INFORM - N. 228 - 7 dicembre 2011


RETE CONSOLARE

Il presidente del Comites di Saarbrüken Giovani Di Rosa chiede ai sindacati del Mae di lavorare per il rafforzamento degli sportelli consolari già esistenti

“Per oltre 30.00 connazionali lo sportello di Saarbrücken non è certo un placebo. I diretti interessati continuano ad essere  ben grati dei servizi resi con competenza e cortesia”

 

SAARBRÜKEN -  Dopo il comunicati della Confsal Unsa e della Uil Pa Esteri (vedi Inform n. 225, http://www.mclink.it/com/inform/art/11n22525.htm ) relativi al funzionamento dello sportello consolare di Saarbrüken sull’argomento interviene con una nota anche il presidente del Comites di Saarbrüken Giovani Di Rosa.  “Si rende doverosa – scrive Di Rosa - una presa di posizione di fronte agli annunci di chiusura di numerosi sportelli consolari e alle critiche dei sindacati rivolte a queste unità operative già in funzione. L’ottica del Comites di Saarbrüken, come di tutti i Comites del mondo e del Cgie, è mirata esclusivamente alla tutela degli interessi delle collettività e, di conseguenza, alla difesa dei servizi consolari resi a distanze ragionevoli dai luoghi di residenza dei connazionali all’estero. L’apertura dello sportello consolare a Saarbrücken – prosegue Di Rosa - ha rappresentato pertanto una conquista e un ragionevole compromesso tra l’ordine irrevocabile di chiusura del Consolato, il diniego di apertura di un’Agenzia consolare e l’esigenza di servizi consolari in loco, rappresentata con forza dal nostro Comites. Il Comites di Saarbrücken ha lottato contro la chiusura del Consolato e per l’apertura di almeno un’agenzia consolare al suo posto”.

Il presidente del Comites, dopo aver ricordato che secondo la Uil Pa Esteri il funzionamento dello sportello consolare di Saarbrücken sarebbe ora criticato dai rappresentanti dei lavoratori di Cgil Cisl e Uil del Consolato Generale di Francoforte, evidenzia come “i diretti interessati continuano ad essere  ben grati dei servizi resi a Saarbrücken  con competenza e cortesia.  Per oltre 30.00 connazionali lo sportello di Saarbrücken non è certo un ‘placebo’, mentre reale resta il rischio di avvelenamento del clima di lavoro. E a noi  -  precisa Di Rosa - solo questo interessa: il mantenimento dell’alto livello dei servizi prestati a Saarbrücken con serenità. Da qui l’invito ai responsabili di sede Cgil, Cisl e Uil di Francoforte a riflettere sulle ripercussioni delle chiusure degli sportelli consolari a Saarbrücken e altrove: enormi disagi per la collettività, trasferimento di personale dagli sportelli alle sovraffollate sedi centrali e conseguente razionalizzazione di posti di lavoro per il personale inviato da Roma, perché già occupati dai lavoratori degli sportelli consolari soppressi”. Alla luce di ciò Di Rosa chiede a tutti i sindacati di “non accanirsi contro strutture già funzionanti, concentrandosi, in Germania, sulla richiesta di almeno uno sportello consolare a Mannheim e ad Amburgo”. “Di fronte all’ordine di chiusura di un consolato – conclude Di Rosa - la politica di “O Agenzia o niente” non è la politica a favore degli utenti”. (Inform)


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