INFORM - N. 234 - 16 dicembre 2011


CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI

Terzi: “La diplomazia italiana vive con forte motivazione le difficoltà di questo tempo”

Celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia : “Per tutti gli italiani nel mondo si è trattato di un progetto che ha rinsaldato quel filo d’oro che lega, nella loro storia e nelle loro emozioni, i nostri connazionali al Paese”.

 

ROMA – “La diplomazia italiana nutre una matura consapevolezza delle proprie responsabilità; onerose sì, ma al tempo stesso straordinariamente ricche di opportunità”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi alla VIII Conferenza degli Ambasciatori italiani, che si è conclusa oggi alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 

Terzi ha sottolineato rivolgendosi al capo dello Stato che “la diplomazia italiana vive con forte motivazione le difficoltà di questo tempo”. “E’ una motivazione – ha aggiunto - che trascende timori di insuccesso, restrizioni finanziarie, disagi famigliari, condizioni precarie di sicurezza e di vita quotidiana, che in molti Paesi le nostre Ambasciate sperimentano”.

Tutto il personale della Farnesina è “prima di ogni altra cosa, al servizio del Paese, al servizio dei nostri concittadini, della nostra cultura, delle nostre imprese” , ha ricordato il ministro evidenziando che la Farnesina intende essere “sempre di più un punto di riferimento centrale anche per le politiche di crescita economica del Paese, per sostenere con strumenti efficaci e innovativi l’internazionalizzazione del sistema economico”.

Il ministro Terzi si è soffermato su “quanto ha rappresentato per la diplomazia italiana il grande progetto, esempio di visione politica prima ancora che culturale, delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia”. “Durante tutti questi mesi – ha ricordato Terzi - i nostri Ambasciatori e il personale tutto nei quasi 900 uffici diplomatici, consolari e culturali (318 uffici di prima categoria + 546 uffici onorari), di cui l’Italia dispone nel mondo, sono stati pervasi da un sentire veramente comune e diffuso: quello cioè di essere parte di un momento unico, nel riaffermare i valori e i fondamenti del pensiero che ha ispirato il nostro Risorgimento, la grandezza e l’eccezionalità di un secolo e mezzo di storia che ha fatto del nostro Paese una avanzata democrazia europea. Attraverso le sue Ambasciate, la Farnesina – ha sottolineato Terzi - ha colto questo momento, sotto il suo impulso così autorevole e attento per organizzare, sostenere, patrocinare centinaia e centinaia di iniziative in tutto il mondo”.

“Sarebbe riduttivo confinare tutto ciò nella categoria pur importante delle celebrazioni commemorative” secondo Terzi . Che ha tenuto a sottolineare davanti al capo dello Stato come “per tutti gli italiani nel mondo”si sia trattato di un progetto “che ha rinsaldato quel filo d’oro che lega, nella loro storia e nelle loro emozioni, i nostri connazionali al Paese”. “Quella così grande e importante parte d’Italia che vive e opera fuori dei confini nazionali ha partecipato, con straordinario entusiasmo, Signor Presidente, alle visite da Lei rese all’estero, in occasione del 150° Anniversario: una stagione che deve essere ulteriormente proseguita e incoraggiata” ha detto il ministro degli Esteri - Lei ha affermato, Signor Presidente, che il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, “non è stato un fuoco fortuito, di un’avventura passeggera, di una parentesi che forse si è già chiusa. No, si è trattato di un risveglio di coscienza unitaria e nazionale le cui tracce restano e i cuoi frutti sono ancor largamente da cogliere”. Ne siamo tutti - ha concluso il ministro Terzi - profondamente convinti:oggi è sotto questa nuova luce che si situa anche il rapporto complessivo con quelle fondamentali risorse che sono gli italiani nel mondo, la diffusione della nostra lingua e della nostra cultura”. (Inform)

 


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