INFORM - N. 235 - 19 dicembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Rapanà (Cgie) sulla drastica riduzione dei fondi pubblici per Rai International

“Il canale televisivo deve essere completamente riqualificato come prodotto di comunicazione, ma va riformato e non chiuso”

 

MONTREAL – Giovanni Rapanà, consigliere Cgie e segretario del Pd di Montreal interviene sulla drastica riduzione dei fondi pubblici per Rai International sottolineando come tale ridimensionamento rappresenti non solo un  “elemento aggiuntivo della strategia attivata dal precedente Governo finalizzata a cancellare le istituzioni rappresentative degli Italiani nel Mondo”, ma una decisione che finisce con il favorire, attraverso la cancellazione dell’informazione pubblica, l’insediamento all’estero delle televisioni private dello stesso Berlusconi . Rapanà, nel ricordare il quesito posto dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria Paolo Bonaiuti, che ha chiesto perché mai la Presidenza del Consiglio dovrebbe sovvenzionare Rai International?, esprime poi tutti i suoi dubbi sui finanziamenti erogati durante il Governo Berlusconi a testate che, secondo il consigliere del Cgie, non erano in possesso dei requisiti necessari.  

“In questo senso – prosegue Rapanà - condivido fino in fondo la recente dichiarazione di Franco Siddi, presidente della commissione informazione del Cgie e presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, quando afferma che i finanziamenti devono andare ai giornali veri”. Per il consigliere del Cgie sarebbe poi fin troppo facile rispondere a Bonaiuti che sostenere un canale televisivo nel mondo è un interesse nazionale “specialmente per un Paese come l’Italia che continua ad esportare un ‘made in Italy’ qualitativamente e quantitativamente importante. “Rai International – aggiunge Rapanà - deve essere non solo una struttura di servizio per gli italiani all’estero, ma deve anche essere lo strumento attraverso il quale creare quella agognata informazione di ritorno di cui l’Italia ha tanto bisogno, Soprattutto deve essere lo strumento che proietta l’Italia, la sua immagine attrattiva, le sue offerte turistiche e commerciali, la sua cultura i suoi prodotti nel mondo. Questo oggi fanno tutti i Paesi, dai più grandi ai più piccoli. E tutti sappiamo quanto di questo ci sia bisogno in questo momento di crisi. Certo – precisa Rapanà - Rai International deve essere completamente riqualificata come prodotto di comunicazione, ci pare che neppure la Rai nazionale, salvo Rai Tre, goda di ottima salute in questo senso. Ma per riformare una struttura bisogna innanzitutto che esista, e Bonaiuti e il Pdl non la vogliono cambiare ma semplicemente chiudere”.

“Le nuove disponibilità venute dagli esponenti del nuovo governo – conclude Rapanà - sono importanti e ci lasciano ben sperare, occorre ora che i partiti che sostengono gli italiani all’estero, il Cgie, i Comites e le strutture dell’emigrazione si coordinino e facciano arrivare al governo proposte organiche e unitarie. In questo senso i suggerimenti emersi con il Seminario di Montreal del 9 aprile 2010 promosso dal Cgie e dai Comites canadesi in collaborazione con la FNSI pare a me che conservino tutta la loro attualità”. (Inform)

 


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