INFORM - N. 227 - 6 dicembre 2011

 


ASSOCIAZIONI

Daniele Marconcini, presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo, scrive ai consiglieri regionali della Lombardia

Un appello per il mantenimento di un aiuto pubblico regionale a favore dei lombardi residenti all'estero, in particolare per coloro che versano in grave stato di indigenza

 

MANTOVA – Il presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini, rivolge un appello ai consiglieri della Regione Lombardia sollecitando il mantenimento di un aiuto pubblico a favore dei corregionali residenti all'estero, in particolare per coloro che versano in grave stato di indigenza.

Nell'appello, formulato a nome dell'associazionismo lombardo e italiano nel mondo, Marconcini sottolinea inoltre la necessità di mantenere in vita “quegli strumenti, come il portale dei Lombardi nel Mondo, che avvicinano la nostra Regione alle nostre comunità e ai paesi
che li ospitano, anche in vista dell'Expò di Milano del 2015 – scrive il presidente dell'Amm, evidenziando l'importanza di un coinvolgimento all'evento degli 80 milioni di discendenti di italiani all'estero. “Tenere vivo il rapporto con i nostri corregionali significa anche tenere legati alla nostra Regione tutti coloro che sono andati all'estero recentemente: giovani, professionisti, imprenditori che costituiscono la nuova mobilità lombarda e che hanno trovato nell'associazionismo innovativo da noi espresso un punto di riferimento – scrive Marconcini.

Per il presidente dell'Amm occorre dunque “rivitalizzare la legge sui Lombardi nel Mondo, assegnando ad essa adeguate risorse economiche, compatibili con il bilancio regionale, per dare dignità alla presenza lombarda nel mondo e al ruolo di sussidiarietà dell'associazionismo come previsto dalle linee ispiratrici dello Statuto Lombardo”.

Nell'appello viene segnalato inoltre come l'associazionismo abbia continuato a lavorare “per tenere alto il nome della Regione Lombardia”, “nonostante il blocco dei finanziamenti e la soppressione del bando sui Lombardi nel Mondo”, richiamando l'attenzione dei consiglieri al lavoro svolto e ai risultati raggiunti in questi anni grazie anche alle risorse messe a disposizione dalla Regione.

Marconcini segnala in particolare il programma socio-assistenziale e di emergenza sanitaria a
favore degli indigenti lombardi in America Latina, finanziato all'Amm dalla Regione per 6 anni consecutivi con oltre 500 mila euro, grazie al bando emesso in conformità con la legge regionale rivolta ai corregionali emigrati. In un resoconto unito all'appello, Marconcini illustra numeri e modalità dell'assistenza fornita. Ogni singolo anno sono stati circa 150 i contributi di solidarietà assegnati grazie al programma; nel 2010, in particolare, sono stati 139 i lombardi in stato di indigenza beneficiari del contributo, residenti in Argentina, Uruguay, Brasile, Venezuela, Paraguay, Cile e Cuba. Otto di essi sono stati segnalati come casi di emergenza socio-sanitaria dalla rete consolare in Argentina. Segnalati anche gli interventi definiti “Salva vita” per casi di particolare gravità.

L'associazione intende, attraverso questo programma, “ottenere un aiuto stabile per gli emigrati anziani indigenti, per azioni puntuali ma anche continuative nel tempo”. Un aiuto che si è reso sempre più indispensabile con il passare del tempo per via del taglio dei finanziamenti nazionali destinati agli italiani all’estero e in considerazione della situazione di Paesi in cui lo stato sociale non garantisce i bisogni sanitari essenziali. Ulteriore finalità, la creazione di un Osservatorio permanente sull'indigenza lombarda in Sud America, rete di rilevamento che si è ufficialmente costituita a gennaio 2009 nel corso di un convegno svoltosi a Buenos Aires con tutti i collaboratori del sodalizio.

Ricordati anche i risultati dei Corsi di formazione per corrispondenti lombardi per la promozione della Regione Lombardia in Argentina, Uruguay, Paraguay e Brasile, che hanno coinvolto nel 2010 10 ragazzi di origine lombarda e nel 2011, in Costa Rica, 11 partecipanti.

“L'associazione si è guadagnata la stima delle autorità istituzionali italiane all'estero per un progetto serio e continuativo nel tempo che, seppur non risolutivo, ha contributo a risolvere le piccole-grandi tragedie quotidiane di molti connazionali all'estero – scrive Marconcini a proposito del programma di assistenza socio-sanitaria. “Tagliare questo ponte - conclude - significherebbe rompere i rapporti con le nostre comunità all'estero, non dare continuità a programmi di azioni rivolti a mantenere forti i vincoli tra vecchia e nuova generazione di emigrazione impedire possibilità di intercambio e di partecipazione a processi di sviluppo bilaterali. Ci auguriamo di cuore che tutto questo non accada”. (Inform)

 


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