INFORM - N. 234 - 16 dicembre 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

E’ uscito il numero di dicembre di “MCL Belgio Flash/Bell’Italia”

L’editoriale del direttore Epifanio Guarneri dedicato al nuovo governo belga presieduto da Elio Di Rupo, figlio di italiani emigrati

 

BRUXELLES - E’ online, disponibile in formato pdf per la lettura libera e la consultazione, il numero 35 (dicembre 2011) della rivista MCL Belgio Flash/Bell’Italia (http://www.mclbelgio.eu/downloads/Mcl_Belgio_FLASH_35_dicembre2011.pdf ).

Questo il sommario:

Asterischi.- La caduta di Berlusconi nella stampa belga

Editoriale.- In Bocca al lupo, Elio (Epifanio Guarneri)

Mcl Belgio.- Decimo anniversario Mcl Belgio e Patronato SIAS

Primo Piano.- La caduta di Berlusconi: Agire per recuperare dignità e rispetto e avviare riforme efficaci (E. Guarneri)

Crisi finanziaria.- “Iustitia e Pax” lancia l’idea di una autorità finanziaria mondiale (Angela Ambrogetti)

Fede e politica.- Nei valori e nella politica la speranza della democrazia (Pier Paolo Saleri)

Regioni.- Expo Italia a Bruxelles: La solita figuraccia siciliana

GUIDA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO: – Parte II. Certificati; Parte III. Regime fiscale

Patronato S.I.A.S.- Orario di apertura e permanenze

Il Patronato S.I.A.S. Informa.- Pagamento delle pensioni all’estero tramite la Citibank (Francesco Simone)

Immigrazione.- 21a edizione de “Dossier statistico immigrazione” della Caritas italiana e la Fondazione Migrantes

Diritti dei lavoratori.- Vertenza giudiziaria Patronato Acli – Francesco Simone: Dopo dieci anni giustizia è fatta (E. Guarneri)

Mae e 150° Unità d’Italia.- Il 6 novembre 1861 il Belgio riconosce il nuovo Stato nazionale

Made in Italy.- La pasta, il piatto preferito nel mondo e consumato in 50 paesi

Progetto promosso dal Mcl.-: Una casa per le giovani coppie di Gerusalemme

Qui di seguito, l’editoriale del direttore Epifanio Guarneri

In bocca al lupo, Elio!

Dopo 541 giorni dalle elezioni del 13 giugno 2010, il Belgio ha un governo presieduto dal presidente del PS Elio Di Rupo. Non si tratta certamente di un fatto di poco conto. Un figlio d’immigrati italiani è riuscito a tirare fuori questo Paese da una situazione politico-istituzionale tanto ingarbugliata da necessitare un anno e mezzo di faticose e spossanti trattative ed una inesauribile pazienza da parte di chi aveva ricevuto dal Re del Belgio la missione di dare al Belgio un nuovo assetto istituzionale e un go-verno che salvasse l’unità del Paese.

Nel numero dello scorso giugno di questa rivista, di fronte alla strategia del tanto peggio tanto meglio dei nazionalisti fiamminghi della N-VA, esprimevamo le nostre perplessità circa la riuscita della missione di Elio di Rupo e aggiungevamo: «C’è un solo modo per dare scacco a questa strategia e uscire il Paese da questa lunga crisi: Di Rupo e gli altri partiti francofoni devono convincere i partiti fiamminghi non nazionalisti a mettere da parte la N-VA e formare un governo che, sulla base di un accordo che preveda l’accoglimento più ampio possibile delle rivendicazioni votate a suo tempo dal Parlamento regionale fiammingo e la salvaguardia ragionevole degli interessi della Vallonia e di Bruxelles. La riuscita della missione del Presidente del PS Elio Di Rupo è a questo costo. Da questa riuscita dipende l’avvenire unitario di questo Paese”.

Il che si è verificato puntualmente: I tre partiti fiamminghi CD&V, SP.A e VLD, constatata la disponibilità dei partiti francofoni, hanno capito che un governo senza la NV-A poteva realizzare le riforme istituzionali a cui da tempo aspirava tutta la Fiandra e che avrebbero potuto presentarsi alle prossime elezioni federali con un bilancio tale da recuperare i voti andati alla NV-A alle elezioni del giugno 2010.

Un calcolo molto rischioso? Non tanto. Durante la prima parte del governo Leterme (2007-2010), i partiti fiamminghi, di fronte alla riluttanza dei partiti francofoni ad aprire la porta alle riforme (il famoso “nous ne sommes demandeurs de rien”), in varie occasioni avevano messo in atto una nuova strategia. Questa consisteva a mettere da parte il tanto decantato “consensus à la belge” e fare valere la forza dei numeri: i partiti francofoni rifiutano il dialogo sulle riforme ? Benissimo. Noi fiamminghi siamo in parlamento e nel paese maggioranza e andiamo avanti da soli.

Questa nuova strategia, sommata alla spauracchio rappresentato dalla NV-A e dal confederalismo da essa propugnato, ha reso molto disponibili i quattro partiti francofoni a fare le con-cessioni che in passato ave-vano rifiutato persino di di-scutere.

A ben guardare, gli accordi raggiunti sia sul piano istituzionale sia su quello socioeconomico (nuova legge di finanziamento che prevede 10,7 miliardi di autonomia fiscale, trasferimento alle re-gioni di competenze per oltre 17 miliardi, la scissione dell’arrondissement elettorale e giudiziario di Bruxelles-Hal-Vilvorde) sono altrettante concessioni in cui i partiti francofoni, e in particolare il Partito socialista presieduto da Elio Di Rupo, vi hanno lasciato le penne e forse anche l’anima.

Comunque sia, cosa fatta capo ha. L’unità del Paese è salva (fino a quando?). Il Belgio ha finalmente un governo che si spera possa durare e far fronte alla crisi, il Primo Ministro dopo 40 anni è francofono e sia chiama Elio Di Rupo, che viene presentato come la realizzazione del sogno americano proprio in Belgio dove la riproduzione sociale è fortissima. Quanto a noi italiani e belgi di origine italiana, la nostra integrazione politica con Elio Di Rupo Primo Ministro del Regno del Belgio fa un passo da gigante.

In bocca al lupo, Elio! (Epifanio Guarneri- MCL Belgio Flash/Bell’Italia -Inform)


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