INFORM - N. 228 - 7 dicembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Lettera aperta del coordinatore dell’Intercomites Germania Stefano Lobello al ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata

 

Gentile Signor Ministro,

nell'esprimerle a nome mio personale e di tutto l’Intercomites della Germania i rallegramenti e gli auguri più sinceri per il Suo nuovo ed impegnativo incarico, colgo l’occasione per informarLa dei lavori dell’Intercomites Germania tenutisi a Berlino il 25, 26 e 27 c.m.

I numeri che presenta la collettività italiana in Germania sono numeri unici, che non trovano paragone con nessun'altra nazione al mondo: al 3l ottobre 2011 risiedevano 673.134 Italiani di passaporto; negli ultimi 2l mesi la collettività è aumentata di oltre 21.000 unita Cioè in Germania, caso raro, se non unico nel mondo, emigrano ancora oggi più di 1.000 connazionali al mese e non si tratta solo di giovani laureati o ricercatori che vogliono imparare la lingua e integrarsi, ma di operai e di diplomati.

La rete consolare in Germania contava fino a pochi anni fa quindici consolati, di cui tre di prima classe. Oggi abbiamo nove consolati, di cui due di prima classe, tre Consolati Generali, due Consolati, un’agenzia consolare, ed una cancelleria consolare. Secondo il nuovo piano di ristrutturazione tale rappresentanza dovrebbe ridursi ad otto, perché il MAE ha deciso di chiudere l’agenzia consolare di Wolfsburg, senza dimenticare che rispetto al numero totale di impiegati presenti nel 2005, il numero attuale è diminuito di oltre il 20%. Questo significa che mentre la collettività aumenta, la rete consolare dimagrisce di anno in anno.

Sappiamo bene dei tagli che sono già avvenuti al MAE, come conosciamo una parte dei tagli che lo colpiranno nel 2013 e 2014, vorremmo però farLe notare che la collettività italiana residente in Germania ha già dato moltissimo, e percentualmente molto di più rispetto alle altre collettività italiane sparse nei quattro continenti. Proprio per questo, dopo aver dibattuto a lungo di questa tematica, l’lntercomites Germania le chiede di abbracciare la seguente proposta: la chiusura di tutti i consolati oggi presenti in Germania, lasciandone uno solo, che potrebbe essere allocato a Berlino presso I’Ambasciata, o a Francoforte; apertura in contemporanea di tredici sportelli consolari, cioè l’istituzione di sportelli consolari anche a Mannheim e ad Amburgo.

Responsabile di ciascun sportello sarebbe un impiegato inviato da Roma, mentre tutti gli altri impiegati dovrebbero essere assunti in loco.

Con questa proposta, signor Ministro, siamo certi che il MAE risparmierebbe una grossa cifra, parte della quale potrebbe andare per la gestione dell'intervento scolastico culturale che lo Stato Italiano sta giorno per giorno diminuendo, e per finanziare un minimo di attività dei Comites presenti in Germania.

La preoccupante situazione delle disponibilità finanziarie del Capitolo 3103, che consente il funzionamento di Comites è talmente grave che ha indotto alcuni a disdire l’affitto per la sede.

La situazione oggettiva di queste istituzioni volute dallo Stato italiano ci riporta a quella di 40/50 anni fa. Non è possibile soffocare un’istituzione semipubblica voluta dal Parlamento italiano, con una legge specifica, e in cui si parla di finanziamento e non di contributo, assegnandole circa 500 euro al mese. Come si può con una tale somma pagare l’affitto, i costi accessori, telefono, Internet, il numero minimo di assemblee annuali (4) e le importanti attività di integrazione volute dalla legge in vigore.

Signor Ministro, conosciamo bene le difficoltà finanziarie in cui si dibatte la nostra amata Patria, e siamo disponibili a fare tutti i sacrifici richiestici, pur di contribuire ad uscire da queste difficoltà, però lei converrà con noi che al di sotto di una certa soglia non si può andare.

Anche la situazione del Cap. 3153, contributi assegnati agli enti gestori dell'intervento scolastico, in Germania è diventata insostenibile. Nel 2008 agli enti gestori è stato assegnato un contributo di 5.405.000 euro, nel 2011 meno di 2.500.000 euro. Dobbiamo considerare che gli scolari italiani presentano ancora in assoluto le percentuali più basse per quanto riguarda il successo scolastico, abbiamo la minore percentuale di ragazzi che frequenta i ginnasi e la maggiore percentuale di ragazzi che frequenta le scuole differenziali. Presentiamo la maggiore  percentuale di ragazzi che non conclude il ciclo scolastico e di conseguenza la più alta percentuale di ragazzi disoccupati. Il nostro impegno per migliorare il successo scolastico dei nostri figli che poi si traduce in una migliore integrazione, non può venire meno.

In ogni occasione i nostri governanti parlano di strategie culturali e linguistiche, del grande patrimonio che rappresentano tutte le varie istituzioni scolastiche che l’Italia ha nel mondo, tra cui gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura e di sostegno.

Sappiamo bene che i costi di tale sistema sono notevoli. Riconosciamo anche che le risorse pubbliche sono sempre più limitate, però anche qui, solo limitandoci alle presenze che abbiamo nel mondo presso le nostre istituzioni scolastiche, ci facciamo carico di una proposta: che gli insegnanti di ruolo impegnati nei corsi di lingua e cultura alla fine dell'anno scolastico 2010/11 rientrino tutti in Italia. Questo produrrebbe, solo per l’assegno di sede, un risparmio di alcune decine di milioni di Euro.

Con queste due proposte riteniamo che il Mae possa risparmiare una somma non indifferente, che potrebbe in parte essere utilizzata dagli Enti gestori, dai Comites e per rafforzare e non per tagliare la presenza della rete consolare in Germania.

Infine, signor Ministro, un ultima segnalazione. Ci è stato riferito dal Consigliere degli Affari Sociali dell'Ambasciata, che le disposizioni attuali sulle priorità di intervento adottate dall'Amministrazione sono: 1. Attività economica e commerciale; 2. Attività politica; 3. Attività culturale; 4. Aspetto emigrazione.

Ecco, sino a quando è stato ministro l’On.le Frattini, il problema degli Italiani all’estero non era solo di aspetto finanziario, bensì anche di scelta politica – governativa. Anche solo questo piano di priorità che è venuto su input del vecchio governo, fa capire che non siamo solo in presenza di una mancanza di risone finanziarie.

Siamo certi, anzi, vogliamo essere certi, che con il suo arrivo, signor Ministro, la scena cambi totalmente. D’altronde la sua storia e la sua immagine per noi Italiani in Germania è già un forte segnale positivo. (Stefano Lobello*- Inform)

*Coordinatore Intercomites Germania

 


Vai a: