QUIRINALE
Incontro con gli studenti all’Università La Sapienza di Roma
Napolitano : “La crisi è grave ma dobbiamo riuscire a
vincerla con un nuovo grande sforzo collettivo sul piano morale, sociale e
politico”
ROMA – Essere italiani oggi significa “essenzialmente capire che dobbiamo produrre un nuovo grande sforzo collettivo sul piano morale, sociale, politico per superare la crisi che è grave ma che dobbiamo riuscire a vincere”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo a una domanda degli studenti che hanno partecipato alla presentazione del suo libro “Una e indivisibile. Riflessioni sul 150° della nostra Italia” all’Università di Roma “La Sapienza”
Per il presidente Napolitano il punto delle celebrazioni è “saper riconoscere quello che ci è comune come eredità storica e come responsabilità”.
Alla domanda sul legame tra la memoria autobiografica e quella collettiva, il capo dello Stato ha risposto: “Nasce da un processo di condivisone sociale ma anche da una somma di memorie, che sono memorie famigliari, memorie di storia locale. Questo è stato molto bello nel corso delle celebrazioni del 150°: si sono rievocate appartenenze che magari qualcuno aveva rimosso. Quando sono andato a Varese il sindaco mi ha detto che un suo bisnonno era stato garibaldino, evidentemente ce l'aveva nel profondo della coscienza: le celebrazioni oggi hanno risvegliato tutto questo”.
E sui dissensi sull'anniversario
della fondazione dello Stato unitario il presidente Napolitano ha ribadito
che “sono stati solo una parte minima di quello che poteva esserci o poteva
prevedersi, perché ho trovato dappertutto, anche in luoghi in cui si pensava
che ci potesse essere meno consenso e meno partecipazione, un'adesione effettivamente
eccezionale. Nel Nord come nel Sud. Ciascuno - ha proseguito il presidente
della Repubblica - ama l'Italia a modo suo. Ma, insomma, credo che pochi scambierebbero
l'Italia con un altro paese come patria”.(