INFORM - N. 230 - 12 dicembre 2011


ITALIANI ALL'ESTERO

A Berlino, conferenza sui rapporti tra Italia e Germania organizzata dal Goethe Institut

Spunti di riflessione del presidente del Comites di Monaco di Baviera, Claudio Cumani, per un confronto tra i sistemi scolastici tedesco e italiano

 

BERLINO – Il presidente del Comites di Monaco di Baviera, Claudio Cumani, è intervenuto alla conferenza organizzata dal Goethe Institut il 1° e 2 dicembre a Berlino e dedicata alle relazioni tra Italia e Germania, illustrando dati utili ad un confronto dei settori educazione e ricerca nei due Paesi.

Dopo essersi soffermato sulla risorse destinate dalla Germania all'istruzione e alla ricerca, aver esaminato le competenze acquisite e i titoli di studio registrati nei due Paesi, presentato dati relativi all'abbandono scolastico, all'istruzione universitaria, allo studio all'estero e alla fuga dei cervelli, Cumani ha rilevato come la mancata comprensione della diversità tra i due sistemi spesso origini difficoltà che si ripercuotono sul successo scolastico dei figli di famiglie italiane residenti in Germania. Uno “spaesamento” che incide in seguito sul loro stesso inserimento professionale, dato, quest'ultimo, che non può non avere ripercussioni sul livello di integrazione che i cittadini di origine italiana raggiungono nella società tedesca.

Il presidente del Comites, pur precisando di aver esperienza soprattutto di ciò che accade nella scuola bavarese, segnala come sia diverso il successo scolastico di giovani provenienti da famiglie unicamente italiane rispetto a quello registrato da giovani di famiglie italo-tedesche. “Nel primo caso, i giovani italiani risultano fra le comunità col più alto tasso di presenze nelle Förderschulen (scuole di sostegno) e nelle Hauptschulen/Mittelschulen (scuole di avviamento professionale) e col più basso tasso di presenze nei ginnasi. I giovani provenienti dalle famiglie bi-nazionali non sembrano invece differenziarsi dai loro coetanei tedeschi – afferma Cumani, ricordando come la collettività italiana faccia registrare in loco il più alto tasso di matrimoni misti, “che sono ormai maggioranza – dice – tra le giovani generazioni”.

Viene quindi sollecitata una maggiore informazione e sensibilizzazione rispetto al sistema scolastico tedesco, che potrebbe giovare alle famiglie italiane, anche se Cumani sottolinea la presenza di problematiche legate al sistema stesso. Tra esse, il fatto che “l’indirizzo scolastico di un ragazzo sia deciso dai voti che prende al 4 anno della scuola elementare”, un elemento “incomprensibile per chi viene da un sistema nel quale questa scelta viene compiuta solo al termine dei primi 8 anni di insegnamento comune – spiega Cumani – e che genera forti pressioni e competitività”. Competitività che per poter essere superate richiedono un forte sostegno da parte della famiglia, così come avviene per i compiti e lo studio a casa: “questo danneggia particolarmente le famiglie straniere o socialmente meno abbienti, - segnala il presidente del Comites, - che questo sostegno non possono né fornirlo (o perché non hanno le competenze, soprattutto linguistiche, o perché in famiglia entrambi i genitori devono lavorare), né permetterselo (per il costo di lezioni private)”.

Tra le pratiche che più suscitano le perplessità degli italiani rispetto al sistema tedesco, l'utilizzo delle “scuole differenziali” - mentre la pedagogia italiana è orientata dal metodo “dell'integrare per aiutare” chi dimostra delle difficoltà, - la decisione di ripetere l'anno o l'importanza che avere voti migliori della semplice sufficienza può comportare per il futuro, per avere accesso alle scuole migliori.

Cumani evidenzia infine la necessità di rendere più omogeneo il sistema scolastico tedesco, oggi organizzato su base regionale, - cosa che rende più difficile la mobilità degli studenti e l'implementazione di riforme complessive, - di valorizzare il bilinguismo e di trarre profitto dal confronto con tradizioni pedagogiche diverse per migliorare il sistema. (Inform)


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