STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“La Voce d’Italia” di oggi l’editoriale del direttore Mauro Bafile
Investire su
Tagli,
tagli e ancora tagli. L’argomento è di nuovo al centro della polemica ed è rimbalzato
agli onori della cronaca. Questa volta grazie a “mamma Rai”. Il suo Consiglio
di amministrazione, nei giorni scorsi, ha reso noto che, a causa della crisi e
delle conseguenti ristrettezze economiche, l’azienda dovrà prendere decisioni
dolorose. Decisioni che, è già stato anticipato, incideranno negativamente su
Il
futuro di
Si ipoteca, dunque, il futuro del canale. Se su di esso non calerà definitivamente il sipario, pare comunque inevitabile un suo ridimensionamento. Insomma, che possa essere spogliato di quei programmi “autoprodotti” quali, ad esempio, “Sportello Italia” e “Italia chiama Italia”.
Bisogna
riconoscere purtroppo che
Così come l’Italia del secolo XXI non è più quella povera che stentava a recuperarsi dal disastro provocato dall’ultima grande guerra; così i nostri emigrati non sono più quelli che lasciarono la Madrepatria con una valigia di cartone e una manciata di lire. Così come l’Italia, lo scriviamo con orgoglio, è oggi una delle nazioni più sviluppate al mondo, nell’ambito economico, sociale e culturate; così le nostre seconde e terze generazioni, ed anche questo lo scriviamo con orgoglio, sono composte da professionisti di successo, capitani d’industria, scientifici che conservano la valigia di cartone nel cuore, per non dimenticare le loro umili origini, ma viaggiano con la ventiquattr’ore, una laptop e lo ‘smarthphone’ in mano. Oggi, per le seconde e terze generazioni, anche la scelta d’essere casalinga avviene dopo un percorso universitario e, a volte, post-universitario. Per questo, le giovani donne sono sempre più esigenti di fronte allo schermo di un televisore, come lo sono nella vita quotidiana.
Francia, Spagna, Germania, a differenza di quanto deciso da ‘mamma Rai’, continuano ad investire nei loro canali internazionali. Proprio così, non una spesa, un fardello nell’economia dell’azienda televisiva; ma un investimento per il Paese. Un concetto che la dice lunga sull’importanza che queste nazioni attribuiscono all’estero, in un mondo globalizzato e sempre più competitivo.
Il
senatore Claudio Micheloni, eletto nella Circoscrizione Estero, ha proposto -
cogliendo a nostro avviso nel segno - l’impiego
del criterio della "spending review", già adottata dai ministeri per
rendere trasparente e razionale il contenimento delle proprie spese. Perchè non
farlo anche in seno alla Rai? Dopo tutto, come afferma il senatore Micheloni,
“si può risparmiare intelligentemente”. E così non solo mantenere ma rinforzare
lo staff di
Investire
in