ESTERI
Terzi: Un Afghanistan stabile e sicuro continuerà ad
essere nell’interesse dell’Italia
ROMA – In Afghanistan “c'è un ruolo importante per l'Italia. Questo nostro impegno sarà certamente oneroso. Ma i costi di un disimpegno sarebbero senz'altro maggiori perla nostra sicurezza. Non possiamo permetterci di disperdere quanto di positivo - ed è molto - costruito in questi anni”. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Giulio Terzi in una lettera al quotidiano la Repubblica, dal titolo “L’impegno dell’Italia non si ferma”.
“Un Afghanistan
stabile e sicuro continuerà ad essere nell'interesse dell'Italia” assicura
Terzi. Ricordando che “il nostro Paese ha fornito in questi dieci anni un
contributo di primo piano: oltre 4000 uomini e donne delle nostre forze armate,
570 milioni di aiuti attraverso la Cooperazione del Ministero degli Esteri.
Un impegno notevole – sottolinea il ministro degli Esteri - che abbiamo
sostenuto tenendo conto anche delle nostre primarie responsabilità nei confronti
dell'Alleanza Atlantica”. “L'Italia – spiega Terzi - potrà continuare ad assicurare
il proprio specifico contributo in tre aree principali. Innanzitutto, l'assistenza
al consolidamento delle istituzioni afgane. E’ nostra intenzione costruire
sulle numerose iniziative già avviate e finalizzare con l'Afghanistan un partenariato
di lungo periodo che ponga al centro la formazione per favorire capacità di
governo autonome. Il secondo ambito riguarda lo sviluppo della società civile
e la promozione dei diritti. La Conferenza della società civile afgana svoltasi
a Roma nel maggio scorso è stata propedeutica alla preparazione anche degli
incontri di Bonn. Abbiamo stabilito forti credenziali nella difesa dei diritti
delle donne e delle minoranze: dobbiamo continuare perché una società partecipativa
e dove i diritti vengono garantiti è anche una società meno violenta e più
sicura. Infine dobbiamo impegnarci nello sviluppare la dimensione regionale
della stabilizzazione. Un Afghanistan sicuro richiede un vicinato che sia
stabile e cooperativo. Due anni mezzo fa, al G8 di Trieste lanciammo l'approccio
regionale, cercando di coinvolgere direttamente tutti i paesi vicini, dall'India,
al Pakistan, alla Cina, alla Russia, ai paesi centro-asiatici. Il consolidamento
di un contesto regionale cooperativo è essenziale per sfuggire ai falsi determinismi
storici. L'Afghanistan non è stato sempre terra di guerre o ostaggio di conflitti
legati agli interessi di potenze esterne (il "grande gioco"). Un
Afghanistan integrato economicamente e culturalmente coni suoi vicini può
trasformarsi da problema in opportunità per tutti, inclusa l'Italia” scrive
il ministro. Evidenziando che “occorrerà ovviamente recuperare il Pakistan,
grande assente a Bonn. L'Italia e l'Unione Europea possono e devono fare di
più per associare Islamabad in un dialogo politico indispensabile per una
positiva evoluzione del dossier afgano”. (