ITALIANI ALL’ESTERO
Il Consolato generale di San Paolo elimina le file di
attesa per la legalizzazione dei documenti necessari al riconoscimento della
cittadinanza
Porta (Pd): “Si tratta di una decisione importante e
coraggiosa ispirata al buon senso”
SAN PAOLO – Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, segnala che dal 15 dicembre il Consolato generale di San Paolo ha messo in atto un'iniziativa volta ad abolire le fila di coloro che chiedono la legalizzazione di documenti utili ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana in Italia.
La decisione è stata comunicata all'esponente democratico dal console generale, Mauro Marsili, in una lettera inoltrata anche al presidente del Comites e ai consiglieri del CGIE di San Paolo.
“Si tratta di una decisione importante e coraggiosa - afferma Porta, - ispirata al buon senso ed ad una visione oggettiva e lungimirante di una questione che da alcuni anni è al centro delle preoccupazioni e di tante lamentele da parte della più grande comunità di italo-discendenti al mondo: quella italo-brasiliana, che a sua volta si concentra in maniera significativa nello Stato di San Paolo”.
L'esponente democratico precisa come l'iniziativa non risolva “di per sé il problema delle lunghe file per il riconoscimento delle cittadinanze italiane in Brasile, limitandosi infatti ad intervenire su chi richiede la legalizzazione di documenti anagrafici per richiedere poi in Italia il riconoscimento della cittadinanza italiana”. “L'eliminazione di questa seconda fila però, arrivata ad attese di circa 10 anni – fa sapere Porta, - ha un valore non trascurabile perché, anche se in un primo tempo rallenterebbe l’iter delle migliaia di processi di cittadinanza ancora giacenti, in un secondo momento potrebbe liberare risorse umane destinate giustamente a tale compito”.
“In ogni caso, per una soluzione seria e definitiva del problema, non è sufficiente la buona volontà di un console generale sensibile e lungimirante; sono necessarie ed urgenti misure straordinarie e mirate, in grado di potenziare in tutti i sei i consolati del Brasile la cosiddetta task force della cittadinanza, istituita nel 2007 grazie alle pressioni della nostra collettività e di tutto il suo sistema di rappresentanza: Comites, Cgie e Parlamento – afferma l'esponente democratico richiamando l'interpellanza “firmata da trenta deputati di tutti i partiti che per la prima volta ha portato in Aula il governo a dibattere sull’argomento”. Iniziativa, quest'ultima, che si è rivelata “determinante per porre le condizioni minime per un inizio di soluzione del problema”.
“Solo così il ministero degli Esteri potrà risultare serio e credibile agli occhi dei nostri concittadini all’estero e degli stessi Paesi stranieri, Brasile in primis. In caso contrario, - conclude Porta - il ricorso al TAR ed alla giustizia ordinaria rischierebbe di essere l’unica via d’uscita per coloro che legittimamente si sentono defraudati dall’esercizio di un diritto ingiustamente legato ad un’attesa decennale”. (Inform)