INFORM - N. 232 - 14 dicembre 2011


INCONTRI

Venerdì 16 dicembre presso la Camera di Commercio di Padova

“Ricomporre il lavoro, civilizzare l’economia. Nuove visioni, alleanze, proposte”

Riorganizzare il mondo del lavoro rendendo più “civile” l’economia: quale ruolo per il terzo settore? Partendo dai dati della ricerca Iref sul “lavoro scomposto”, le riflessioni e le proposte delle Acli

 

PADOVA – Mediamente la paga di un operaio è inferiore di 356 euro al giorno rispetto allo stipendio medio di un dirigente, di 127 euro se confrontato alla retribuzione di un “quadro” e di 22 euro rispetto a quella di un impiegato. Bastano questi pochi numeri - tratti dal rapporto nazionale di Iref, l’Istituto di ricerca delle Acli - per comprendere quanto il mondo del lavoro abbia bisogno di essere “riorganizzato”, non soltanto per ragioni di equità sociale ma anche per motivi e obiettivi economici.

Da queste riflessioni prende il via la tavola rotonda promossa dalle Acli di Padova e intitolata “Ricomporre il lavoro, civilizzare l’economia. Nuove visioni, alleanze, proposte”, che si svolgerà venerdì 16 dicembre presso la sede della Camera di Commercio di Padova, a partire dalle ore 14.30.

Sono i medesimi nodi di riflessione ad aver fornito il quadro di partenza del dossier statistico di Iref che sarà presentato nel corso del pomeriggio: intitolato appunto “Il lavoro scomposto”, ha analizzato alcuni aspetti meno macroscopici del mercato del lavoro in Italia, utili però a conoscerne e spiegarne vulnerabilità e limiti, partendo dal confronto tra le retribuzioni medie giornaliere dei lavoratori dipendenti nelle diverse professioni del settore privato (Fonte Istat-Inps, Rapporto sulla coesione sociale, 2010).

Tra sperequazioni salariali eclatanti, precarizzazione diffusa, disoccupazione giovanile alle stelle, “il panorama del lavoro nel nostro Paese presenta un volto assai scomposto - spiega il presidente delle Acli padovane Marco Ferrero - caratterizzato da difficoltà e contraddizioni che in tempo di crisi hanno evidenziato tutta la loro gravità e acuito il loro peso sociale ed economico insieme”. E’ l’intera nostra economia a dover diventare più “civile”. E nel disegno e nella costruzione di questo nuovo necessario sistema le Acli si interrogano sul ruolo possibile del terzo settore: per rimettere al centro il lavoro di tutti e per tutti, non solo come leva di sicurezza sociale ma anche di maggiore competitività economica.

Alla tavola rotonda, che si inserisce nel calendario di “Diritti+Umani”, la rassegna sui diritti umani in Italia e nel mondo, dopo i saluti delle autorità interverranno Marco Ferrero presidente Acli provinciali di Padova, Marco Livia direttore Iref (Istituto di ricerche educative e formative delle Acli), Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre, Andrea Olivero presidente nazionale delle Acli e portavoce del Forum del Terzo settore, Ugo Campagnaro vice presidente nazionale e presidente provinciale di Confcooperative, portavoce del Forum Terzo settore veneto, Abdallah Kezraji vice presidente della Consulta Immigrazione della Regione del Veneto, Eva Franceschini giornalista; modera Omar Monestier direttore del Mattino di Padova. (Inform)


Vai a: