RETE CONSOLARE
Lucio Albanese (Ctim Franconia) sul funzionamento degli
sportelli consolari
Un invito a lavorare insieme per il rafforzamento di
servizi e competenze
NORIMBERGA – Il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo Franconia-Norimberga manifesta preoccupazione per gli interventi determinati dal piano di razionalizzazione della rete consolare italiana all'estero, in particolare per l'ipotesi di chiusura dell'agenzia consolare di Wolfsburg in Germania e di quattro sportelli consolari dislocati in Austria e Francia.
“Purtroppo con il nuovo Governo è cambiato il tono, più conciliante, ma non la musica – scrive nella nota diffusa in proposito il coordinatore del Ctim Franconia, Lucio Albanese, membro del Comites di Norimberga, segnalando come a tale preoccupazione si aggiunga quella suscitata dalle note divergenti diffuse da sigle sindacali (Confsal Unsa Eseri e Uil Pa) e riguardanti il funzionamento dello sportello consolare di Saarbrücken.
“Si tratta di una questione che potrebbe un giorno interessare anche la nostra zona – scrive Albanese a proposito della disputa sul funzionamento dello sportello consolare, attestando la solidarietà del Ctim, “in sintonia con il Comites”, alla comunità residente nel Saarland, alle associazioni e agli organismi di rappresentanza della collettività stessa presenti in loco e dichiarando di condividere l'invito rivolto alcuni giorni fa dal presidente del Comites di Saarbrüken, Giovani Di Rosa, per il rafforzamento degli sportelli consolari già esistenti (vedi Inform del 7 dicembre: http://www.mclink.it/com/inform/art/11n22806.htm).
“Anche noi abbiamo accettato la soluzione dello sportello consolare come il male minore – precisa il coordinatore del Ctim - e, a distanza di un anno, i connazionali ne sono grati. Specialmente per i tanti anziani o per chi si trova in uno stato indigente – prosegue, - lo sportello è una soluzione che risparmia a tutti lunghi e costosi viaggi a Monaco, soprattutto ai connazionali residenti fuori Norimberga”.
Per Albanese, dunque, non sono stati Comites o associazioni a volere lo sportello consolare, trattandosi piuttosto di un compromesso dovuto a motivi di risparmio, vista anche la difficoltà sorta con la richiesta – a suo tempo effettuata – di costituire delle agenzie consolari che potessero erogare i servizi delle sedi in chiusura. Il coordinatore del Ctim non esclude che si possa ora “chiedere di più, ma francamente – aggiunge – non credo che le nostre autorità o quelle tedesche siano disponibili a ritrattare la posizione del 2010”.
“Di conseguenza teniamoci bene stretto quello che abbiamo, che è meglio del nulla, e superiamo differenze e diffidenze tra chi lavora per la nostra comunità. E soprattutto – aggiunge Albanese - cerchiamo di sforzarci e riflettere su come meglio valorizzare questo nuovo strumento dello sportello consolare e garantirne il futuro”. Due le proposte formulate a questo proposito nella nota: “una più stretta collaborazione/spartizione del lavoro così che lo sportello sia di supporto al Consolato di competenza” e “rafforzare e aumentare, nei limiti della legge, le competenze dello sportello”.
“Questa è per noi la via maestra, - conclude Albanese - il resto sono dispute e polemiche che non ci appartengono”. (Inform)