INFORM - N. 227 - 6 dicembre 2011


ESTERI

Terzi: Un Afghanistan stabile e sicuro continuerà ad essere nell’interesse dell’Italia

 

ROMA – In Afghanistan “c'è un ruolo importante per l'Italia. Questo nostro impegno sarà certamente oneroso. Ma i costi di un disimpegno sarebbero senz'altro maggiori perla nostra sicurezza. Non possiamo permetterci di disperdere quanto di positivo - ed è molto - costruito in questi anni”. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Giulio Terzi in una lettera al quotidiano la Repubblica, dal titolo “L’impegno dell’Italia non si ferma”.  

“Un Afghanistan stabile e sicuro continuerà ad essere nell'interesse dell'Italia” assicura Terzi. Ricordando che “il nostro Paese ha fornito in questi dieci anni un contributo di primo piano: oltre 4000 uomini e donne delle nostre forze armate, 570 milioni di aiuti attraverso la Cooperazione del Ministero degli Esteri. Un impegno notevole – sottolinea il ministro degli Esteri -  che abbiamo sostenuto tenendo conto anche delle nostre primarie responsabilità nei confronti dell'Alleanza Atlantica”. “L'Italia – spiega Terzi - potrà continuare ad assicurare il proprio specifico contributo in tre aree principali. Innanzitutto, l'assistenza al consolidamento delle istituzioni afgane. E’ nostra intenzione costruire sulle numerose iniziative già avviate e finalizzare con l'Afghanistan un partenariato di lungo periodo che ponga al centro la formazione per favorire capacità di governo autonome. Il secondo ambito riguarda lo sviluppo della società civile e la promozione dei diritti. La Conferenza della società civile afgana svoltasi a Roma nel maggio scorso è stata propedeutica alla preparazione anche degli incontri di Bonn. Abbiamo stabilito forti credenziali nella difesa dei diritti delle donne e delle minoranze: dobbiamo continuare perché una società partecipativa e dove i diritti vengono garantiti è anche una società meno violenta e più sicura. Infine dobbiamo impegnarci nello sviluppare la dimensione regionale della stabilizzazione. Un Afghanistan sicuro richiede un vicinato che sia stabile e cooperativo. Due anni mezzo fa, al G8 di Trieste lanciammo l'approccio regionale, cercando di coinvolgere direttamente tutti i paesi vicini, dall'India, al Pakistan, alla Cina, alla Russia, ai paesi centro-asiatici. Il consolidamento di un contesto regionale cooperativo è essenziale per sfuggire ai falsi determinismi storici. L'Afghanistan non è stato sempre terra di guerre o ostaggio di conflitti legati agli interessi di potenze esterne (il "grande gioco"). Un Afghanistan integrato economicamente e culturalmente coni suoi vicini può trasformarsi da problema in opportunità per tutti, inclusa l'Italia” scrive il  ministro. Evidenziando che “occorrerà ovviamente recuperare il Pakistan, grande assente a Bonn. L'Italia e l'Unione Europea possono e devono fare di più per associare Islamabad in un dialogo politico indispensabile per una positiva evoluzione del dossier afgano”. (Inform)


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