INFORM - N. 224 - 1 dicembre 2011


IRAN E SIRIA

Decise sanzioni ai due Paesi  dai ministri degli Esteri Ue riuniti a Bruxelles

Terzi: L’Italia richiama da Teheran l’ambasciatore per consultazioni

 

BRUXELLES – Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, al termine della riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles, ha annunciato che l’Italia “ha deciso di ritirare il nostro ambasciatore a Teheran per consultazioni”, al termine della riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles. La decisione dopo l’attacco all’Ambasciata britannica a Teheran. Il titolare della Farnesina ha spiegato che la decisione di richiamare l’ambasciatore Alberto Bradanini “per consultazioni” è stata presa “nel convincimento che debba essere mandato un segnale chiaro e condiviso alle autorità iraniane”. “Noi vogliamo sapere quali sono le concrete garanzie di sicurezza per il nostro personale diplomatico – dopo di che decideremo sulla base di quello che ci dirà il nostro ambasciatore”.

Per i ministri degli Esteri riuniti a Bruxelles quello alla sede diplomatica inglese è stato un “attacco a tutta l'Unione europea” ed hanno assicurato che la UE “prenderà le misure appropriate in risposta”. Sul ritiro degli ambasciatori, ha precisato l'alto rappresentante Catherine Ashton, “ogni paese può decidere in un modo o in un altro”

A Bruxelles i ministri degli Esteri UE hanno dato il via libera a sanzioni contro 180 tra società e personalità legate al regime iraniano che “si aggiungono alle misure restrittive già esistenti, adottate in risposta alle preoccupazioni sul programma di proliferazione nucleare dell'Iran”. Si tratta di 143 entità e 37 persone “direttamente coinvolte nelle attività nucleari iraniane”, “di proprietà o controllate o che agiscono per conto della Compagnia nazionale di navigazione della Repubblica islamica dell'Iran "e di membri e entità controllate dal corpo delle guardie rivoluzionarie dell'Iran”.

I Ventisette, inoltre, hanno incaricato un gruppo di lavoro di esaminare nuove misure da adottare entro gennaio “in grado di colpire severamente il sistema finanziario, il settore del trasporto, il settore energetico, oltre a misure contro il corpo delle guardie rivoluzionarie, così come altre aree”. Per il petrolio, l'ipotesi su cui si lavorerà prevede restrizioni graduali alle importazioni e agli investimenti.

A Bruxelles i ministri degli Esteri hanno stabilito sanzioni economiche rafforzate anche contro la Siria, allargando a 11 nuove società e 12 persone la lista del blocco dei visti e del congelamento dei beni. E' il decimo pacchetto di misure restrittive decise dalla UE contro il regime di Damasco per la “brutale repressione” in corso contro i manifestanti. Queste nuove misure colpiranno i settori dell'energia, delle banche e del commercio. I 27 ribadiscono che il presidente Assad deve “farsi immediatamente da parte per permettere una transizione pacifica” e incoraggiano l'opposizione siriana a costruire “una piattaforma politica unitaria” e a continuare a lavorare in stretto raccordo con la Lega Araba. La UE si impegna anche a collaborare con membri dell'opposizione ancorati “ai valori di non violenza e democrazia”. (Inform)

 


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