INTERVENTI
Il presidente delle Acli Germania sui privilegi della
classe politica
Da Carmine Macaluso un appello rivolto in particolare
ai siciliani in Germania a concorrere per un riscatto sociale, culturale e politico
dell'Isola
MONACO - La comunità siciliana in Germania, se non la più numerosa, rappresenta una delle più consistenti realtà nel mondo, contribuire perché diventi un presidio di valori in positivo, oltre i pregiudizi che penalizzano la nostra Gente, è un impegno al quale non vorrei e non voglio sottrarmi. I popoli conquistati solitamente spariscono (ricordando il nostro Ignazio Buttitta) e diventano servi, soprattutto quando perdono lingua, cultura e tradizioni.
I siciliani non sono spariti, né resi servi. Hanno scelto di adattarsi, e in questa forma di resistenza hanno raggiunto livelli altrove inimmaginabili. C'è quasi la sensazione, forse non solo in Germania, di un alito di selvatica insofferenza, (mi distanzio dall'espressione rassegnazione) che spesso stempera in una fierezza malcelata, in un senso di relativismo che adombra un sedimentato disprezzo o la negata speranza di un futuro diverso e migliore.
Proprio per questa speranza possibile, proponibile, vale la pena spendere le energie che proprio la nostra esperienza in emigrazione non vanifica. Abbiamo costruito monumenti per sovrani e guerrieri estranei alla nostra Isola e che in essa hanno dominato in forma eterogenea, proviamo, superando le offese della mafia e degli eccessi del progresso che dilapidano le risorse umane e naturali siciliane, a recuperare la bellezza, nel senso più compiuto e vasto, di una terra con un cuore pulsante di un'umanità, rimasta purtroppo ancorata all'antico anelito di alternare disagio, umiliazione, miseria, disoccupazione agli abbagli dei suoi architettati eccessi barocchi. Un bisogno, una necessità a volte ineludibile.
Sono cresciuto all'ombra della massiccia mole di un vulcano, l'Etna, considerato come un immenso altare verso cui gli esseri umani levano sguardi deferenti, cogliendone la forza ed il mito espressi, non vorrei che, oggi, l'infinita tristezza della contingente fragilità e della propagandata irredimibilità siciliana scenda con la sera. Durante le frequenti eruzioni dell'Etna, il vento spinge la cenere ed i lapilli, oscura il cielo ed attutisce, quasi, il ritmo della vita e tutti sembrano scivolare in uno sconsolato ed apatico letargo. Ne colgo la metafora: l'impalpabile cenere costituisce anche fermento di grande fertilità da cui si sviluppa fervore vitale e l'esuberanza della natura. Risorgiamo dalle ceneri! (Carmine Macaluso* - Inform)
*Presidente
nazionale Acli Germania