno, fino a novembre, abbiamo curato ben oltre 800 connazionali, in tutto il Venezuela. Questi sono stati oggetto di cure generiche o di interventi chirurgici. A volte - prosegue Davoli, - sono stati assistiti connazionali afflitti da malattie drammatiche, mortali. Abbiamo salvato vite; esistenze di persone che altrimenti non avrebbero avuto modo di affrontare le spese. Tutti sono stati assistiti in cliniche private”. Oltre 800 i connazionali che hanno ottenuto gratuitamente medicine, “nei casi di malati cronici, tutti i mesi – precisa il console, segnalando come quest'ultimo tipo di intervento fosse carente in presenza delle polizze.

“Quest’anno non abbiamo abbandonato assolutamente nessuno. Tutti coloro che ne avevano i requisiti sono stati assistiti. Se sono stati commessi degli errori e ci vengono segnalati, siamo pronti a correggerli. Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare – afferma Davoli, sottolineando come anche le difficoltà determinate dal passaggio ai due sistemi siano state minime. “Nelle primissime settimane ci sono stati difetti di comunicazione tra uffici; difetti – precisa - che possono aver provocato ritardi nell’assistenza, ma si tratta di casi isolati”. L'invito rivolto ai connazionali in difficoltà e con problemi di carattere sanitario è dunque di rivolgersi al Consolato.

Altro motivo di soddisfazione per il console, il miglioramento della rete consolare in tutto il Venezuela. “Abbiamo organizzato e rilanciato strutture fondamentali come quelle di Barquisimeto, di Valencia, Puerto Ordaz, Puerto La Cruz, Puerto Cabello e Porlamar. Queste strutture, assieme, rappresentano una realtà di 30 mila connazionali registrati – segnala Davoli, richiamando gli sforzi in essere per aprire “le sedi delle nostre agenzie consolari presso i centri sociali italo-venezolani”, per “permettere una maggiore vicinanza con le nostre collettività” presenti su tutto il territorio. Uffici spesso diretti da figli di italiani, con “un grande entusiasmo e tanto desiderio di mantenere forte il legame con la Madrepatria”.

Segnalata anche la buona riuscita dell'operazione passaporti, attraverso l'ausilio del “funzionario itinerante”: “sono state raccolte, nelle città della provincia, quasi due mila impronte digitali e consegnati duemila passaporti – afferma Davoli, richiamando l'importanza delle sue recenti visite nel Paese, fuori Caracas, per riallacciare un contatto con connazionali che talvolta si sono sentiti abbandonati dall'Italia.

In un periodo reso difficile dalla crisi economica e dai tagli di bilancio, il console evidenzia come italiani benestanti, aziende e associazioni abbiano fatto la loro parte con donazioni e gesti di solidarietà significativi. “In un primo momento è parso un gesto isolato. Ma è stato un esempio contagioso. Così sono arrivate altre offerte che ci hanno permesso di raggranellare una cifra interessante. Sono industriali, aziende private piccole e medie che hanno partecipato e contribuito in maniera diversa – spiega Davoli, precisando come “le nuove norme di bilancio ci permettono ora di raccogliere donazioni e di impiegarle in maniera utile e flessibile”.

Richiamata anche la difficile situazione dei detenuti italiani nelle carceri venezuelane, segnata quest'anno da numerosi episodi di violenza. A prestare assistenza ai circa 80 detenuti italiani, reclusi quasi tutti per reati legati al traffico di droga, la Ong Icaro, che ha stipulato un'apposita convenzione con il consolato. Per la Ong è padre Lorenzo Grasso ad occuparsi, in stretto contatto con il console Davoli, di seguire i connazionali. Una gran parte di essi, segnala l'articolo, usufruisce del regime di libertà condizionata.

Una nota di preoccupazione emerge anche a proposito dei sequestri a danno dei connazionali in Venezuela: diminuiscono i casi segnalati, ma spesso per paura di sporgere denuncia formale alla polizia.

Davoli ribadisce l'impegno e la competenza dell'esperto antisequestro della polizia italiana presente a Caracas: “Il nostro esperto ha il suo ufficio in Ambasciata, è in stretto contatto con l’ambasciatore e con me, ed ha ottimi rapporti con le autorità di polizia locali. Quando siamo chiamati, e noi siamo reperibili 24 ore al giorno attraverso il numero di emergenza del consolato, ci attiviamo immediatamente – egli afferma, sottolineando come il 99% dei casi di sequestro che ha coinvolto l'esperto sia stato felicemente risolto. “L’esperienza insegna che è sempre meglio coinvolgere il nostro esperto – conclude Davoli; - che vale la pena denunciare il rapimento di un familiare”. (Inform)


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