CGIE
I lavori si sono tenuti dall’8 all’11 dicembre presso l’Ambasciata d’Italia
a Washington
Il Documento finale della Commissione Continentale Anglofona
WASHINGTON –
Pubblichiamo di seguito il Documento finale della Commissione Continentale
dei Paesi Anglofoni extraeuropei del CGIE. I lavori della Commissione si sono
tenuti nella sede dell'Ambasciata italiana a Washington dall'8 al 10 dicembre.
“La Commissione Continentale
degli Anglofoni Extraeuropei, riunita a Washington dall’8 al 10 dicembre 2011,
deplora l’annunciata decisione della RAI di eliminare la produzione
di programmi per gli italiani all’estero trasmessi da RAI Italia, unico strumento
di diffusione di informazioni per gli italiani nel mondo e di informazione
di ritorno in Italia sui connazionali all’estero. La Commissione contesta
con tutte le sue forze questa prospettiva e a tale proposito ha adottato l’allegata
petizione, che ha inviato a tutti i destinatari in indirizzo e che entra a
far parte integrante del presente documento.
All’apertura
dei suoi lavori, la Commissione
ha auspicato un periodo di ulteriore approfondimento dell’elenco delle ipotizzate
chiusure consolari e plaude al Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che ha
spontaneamente disposto di congelare ogni decisione relativa alla chiusura
di uffici consolari e culturali fino a quando non sia stato presentato e discusso
in Parlamento un complessivo piano di revisione della spesa e delle risorse
(spending review) dell’Amministrazione degli Affari Esteri, e ribadisce la
richiesta del Comitato di Presidenza che una rappresentanza del CGIE entri
a far parte di un Tavolo di Consultazione sulla ristrutturazione, del quale
facciano parte anche le forze sociali. Secondo la
Commissione, nelle scelte che il Governo andrà ad assumere
si dovrà tener conto del fatto che i Consolati adempiono a più compiti: la
fornitura di servizi sia alla comunità italiana sia a quella locale, la promozione
del sistema Italia e lo sviluppo e il rafforzamento dei rapporti con le autorità
e le personalità locali, molto importante per la proiezione internazionale
dell’Italia.
La Commissione è pienamente
cosciente del difficile momento economico attraversato dall’Italia all’interno
della crisi che ha colpito la maggior parte del mondo: proprio per questo
chiede con forza che si faccia una seria analisi delle spese per gli italiani
all’estero, che in realtà costituiscono invece nella maggior parte interventi
a favore dell’Italia e che a tali capitoli di spesa venga ulteriormente assegnato
dallo 0,2% allo 0,5% dell’importo dei fondi recuperati sui tagli agli sprechi
e ai costi della politica. In particolare, le spese per la promozione e diffusione
della lingua e della cultura italiana devono essere considerate necessari
investimenti, apportatori di ricadute positive per il sistema Italia attraverso
la moltiplicazione del numero di italofoni e italofili. Alla luce dei tagli
devastanti ai contributi per l’insegnamento dell’italiano all’estero, la
Commissione ritiene che si debba immediatamente procedere
ad una verifica approfondita degli eventuali sprechi e dell’opportunità di
inviare Dirigenti Scolastici in circoscrizioni nelle quali l’ammontare dei
contributi erogati agli enti gestori sono inferiori ai costi della loro presenza;
che si razionalizzi l’invio di docenti italiani all’estero, attribuendo loro
anche compiti di formazione di insegnanti locali; che si concludano accordi
con le autorità estere al fine della certificazione di docenti laureati in
Italia, che le istituzioni scolastiche estere desiderano assumere. Per
quanto riguarda l’applicazione della circolare 13 sul bilancio di cassa degli
enti gestori, la Commissione ricorda i
problemi che la chiusura dell’anno fiscale al 31 dicembre crea per gli enti
costituiti nell’emisfero australe, laddove l’anno fiscale si chiude al 30
giugno. Chiede quindi che la
Ragioneria dello Stato esamini la questione e trovi una soluzione
conforme alla normativa vigente, che possa al contempo facilitare la gestione
dei corsi e la resocontazione delle spese nell’emisfero australe. Quanto alla
diffusione della cultura italiana all’estero, la Commissione ritiene utile
la revisione dell’intero modo di procedere, scoprendo il sistema migliore
per coinvolgere la comunità e coordinarne le risorse per dare la massima visibilità
alla ricchezza di offerte italiane. Alcuni ipotesi consistono, ad esempio,
nell’allargare a titolo informativo al CGIE il Tavolo di Consultazione già
attivato dal MAE con le Province e le Regioni per definire una migliore programmazione
dei loro interventi all’estero; nel sollecitare da CGIE e Com.It.Es. informazioni
sulle realtà culturali esistenti nelle loro circoscrizioni, anche create dagli
italiani all’estero, siano esse di promozione o di accoglienza di manifestazioni,
per farne una mappatura; nel favorire la formazione di operatori culturali;
nel coinvolgere ad ogni livello le comunità nella pianificazione, nel sostegno
e nella fruizione delle iniziative realizzate.
