INFORM - N. 226 - 5 dicembre 2011


MONDO SCALABRINIANO

Un anniversario di tutti i colori

Una parrocchia italiana a Londra si apre ad altri migranti ancora - portoghesi e filippini -  e festeggia insieme il carisma scalabriniano

 

LONDRA - Domenica 27 novembre. I missionari scalabriniani di Londra hanno celebrato il loro 124.mo anniversario di nascita: lo hanno fatto in maniera originale com’era da aspettarselo, viva e multicolore. Fu, infatti, più di un secolo fa che mons. Scalabrini inviava i primi suoi due missionari nelle Americhe, per assistere spiritualmente un’enorme massa di italiani emigranti. Per questi la vita veramente diventava un’avventura, a volte, una tragedia. Il loro destino era la terra e la lingua degli altri. La loro provvidenza, però, furono dei sacerdoti, grandi pionieri del nostro carisma: i missionari scalabriniani.

Abbiamo celebrato queste origini eroiche insieme a tre differenti comunità di migranti: italiani, portoghesi e filippini, abituati a  frequentare il nostro Centro Scalabrini, che ognuno sente come casa propria. Ormai questo è un segno dei tempi: una multiculturalità dinamica che invade il mondo, specialmente quello inglese. Una cattolicità riscoperta di una Chiesa che vive la comunione e l’unità nella originalità di culture e storie di emigrazione differenti.

Presiede la celebrazione del mattino l’arcivescovo della diocesi, Peter Smith, ed è la prima volta che ci visita. Ne resta subito “sbalordito e impressionato” come confessa “per una wonderful atmosfera e un lavoro pastorale enorme, importante, strategico.” Le sue parole diventano per noi incoraggiamento e augurio. La comunità italiana, infatti, si è ormai affezionata alla portoghese e ambedue alla filippina. Era bello, allora, vedere sulla bocca di tutti cantare “Sa ‘yo lamang ang puso ko,” un canto tagalog, mentre i filippini ripetere con entusiasmo ritornelli italiani o portoghesi. P.Francesco Buttazzo dirigeva il tutto con una maestria tutta sua. Amare la cultura dell’altro è l’arte segreta di colui che emigra ed è, in fondo, un modo originale di unire la terra.

Terminata la messa solenne, nel grande salone attendevano impazienti tutte le specialità del mondo. Era mezzogiorno, l’ora giusta di cominciare, quando l’arcivescovo benediceva una tavolata di delizie, che ormai tutti avevano già mangiato... con gli occhi! L’arrivo improvviso, poi, di un gruppo folklorico portoghese e uno filippino dava ritmo ed eleganza all’insieme. Gli italiani, invece - ormai ben avanti nell’età come pionieri da cinquant’anni in terra inglese - danzavano con la speranza che le gambe li reggessero fino alla fine. Ma anche questo miracolo fece parte della festa.

Sorridevano dall’alto un grande uomo e una grande intuizione: Giovanni Battista Scalabrini. E questa era quella di amare i migranti, di imparare a camminare con loro, ma soprattutto guardarli camminare assieme... come qui da noi, a Londra. Un centenario così, allora, sarà sempre un giovane e profetico birthday. (rz-Inform)


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