INFORM - N. 233 - 15 dicembre 2011


EDITORIA

Giulio Anselmi presidente della Federazione Italiana Editori Giornali

Siddi (Fnsi): Con Anselmi, la Fieg riprenda la lezione di Giovannini

 

ROMA – Giulio Anselmi è il nuovo presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg). Lo ha eletto oggi, per acclamazione, l’Assemblea generale dei soci della Federazione.

Anselmi succede a Carlo Malinconico, che si è dimesso il 29 novembre scorso a seguito della nomina a sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

La nomina di Anselmi - giornalista, presidente dell’agenzia Ansa e docente di teoria e tecniche del linguaggio giornalistico alla Luiss Guido Carli - viene salutata “con simpatia e stima” dal segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Franco Siddi. 

Anselmi, “grande giornalista”, è “ora il capo degli imprenditori di un settore che – sottolinea Siddi - ha bisogno di cure intense e di grande competenza, nell’attenzione ai valori meramente industriali e a quelli particolari di imprese che fondano il successo sulla qualità dei contenuti editoriali e, quindi, della capacità di coniugare l’indispensabile lavoro professionale con la straordinaria innovazione tecnologica per tenere alto il senso di un’attività complessa che le macchine da sole non definiscono. Le prime dichiarazioni di Anselmi sul significato della libertà delle imprese e della buona salute dei loro bilanci si coniuga – rileva Siddi - con la qualità dell’informazione e il suo pluralismo. In questo senso ad Anselmi tocca riprendere il testimone degli ultimi presidenti della Fieg (Malinconico, Montezemolo, Ciancio) e, soprattutto di Giovanni Giovannini, il grande giornalista, diventato grande imprenditore dell’editoria, presidente della Fieg, uomo che ha portato il settore a interpretare nel presente il futuro, avendo ben chiaro il senso della professione dei giornalisti e della sua dignità”. “In questo senso – prosegue Siddi - gli auguri miei personali e della Fnsi, i più sinceri, per le sfide in atto e future che chiamano le parti sociali ad essere all’altezza di sfide che, in questa fase, spesso appaiono impossibili. E’ il tempo del confronto e soprattutto del dialogo per spingere in alto l’asticella dell’impegno di ciascuno al fine di una sintesi che, lasciando a ciascuna parte sociale le proprie specificità, concorra a ricollocare l’industria dell’informazione e il lavoro professionale ai vertici della democrazia e della libertà di informazione in Italia e nel mondo”, conclude Franco Siddi.(Inform)


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