La Commissione reitera la
richiesta che siano immediatamente indette le elezioni per il rinnovo dei
Com.It.Es. e del CGIE e che la riforma delle leggi istitutive dei due organismi
venga dibattuta soltanto dopo l’approvazione delle riforme costituzionali
sulla forma dello Stato. A questo proposito tuttavia la Commissione ritiene che
il Consiglio Generale debba approntare un bozza di articolato nella quale
sviluppare anche tutti i suggerimenti raccolti nelle consultazioni dei Com.It.Es.
e della rete delle associazioni. Per l’ennesima volta la Commissione chiede che
venga autorizzata l’elezione diretta dei Com.It.Es. in Canada o – se il locale
Governo deciderà di non concedere tale permesso – che si possa procedere con
una consultazione spontanea gestita dai Com.It.Es. locali e finanziata ai
sensi di legge.
La Commissione sollecita
invece la rapida approvazione della modifica alla legge ordinaria che regola
l’esercizio del diritto di voto in loco per gli italiani all’estero, ivi inclusi
il mantenimento del voto per corrispondenza; la stampa delle schede in Italia;
lo spoglio dei voti presso i Consolati; la sostituzione del talloncino con
il nome dell’elettore con la stampa sulla busta interna, contenente le schede
votate, di un codice barra personalizzato, per evitare che un notevole numero
di schede sia annullato; l’invio dei plichi con raccomandata con ricevuta
di ritorno e tutte le altre indicazioni contenute nel documento sul voto approvato
dall’assemblea plenaria del CGIE. Anche in questo caso è necessario che le
autorità diplomatiche assicurino il permesso per l’esercizio dell’elettorato
attivo e passivo dei cittadini italiani in Canada. La Commissione suggerisce
anche che si esplori la fattibilità di usare un sistema elettronico di voto.
La Commissione Anglofona
plaude al progetto dell’VIII Commissione tematica del CGIE (in collaborazione
con la II Commissione
tematica e con il Gruppo Donne) di avviare un’indagine sulle specificità socio-sanitarie
degli indigenti residenti all’estero e ritiene che il questionario debba essere
adattato alle leggi sulla privacy vigenti negli Stati di sua competenza, anche
per non urtare la sensibilità degli intervistati.
Nell’ambito
della generale diminuzione di interesse, per non dire l’emergere di un minimo
di ostilità nei confronti degli italiani nel mondo da parte di alcuni esponenti
dell’uscente Governo e dell’attuale Parlamento, ci sono anche situazioni di
diverso riconoscimento dei Consiglieri all’interno del CGIE a seconda della
loro area di provenienza. Le specificità, che sono la nostra ricchezza, perché
possono portarci a raggiungere una sintesi più approfondita ed onnicomprensiva,
sono diventate in misura crescente motivi di incomprensione, per non dire
di scontro. La Commissione
si impegna ad esplorare modi, anche innovativi, che possano consentire di
superare le difficoltà operative generate dal clima di austerità in piena
collaborazione con i Consiglieri rappresentanti delle altre aree geografiche
e con il Segretario Generale.
Del presente
documento fanno parte integrante gli ordini del giorno approvati nel corso
della riunione e la relazione del Vice Segretario Generale” Silvana Mangione.
(Inform)
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