ITALIANI ALL’ESTERO
Da “In rete con l’Italia” n. 5/2011, bimestrale a cura della Direzione Generale per gli Italiani all’estero del MAE
La comunità italiana in Inghilterra
Intervista al Console Generale a Londra Uberto Vanni
d’Archirafi
Ci può parlare della comunità italiana presente oggi a Londra?
La comunità italiana nella circoscrizione del Consolato Generale di Londra è composta oggi da circa 197.000 connazionali. E’ davvero un numero consistente a cui va aggiunto, in una stima plausibile, un analogo numero di connazionali che sfugge al calcolo, non essendo iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). La ragione principale risiede nell’estrema volatilità delle presenze. Molti nostri connazionali, infatti, scelgono Londra quale luogo di permanenza temporanea (alcuni mesi o anni), chi per ragioni connesse allo studio chi per le loro attività principali in altri Paesi, compresa l’Italia. Londra è un hub internazionale, un punto di riferimento per tantissimi italiani, costituendo una delle tre principali capitali mondiali della finanza, assieme a New York e Hong Kong. E’ comprensibile pertanto che la capitale britannica rappresenti un polo di attrazione per tutti coloro che guardano ai mercati finanziari internazionali, fra cui molti rappresentanti di imprese italiane anche di altissimo profilo, che sono mossi non solo dalla ricerca di sbocchi di mercato ma anche di formule innovative di finanziamento. Sebbene la crisi economica internazionale abbia duramente colpito la “city”, l’afflusso di connazionali si mantiene costante. E il ventaglio delle professionalità rappresentate è davvero ampio: dai ricercatori universitari ai commercianti, dai medici agli imprenditori e agli avvocati.
E quella di ieri a Londra e nel resto della Gran Bretagna?
La comunità tradizionale italiana di Londra non è diversa da quella che ha contraddistinto la prima emigrazione del dopoguerra nel resto del mondo. Non desidero fare un’analisi sociologica delle cause che l’hanno prodotta, ma la natura di tale emigrazione si fonda in larga misura sulla necessità di trovare sbocco alle difficoltà economiche del dopoguerra. Tale comunità si sta sempre più assottigliando per lasciare spazio alle seconde e terze generazioni, per lo più perfettamente integrate nel tessuto sociale britannico.
Esiste poi una tradizione di emigrazione specializzata che è addirittura antecedente alla grande emigrazione fra le due guerre mondiali. Già nel 1800 erano infatti presenti alcuni italiani del comasco, specializzati nella produzione di strumenti di alta precisione (barometri, idrometri, occhiali ed orologi). Vi sono poi testimonianze della presenza di artigiani italiani nel settore della ceramica e dei mosaici che risalgono al 1500/1600 (il pavimento della Cattedrale di Westminister ne è un esempio concreto). Insomma la presenza del nostro Paese in Gran Bretagna non solo ha lasciato tracce significative ma è stata anche accompagnata da sentimenti di grande apprezzamento per il genio e la determinazione che i nostri connazionali sono stati capaci di esprimere. Valga per tutti l’esempio di Gugliemo Marconi, che dalla Gran Bretagna si fece conoscere in tutto il mondo.
In particolare parlando dei giovani italiani residenti: impegnati nella ricerca universitaria come nella ristorazione, come vivono la città?
Londra è una grande metropoli di 8 milioni di abitanti e la crisi finanziaria internazionale non ha inciso sulla sua vitalità in tutti i campi, da quello culturale e sociale a quello professionale. I giovani che vengono in Gran Bretagna si trovano ancora oggi davanti a tante novità, che li portano a percepire molto bene il potenziale che questo Paese può rappresentare per le loro attese e aspettative. Certo non è tutto facile. Ostacoli ve ne sono, ma sono superabili soprattutto se alla volontà di crescere si è in grado di associare attitudine al lavoro, capacità e professionalità. Tali ingredienti sono non solo apprezzati ma costituiscono la base, il bagaglio fondamentale con cui affrontare questa grande metropoli. Londra vive 24 ore su 24 senza soluzione di continuità. E’ per questo che chi arriva a Londra e chi da poco ne fa parte integrante ne rimane abbagliato, affascinato. Il cinema, il teatro, i concerti, l’arte ed i Musei, tutto ai massimi livelli possibili. I nostri giovani vedono e respirano quest’aria di grande dinamismo e ne sono coinvolti. Di fronte a tale panorama culturale le differenze anche sociali si annullano, per il tempo nel quale i giovani si affacciano nel teatro londinese. La loro sensazione è quella di vivere una realtà parallela a quella di provenienza, una realtà tarata sull’illusione di appartenere ad una stessa categoria privilegiata di persone: i londinesi. Comune denominatore delle esperienze dei giovani italiani residenti è comunque la diffusa fiducia che Londra risponda alle loro ambizioni umane e professionali, offrendo un’opportunità di crescita notevole. Con riferimento ai servizi consolari, si tratta di un segmento di utenza che predilige in grande misura il contatto attraverso gli strumenti informatici messi loro a disposizione (e-mail, sito internet), e che consentono loro di ridurre i tempi di attesa e di acquisire in tempo reale le informazioni del caso.
