ITALIANI ALL’ESTERO
Farina (Pd) sulla politica del nuovo Governo, sul ridimensionamento
della rete consolare e sull’audizione del ministro degli Esteri Giulio Terzi
“Ho chiesto al nuovo ministro il blocco immediato della
chiusura dei consolati e la conseguente riapertura a Losanna e Coira”
ROMA - “Solo fra qualche mese sapremo se avrà avuto ragione il Presidente del Consiglio europeo Hermann Van Rompuy, quando ha dichiarato: “Italy is back to european business” (L'Italia è tornata nell’Europa che conta). Io me lo auguro, vivamente, sia come cittadino italiano sia come italiano residente all’estero”. Lo scrive sulla sua Newsletter il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa. “La frase di Van Rompuy – prosegue Farina - non è stata casuale, perché rivela la novità della politica italiana nella scena europea. Innanzitutto va sottolineata la discontinuità con il governo precedente. Con quel Governo Berlusconi che ha portato l’Italia ad un passo dal baratro finanziario, ad una crisi di sistema politico-istituzionale e ad uno sbandamento della collocazione geo-politica. La netta virata del neo-premier Mario Monti verso la politica e l’area europea riporta il Paese nel ruolo di protagonista, alla pari di Germania e Francia, del destino dell’Unione europea. La scelta del Presidente Giorgio Napolitano di puntare su Mario Monti, europeista convinto ed esperto di primo piano della legislazione e delle istituzioni europee, è stata quindi di grande significato interno per i risvolti nella politica italiana, ed esterno per la piena aderenza ai dettati dell’Ue”.
“Il neo-premier, fedele alle formalità istituzionali che costituiscono l’essenza di un assetto democratico, - continua Farina - ha compiuto i primi passi valorizzando le funzioni primarie del Parlamento nazionale ed europeo. Nel Parlamento italiano, nel suo discorso d’apertura, il neopresidente Monti, intervenendo alla Camera per il voto di fiducia, ha ricordato i connazionali nel mondo come ‘una ricchezza per il Paese’, sottolineando di essere stato anche lui, per diversi motivi, un italiano all’estero. E nella sua prima missione a Bruxelles ha ritenuto di dover incontrare la delegazione parlamentare italiana al Parlamento europeo. Certo, sono solo questioni di stile, ma rivelatrici di un’impostazione politica di alto profilo. Gli italiani all’estero, pur in una situazione finanziaria del Paese molto sofferente, tuttavia hanno diritto di chiedere al nuovo governo, con senso di responsabilità ma anche con chiarezza, alcune cose essenziali. Nella ‘sfida del riscatto’, - precisa Farina - che è l’orizzonte nel quale Monti colloca l’azione del suo governo, le nostre comunità siano non spettatrici ma protagoniste. Esse possono veramente rappresentare una delle reti di sostegno più efficaci del rilancio dell’Italia sul piano internazionale. Per questo è necessario bloccare il processo di distruzione delle politiche emigratorie che è andato avanti in questi anni e aprire una riflessione sui livelli di intervento nel campo della lingua e della cultura, dell’assistenza e dell’informazione”.
Il deputato del Pd , dopo aver ribadito la sua netta contrarietà alla nuova fase di ristrutturazione della rete consolare, si sofferma sull’audizione tenuta, davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, dal nuovo ministro degli Esteri Giulio Terzi. “Una relazione interessante piena di contenuti, - commenta Farina - con uno sguardo particolare al ruolo dell’Europa, all’estrema necessità della sua unità politica per affrontare i gravi problemi economici e sociali del nostro continente. Grande attenzione il ministro degli Esteri ha dedicato alla comunità italiana nel mondo, definita come un grande patrimonio che può essere utilizzato al servizio dell’Italia, dell’Europa e del mondo nel processo di globalizzazione in atto. Nel mio intervento, – ricorda Farina - oltre agli auguri al ministro, che già mi impressionò quando lo conobbi una decina di anni fa per l’attenzione che poneva a tutti i problemi, ho sottolineato il momento drammatico che vive la comunità italiana in Europa e nel mondo, ho chiesto il blocco immediato dell’annunciata chiusura di consolati e uffici consolari e la conseguente riapertura a Losanna e Coira, a suo tempo deplorevolmente chiusi. In merito ai finanziamenti sui capitoli di bilancio riguardanti la nostra comunità, ho sollevato l’attuale situazione disastrosa: sedici milioni, nell’insieme, i finanziamenti nel 2012 per il funzionamento dei Comites e del Cgie, dell’assistenza diretta e indiretta, dei corsi di lingua e cultura. Un bilancio risibile per capitoli di spesa decisivi per i processi integrativi degli italiani nel mondo. Ho chiesto al ministro di ripristinare almeno il bilancio del 2010, che prevedeva 34 milioni di euro. 18 milioni, quindi, in più, non una somma sbalorditiva, con i quali si potrebbe intervenire e sanare le situazioni più gravi, senza i quali non si potrà più parlare di corsi di lingua e cultura per l’estero, e nemmeno di funzionamento di organismi elettivi. Nella risposta conclusiva, il ministro Terzi, pur sottolineando la particolare difficoltà del momento, ha indicato la possibile rilettura della ‘Spending list’. Speriamo che tale affermazione, che non equivale ad una promessa, sia però il sintomo di una preoccupazione e il segnale di una risposta positiva”.
Farina conclude la sua riflessione con un appello al premier Mario Monti e ai dirigenti del Mae affinché vengano riaperti gli uffici consolari di Losanna e Coira e siano sospese le chiusure in Francia e in tutta Europa.(Inform)