INFORM - N. 234 - 16 dicembre 2011


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it” del 16 dicembre 2011

Manovra, primo sì alla Camera. Monti: "Non mi sento disperato"

Decreto salva-Italia, passa la fiducia

 

ROMA - «Sento che tutti abbiamo a cuore lo stesso obiettivo: operare per il bene dell’Italia. Se tutti faremo il nostro dovere, se continuerà il senso di responsabilità diffuso e consapevole che ho percepito, non ho dubbi che l’Italia si salverà». Ne è certo il premier Mario Monti che a Montecitorio incassa la fiducia sul provvedimento anti-crisi con 495 voti favorevoli, 88 contrari e quattro astenuti.

Duello a distanza, senza riferimenti espliciti, tra il presidente del Consiglio e il suo predecessore a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi. Monti alla conclusione del suo intervento svolge una riflessione più “personale” negando di essere disperato come ha letto dai titoli di oggi dei giornali che riportavano le frasi del Cavaliere. «Ho fatto un rapido esame di coscienza e per un attimo mi sono sentito colpevole perché non mi sento assolutamente disperato - ha replicato al leader del Pdl - poi svegliatomi un po' meglio e avendo riflettuto un po' di più, quella parvenza di colpevolezza è svanita del tutto perchè non ho nessun motivo di disperazione».

Lo sforzo fatto dal governo e dal parlamento, ha affermato il professore con trasparente riferimento alla Lega Nord protagonista in Aula di ripetute contestazioni, «ci ha aiutato a riflettere meglio». Il presidente del Consiglio, insomma, ha difeso le norme “salva-Italia” e ha esaltato il lavoro dei partiti, consapevole che il cammino da percorrere è ancora lungo. Tanta attenzione nell'elogio del “gioco di squadra”, anche perché «il rischio è massimo, lo è stato e lo è ancora per certi versi: un'Italia con i conti pubblici a posto farà sentire con più forza sua voce in Europa – ha continuato Monti - e dovrà lavorare l'obiettivo di preservare la moneta comune, ricostruendo la serenità sui mercati finanziari».

Il rischio, dunque, rimane massimo, soprattutto dal momento che l’Ue è «carente per quanto riguarda la politica comunitaria di crescita e sviluppo». Sarà questa l'ultima manovra di sacrifici? «Lo spero, dipenderà dal comportamento di tutti noi, dei cittadini in quanto produttori-contribuenti-consumatori, delle imprese, da chi sottoscrive i titoli di Stato, dalla nostra capacità di presentarci uniti e credibili ai mercati», risponde Monti, che ha dato un'indicazione su quanto c'è ancora da fare: le liberalizzazioni da proseguire, quelle nella manovra «sono solo un inizio»; la “fiscalità occulta” da combattere perché «alcuni cittadini gravano con extraprofitti sulla posizione» degli altri; il mercato del lavoro da riformare per «per favorire l'ingresso di giovani e donne, risorse sprecate».

Dopo il disco verde della Camera il provvedimento passerà al Senato per la seconda lettura. Palazzo Madama dovrebbe licenziare definitivamente il testo senza modifiche entro il 23 dicembre. Molte le modifiche apportate al testo del governo nel passaggio del decreto nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. In particolare: le pensioni potranno essere rivalutate al 100% fino a 1.400 euro, arrivano detrazioni per le famiglie numerose sull'Imu sulla prima casa, il tabacco sfuso sarà più caro, cambia la tassa sugli "scudati", scattano mini-patrimoniali sugli immobili e le attività finanziarie all'estero, si frena sulla vendita dei farmaci nelle parafarmacie, e viene introdotto un tetto sugli stipendi dei manager pubblici. (La Stampa.it del 16 dicembre 2011)

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