INFORM - N. 235 - 19 dicembre 2011


MANOVRA ECONOMICA

La Confsal Unsa Esteri sulle detrazioni per carichi di famiglia degli italiani all'estero

“In assenza di interventi ad hoc, il diritto alle detrazioni non sarà più in essere dal 1° gennaio 2012 per i residenti all’estero”

 

ROMA – Il sindacato degli impiegati italiani e stranieri del ministero degli Affari Esteri Confsal Unsa Esteri chiede chiarimenti a proposito del ritiro di un ordine del giorno firmato anche da alcuni tra i deputati eletti per il Pd nella circoscrizione Estero – Marco Fedi (ripartizione Afirca, Asia, oceania e Antartide), Gianni Farina e Laura Garavini (Europa), Fabio Porta (America meridionale) – relativo alle detrazioni per carichi di famiglia degli italiani all'estero inizialmente previsto nell'ambito dell'iter che ha portato alla Camera l'approvazione della manovra economica varata dal governo Monti.

Nel documento si impegnava il governo “a considerare esteso ai residenti all’estero il regime transitorio delle detrazioni fiscali, incluse le detrazioni fiscali per carichi di famiglia”, così da “superare ogni disparità di trattamento nei confronti dei residenti all’estero che producano un reddito da lavoro dipendente assoggettabile a IRPEF in Italia” e “prevedendo l’introduzione definitiva e senza limiti temporali di tutte le nuove norme fiscali, anche per i residenti all’estero”.

“Stanti così le cose, in assenza di interventi ad hoc, il diritto alle detrazioni per carichi di famiglia non sarà più in essere per i residenti all’estero dal 1 gennaio 2012 - scrive in una nota diffusa in proposito la sigla sindacale, segnalando come l'Odg costituisse di fatto “un atto di indirizzo politico” o quantomeno “ un impegno ad intervenire su di un diritto garantito in Italia ad ogni cittadino”.

“I cittadini in questione, anche se risiedono oltre i confini italiani, versano per disparati motivi l’IRPEF all’Erario italiano; ad esempio, nel caso del personale a contratto, in forza del loro rapporto di lavoro con lo Stato. Dovrebbero, dunque, poter usufruire, al pari degli altri cittadini, delle detrazioni ovvero deduzioni fiscali – rileva la Confsal Unsa Esteri, lamentando la mancanza di attenzione riservata alle “ fondate richieste di parità di trattamento degli italiani all’estero”. (Inform)


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