A proposito delle iniziative culturali qual è il programma per l’anno prossimo?
Come già per l’anno attualmente in corso, che ha visto questo Consolato Generale organizzare una serie di eventi celebrativi del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, anche per il prossimo anno sono in programma iniziative attualmente allo studio, mirate a coinvolgere i connazionali residenti nella circoscrizione. Penso in particolare ad un evento musicale di sostanza, che costituisca momento di aggregazione per la collettività, senza distinzioni per età e provenienza; come pure ad un evento sportivo, come il tradizionale torneo di calcetto “Coppa Console Generale”, destinato a rafforzare il legame dei più piccoli alle loro radici italiane; o ancora ad eventi destinati a promuovere la lingua e la cultura italiana, quali mostre o seminari. Il proposito è inoltre quello di sostenere, facendo ricorso anche a sponsorizzazioni di privati, la variegata attività culturale promossa dalle principali Associazioni di connazionali a Londra o dalle società studentesche italiane. L’anno prossimo inoltre, alla luce dei Giochi olimpici che si terranno a Londra, questo Consolato Generale darà il suo contributo all’organizzazione della Olimpiade Gioventù Italiana (OGI), importante vetrina di aggregazione che vedrà i nostri giovani connazionali sfidarsi in una serie di discipline sportive, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra del 2012.
Passando alle criticità del vostro lavoro, quali sono le ripercussioni della chiusura del Consolato di Manchester?
La chiusura del Consolato a Manchester, imposta dai necessari tagli di bilancio, ha visto, come già per l’allora Consolato a Bedford, la contestuale apertura di uno sportello consolare nella medesima città. Ciò fa sì che, pur nelle more dell’allestimento tuttora in corso dello Sportello, i disagi arrecati agli oltre trentamila connazionali residenti siano tutto sommato contenuti, non avendo questi necessità di recarsi a Londra per ottenere i servizi consolari. Il ventaglio di servizi erogabili allo Sportello è particolarmente ampio e quasi del tutto coincidente con quello del soppresso Consolato. A titolo esemplificativo, la domanda di rilascio di passaporti avviene allo Sportello, dove è possibile acquisire i dati biometrici del richiedente, e la consegna del documento avviene poi per posta; l’iscrizione all’AIRE o la variazione dei dati di residenza può essere comunicata allo Sportello anche per posta; di nuovo, la richiesta di carta d’identità può essere effettuata per posta senza necessità di recarsi allo Sportello, come pure la richiesta di registrazione di tutti gli atti di stato civile. Per contro, la chiusura del Consolato a Manchester si è tradotta in un’accresciuta mole di lavoro per questo Consolato Generale, sotto la cui competenza ricade lo Sportello consolare: diversi servizi erogati dallo Sportello vengono, infatti, processati a Londra (ad es., la stessa produzione dei passaporti e delle carte d’identità) e questo impone il miglior coordinamento possibile per evitare lunghi tempi di attesa dell’utenza.
Quali sono gli sforzi praticati per razionalizzare l’attività del Consolato cercando di preservare l’efficienza dei servizi?
A fronte di un’utenza sempre più numerosa e più esigente, questo Consolato Generale è chiamato ad adottare costantemente delle best practices che in primo luogo passano attraverso un più funzionale utilizzo delle moderne tecnologie. E’ così stato creato uno “sportello virtuale” del Consolato Generale sul web, tramite aggiornamento costante del sito internet, sulle procedure di fruizione dei servizi, le news e la possibilità di scaricare la necessaria modulistica. E’ attivo inoltre un sistema di appuntamenti on-line accessibile dal sito del Consolato che permette di rendere più efficace il lavoro di ufficio e di evitare lunghe attese. Ogni ufficio del Consolato è stato dotato di una propria casella e-mail, con un risponditore automatico sotto forma di Q&A, con l’obiettivo di dare fin da subito una risposta articolata al connazionale che scriva al Consolato Generale per ottenere delle informazioni. Le procedure di comunicazione tra il Consolato Generale e le autorità preposte in Italia sono inoltre state snellite grazie all’utilizzo della Posta Elettronica Certificata, che consente di evadere le pratiche in tempi più rapidi. E’ stato altresì allargato il ventaglio dei servizi ai quali l’utente può avere accesso senza doversi recare in Consolato, ma procedendo per posta ordinaria o per e-mail. Inoltre, a vantaggio dei connazionali residenti fuori Londra, sono state ampliate le funzioni dei titolari dei numerosi Uffici Consolari onorari presenti nel Paese, in modo che gli utenti non siano costretti, se non in casi inderogabili, a venire a Londra. La raccolta delle domande di visto avviene poi tramite un’agenzia in outsourcing, consentendo al Consolato Generale di Londra di evadere un alto numero di richieste giornaliero e di far fronte alla pressione degli utenti, soprattutto nei periodi più critici. (In rete con l’Italia /Inform)