Da IL PUNTO DI MARCO ZACCHERA
Addio a Montecitorio
Due anni e mezzo fa, nel giugno 2011, sono stato eletto sindaco di Verbania e giunto esattamente a metà del mio mandato ho optato per le mie dimissioni da parlamentare per dedicarmi – come già avevo annunciato al momento della campagna elettorale, se avessi dovuto esercitare una opzione - esclusivamente alla mia città.
Faccio presente che, nonostante tante velenose ed invidiose insinuazioni dall’opposizione locale (secondo me dovute all'invidia tipica di chi non è mai riuscito ad essere eletto e soprattutto alla conseguente incapacità di capire cosa succeda al di là del giardino di casa...) non avevo ricevuto alcuna richiesta di dimissioni né indicazione o richiesta di opzione da parte della Giunta delle Elezioni. Anzi, per due volte in questa legislatura la stessa Giunta aveva confermato la piena validità del mio doppio incarico elettivo, circostanze mutate a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale dell'ottobre scorso e che peraltro – ad oggi – non è stata invece così interpretata dal Senato.
L'invito ad optare mi è stato comunicato mercoledì 14 dicembre e nella stessa giornata ho subito comunicato la mia scelta al presidente della Camera, Gianfranco Fini, con il quale ho avuto un lungo e cordiale colloquio che - tra l'altro - mi ha dato la soddisfazione di chiarirci personalmente molte cose.
Sottolineo, inoltre, che da alcuni mesi avevo messo a disposizione il mio mandato ai vertici del PDL ma ero stato invitato dal segretario Angelino Alfano a non dimettermi, apprezzando la mia attività ed esperienza parlamentare: un particolare che non avevo mai reso pubblico.
Cari amici,
Sono stato
deputato per quasi 18 anni e ho avuto la fortuna di vivere tante cose.
Dagli incarichi
ai vertici di AN alla presidenza della UEO di Parigi, dalla visita a tanti luoghi
emblematici – dal Darfur all'Afghanistan, ai tanti incontri con i nostri connazionali
nel mondo - alla partecipazione diretta
a tanti dibattiti parlamentari ho avuto la possibilità di conoscere, viaggiare,
cercare di capire problemi e situazioni non solo da semplice spettatore.
Ho incontrato
persone illustri e tanta gente comune, ho cercato di aiutare, di consigliare,
di mediare e certo non mi sono mai montato la testa.
Ora la mia
vita cambia, ma proprio grazie a tutte le fortune che ho avuto mi sento addosso
la consapevolezza e la maturità di capire bene quanti problemi, difficoltà,
drammi ci siano spesso nelle persone vicine a me e quindi non cambierà mai il
mio atteggiamento verso questi problemi, nella serena consapevolezza che “nel
palazzo” troppe volte queste cose non si capiscono o vengono affrontate con
superficialità, sufficienza e poca condivisione.
Per questo
credo che sia sbagliato che un sindaco non possa essere anche deputato proprio
perché come sindaco ha la possibilità di toccare con mano le situazioni quotidiane,
nell'ottica di interpretare la politica come dovrebbe essere, ovvero
cercare soprattutto di aiutare, di correggere, di migliorare le cose con leggi
serie e non legate ad altri interessi.
Per questo
è per me fonte di grande soddisfazione poter dire oggi che chiudo questa esperienza
parlamentare dopo aver cercato di aiutare migliaia di persone, spesso di esserci
riuscito e di non avere MAI chiesto nulla in cambio a nessuno.
Le statistiche
dicono che sono stato il 10° deputato più attivo (su 630!) della scorsa legislatura
e anche in questa ero nel 10% dei più operativi pur facendo il sindaco, anche
perché a me non è mai piaciuto perdere tempo.
Diciamo che
sono stato un po' come un calciatore che prima ha fatto la gavetta giocando
nella squadra della sua città e poi man mano è salito fino alla serie A dove
ha giocato da titolare per 18 stagioni. Un paio di volte ho sfiorato la convocazione
in nazionale (ovvero il governo), ma lì scattano tanti meccanismi ed io non
sono mai stato uomo “rampante” né avevo amicizie potenti. Ora...torno ad allenare
la squadra cittadina, che vorrei portare a vincere il proprio campionato.
Soprattutto
ero e resto con i piedi per terra perchè una persona semplice, deputato di periferia
che si sente più a suo agio scarpinando in montagna che passeggiando lungo i
corridoi di Montecitorio, cosa che peraltro ho fatto di rado.
Ma queste cose
le ho già scritte, anche se in questi giorni con la mente ripercorro incontri,
occasioni, speranze...
Quando nei
giorni scorsi tanti i miei colleghi mi dicevano “Marco, ma chi te lo fa fare?
Verbania è piccola, resta qui!” Io sorridendo pensavo al mio Lago ed alla “mia”
gente e pensavo come dia molte più soddisfazione stare in mezzo alle persone
che ti salutano perché ti conoscono e magari ti stimano, pur sommerso dalle
grane quotidiane, che rimanere abbarbicato a un seggio parlamentare.
Oltretutto
non posso nascondere che purtroppo il Parlamento sta perdendo la sua credibilità
perchè da un lato non riesce a ridurre insostenibili privilegi, ma dall'altro
non riesce a spiegare alla gente il perché di certe scelte che - se fatte in
modo corretto -sono un doveroso investimento
di democrazia.
Ora mi dedicherò ancora di più a Verbania anche
se ho la certezza, soprattutto in questo ultimo biennio, di aver già portato
attenzione e risorse alla mia città pur se qualcuno ha fatto finta di non capirlo.
Credo che l’attuale
situazione economica ed i problemi che attraversa la mia comunità mi obblighino
moralmente ad essere comunque sindaco a tempo pieno. Tutto ciò anche per dare
più forza, credibilità ed impegno personale al rimpasto di giunta che è in corso.
L’ultimo atto
parlamentare è di aver contribuito alla riapertura operativa della scuola di
Polizia Penitenziaria della mia città con un corso semestrale di 70 allievi
dopo anni di quasi totale chiusura e che avvia così tutta una serie di nuove
attività per il 2012.
Abbandonare
la Camera è per me un momento triste, non lo nascondo, ma ho la serena consapevolezza
di aver sempre cercato di fare il mio dovere con impegno, onesta e trasparenza.
Ho partecipato
nella mia vita a 20 competizioni elettorali e sono stato sempre eletto per 20
volte consecutive: dal comune alla provincia, alla regione e - dal 1994 - in
Parlamento. Credo di essermi fatto una buona credibilità anche tra i miei avversari
politici con i quali a Roma avevo e manterrò rapporti di profonda e reciproca
stima ed amicizia.
Penso a quando
abbiamo fondato Alleanza Nazionale (che poi è stata troppo frettolosamente sciolta)
e ricordo centinaia e centinaia di incontri, dibattiti, interventi parlamentari,
decine di migliaia di chilometri percorsi a tarda notte per le strade del Piemonte
tornando a casa stanco morto ma dopo aver incontrato tanta gente.
La mia vita
è stata piena, operativa, pratica e il ringraziamento va quindi a tutti gli
elettori della nostra provincia e del Piemonte che con il loro voto mi hanno
dato la possibilità di vivere questa grande esperienza politica che continuerò
con il mio quotidiano impegno di sindaco. Grazie davvero a tutti, ho cercato
di fare solo il mio dovere (Marco
Zacchera*- Il Punto /Inform)
*
Già presidente del Comitato permanente della Camera dei deputati per gli Italiani
all’estero