INFORM - N. 224 - 1 dicembre 2011


VATICANO

III Congresso Mondiale di Pastorale per gli studenti internazionali

Mons. Vegliò: “Studenti internazionali realtà di grande interesse per la Chiesa e l'intera umanità”

 

ROMA – “Incoraggiata dalla globalizzazione, oppure spinta dalle precarie situazioni politiche ed educative in patria o agevolata da vari programmi di ‘scambi’ tra le università e da incentivi finanziari, la mobilità degli studenti internazionali sta conquistando grande rilevanza socio-politica ed economica nel mondo odierno, diventando così una realtà di grande interesse sia per i Paesi di partenza che per quelli di accoglienza, sia per la Chiesa che per l’intera umanità. Il numero degli studenti internazionali continua a registrare una crescita costante e raggiunge ora, secondo alcune fonti, circa i 3 milioni, che potrebbero diventare sette milioni nel 2025”. E’ quanto ha affermato ieri pomeriggio il presidente del Pontificio Consiglio dei Migranti e Itineranti, mons. Antonio Maria Vegliò, aprendo i lavori del III Congresso Mondiale di Pastorale per gli studenti Internazionali sul tema “Studenti Internazionali e Incontro delle Culture” che si svolgerà fino al prossimo 3 dicembre.

All’incontro - segnala Migrantes online - prendono parte 135 delegati da 36 Paesi, ove maggiore è il numero degli studenti internazionali: 14 Paesi d’Europa, 8 d’America, 4 d’Asia, 7 d’Africa e 3 del Medio Oriente.

“La capacità intellettuale e la passione di avventurarsi alla ricerca di un futuro migliore – ha aggiunto mons. Vegliò - caratterizzano la natura della giovane generazione studentesca. Da una parte, la modernizzazione offre loro la possibilità di accostarsi più facilmente al patrimonio culturale e spirituale dell'umanità e di arricchirsi intrecciando tra i gruppi e tra i popoli più strette relazioni. D’altra parte, lo studente migrante porta con sé un patrimonio di conoscenze e di valori, di mentalità e di comportamento, formato nella propria fede e cultura”.

Per il presidente del Dicastero Vaticano si tratta di valorizzare, alla luce della fede cattolica e della ragione, della verità e della carità, quegli “elementi positivi del loro modo di professare la fede, di pensare, di relazionarsi, di esprimersi, di svilupparsi per il bene della società umana e della Chiesa. La fraternità universale e il dialogo fra la fede e la cultura, la ragione e la scienza, sono resi possibili nell’ambiente scolastico e universitario multietnico e multiculturale”.

“Viaggiatore nei luoghi e nelle conoscenze, familiarizzando con le società e le culture ospitanti – ha proseguito mons. Vegliò - lo studente internazionale potrà divenire artefice e protagonista della trasmissione della fede in Gesù e dei valori umani e culturali”. La migrazione degli studenti internazionali “offre alla Chiesa, dunque, uno speciale dono in quanto essi sono attori e destinatari della sua missione. Essi contribuiscono così all'evangelizzazione e alla ‘nuova evangelizzazione’, alla creazione di un nuovo umanesimo di fraternità e di solidarietà, di rispetto e unità nella diversità. Allo stesso tempo, sfidano la Chiesa a misurare la sua capacità pastorale di rispondere alle loro esigenze e domande spirituali, culturali e materiali, di fronte ai conflitti di valori e interessi, riscontrati nella cultura ospitante”. La Chiesa oggi è chiamata “più che mai – ha detto ancora - ad aiutare a scoprire, con opere di sostegno spirituale e di assistenza materiale, il ruolo strategico degli studenti internazionali, non solo per il futuro delle loro nazioni, ma anche per il bene dell'intera comunità internazionale e della Chiesa”. (Inform)


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