INFORM - N. 224 - 1 dicembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Nella sede nazionale del Pd un incontro per discutere del futuro di Rai International   

Proposte per “soluzioni emergenziali” e “riordino” negli interventi di Fabrizio Morri, capogruppo del partito in Commissione parlamentare di vigilanza Rai, e dei parlamentari democratici eletti all’estero Fabio Porta e Claudio Micheloni

 

ROMA – Il Partito democratico ha dedicato stamani una conferenza stampa a Rai International e al rischio che una drastica diminuzione delle risorse pubbliche destinate al servizio comporti una penalizzazione del canale chiamato a garantire e promuovere la proiezione dell’Italia nel mondo.

Un rischio reale e immediato, dal momento che si parla di un dimezzamento dei fondi pubblici – da circa 20 milioni di euro ad 8 milioni – che determinerebbe la cancellazione dei programmi prodotti in proprio da Rai International e destinati in particolare agli italiani residenti all’estero.

Erano presenti all’incontro, presso la sede del Pd di via Sant’Andrea delle Fratte a Roma, i parlamentari democratici eletti nella circoscrizione Estero Fabio Porta (America meridionale) e Claudio Micheloni (Europa) insieme a Fabrizio Morri, capogruppo del partito in Commissione parlamentare di vigilanza Rai.

Proprio Morri ha sottolineato il costante interesse nutrito dal Pd nei confronti della questione Rai International, ribadendo l’importanza di un canale “che presenta l’Italia nel mondo, capace di suscitare curiosità ed interesse non solo in vista di una sempre più vasta commercializzazione dei prodotti made in Italy, ma anche verso il nostro patrimonio culturale, così come dimostra l’attenzione crescente nei confronti della nostra lingua”. Morri evidenzia come due “concomitanti novità” concorrano ad alimentare il timore per il futuro di Rai International: “da un lato i tagli di risorse disponibili annunciati in vista del rinnovo della convenzione stipulata per il servizio pubblico con la presidenza del Consiglio dei Ministeri, dall’altro - dice Morri – le notizie di stampa che apprendiamo in queste ultime ore e che parlano di un riordino della Rai a fronte del ridimensionamento finanziario”. L’esponente democratico mostra di essere consapevole del fatto che la crisi economica imponga sacrifici generalizzati e contenimento di spesa, sollecitando però il governo a predisporre “soluzioni meno traumatiche dal punto di vista delle risorse” e invitando la Rai, nel quadro di una ridefinizione globale del servizio, a “non trascurare i programmi che concorrono alla proiezione internazionale del nostro Paese”, guardando anche all’impegno profuso su questo fronte da Paesi europei come la Francia e la Germania.

Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, richiama l’importanza dell’intero settore dell’informazione per gli italiani all’estero, “specie dal momento in cui il Parlamento ha approvato la norma che consente a questi connazionali l’elezione di propri rappresentanti”. “Il servizio di Rai International non si limita alla promozione ad ampio raggio dell’Italia, ma concorre alla diffusione di un’informazione necessaria all’esercizio del diritto di voto – afferma Porta, segnalando i disagi che la cancellazione del canale causerebbe in particolare ai cittadini residenti in ambito extra-europeo e le lettere ricevute in proposito. “Ciò che ci preoccupa in queste ore è la sopravvivenza stessa del canale, una preoccupazione – egli precisa -  che noi, parlamentari eletti per il Pd nella circoscrizione Estero, abbiamo manifestato in una missiva inviata al sottosegretario dell’attuale presidenza del Consiglio dei Ministri, Antonio Catricalà ed espressa dallo stesso ministro degli Esteri, Giulio Terzi, in un messaggio indirizzato al presidente della Rai, Paolo Garimberti, in cui veniva richiamata l’attenzione al mantenimento di Rai International, pur comprendendo la necessità di una riorganizzazione interna dell’azienda”. Un riordino la cui necessità anche Porta afferma di condividere, sollecitando “a lungo termine, un ripensamento della programmazione in funzione dal target di riferimento, molto diverso dal pubblico di residenti in Italia”, e funzionale ad un “ridimensionamento dell’offerta calcistica in particolare”. “Occorre pensare ad un modello di servizio pubblico per l’estero capace di coinvolgere enti locali e Regioni, le università, le imprese, le camere di commercio – afferma il parlamentare democratico, tornando poi a sollecitare l’impegno più immediato verso “soluzioni emergenziali a basso costo, che l’utilizzo di nuove tecnologie potrebbe favorire”.

Claudio Micheloni, senatore eletto nella ripartizione Europa, chiede invece di conoscere più nel dettaglio il piano di risparmi annunciato dalla Rai, ricordando come “nel palinsesto di Rai International ciò che fa la differenza sono le auto-produzioni, ossia i programmi pensati in particolare per informare i connazionali residenti all’estero”. Produzioni che, pur essendo diminuite nel corso degli anni, sono oggi qualitativamente migliorate e apprezzate dal pubblico al quale si rivolgono. “Non credo che l’insieme di queste trasmissioni possa costare in un anno più di 4 milioni di euro – afferma Micheloni, sottolineando come vi sia la possibilità di recuperare quote di bilancio di quest’ordine di grandezza gestendo meglio le risorse. “Anche per la Rai, così come abbiamo richiesto per i ministeri, deve essere applicato un meccanismo di rendicontazione che possa aiutarci ad individuare in modo trasparente come distribuire le risorse disponibili – afferma l’esponente democratico, ricordando come alcuni emendamenti inizialmente presentati alla Legge di Stabilità, prima delle dimissioni del governo Berlusconi, fossero stati elaborati proprio indicando il modo di reperire fondi utili all’insegnamento della lingua italiana all’estero, alla rete consolare, alla cooperazione allo sviluppo, attraverso una più attenta gestione delle risorse del Mae.

Preoccupati del rischio che il “canale perda la propria voce”, piuttosto che di una soppressione in toto di Rai International, alcuni giornalisti dell’emittente presenti all’incontro, che hanno ribadito come siano la redazione e gli addetti alle produzioni interne a costituire il valore aggiunto di Rai International, e segnalato come il budget ridimensionato potrebbe coprire a malapena l’acquisto dei diritti per le partite di calcio.

“La questione è stata posta in Commissione di vigilanza Rai la settimana scorsa – ha fatto sapere Morri, segnalando di aver posto l’esigenza di un approfondimento relativo al futuro di Rai International con i vertici Rai. L’incontro con questi ultimi dovrebbe essere calendarizzato a breve.

Non è escluso quindi che il Parlamento tornerà a discutere del tema a partire dalla prossima settimana, con il varo della manovra economica da parte del governo Monti. (Viviana Pansa – Inform)

 


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