INFORM - N. 223 - 30 novembre 2011


RETE CONSOLARE

Da “La Gazzetta del Sud Africa” on line

Natale di lavoro al Consolato d’Italia a Città del Capo per migliorare la ricettività e i servizi al pubblico

 

CITTA’ DEL CAPO - Due annunci del consolato d'Italia a Città del Capo avevano ultimamente destato qualche preoccupazione. Uno riguardava l'avvio di lavori di ristrutturazione della sede consolare, l'altro la concessione in appalto del servizio relativo all'ottenimento del visto Schengen per andare in Italia. In tempi che ci stanno abituando ai tagli di spese e alla conseguente chiusura di sedi consolari, vista la sorte toccata a quella di Durban, qualche preoccupazione era ampiamente giustificata.

E allora ne abbiamo parlato con il console Edoardo Vitali, il quale non soltanto ci ha rassicurati ma ha spiegato che verso la metà del prossimo anno avremo a nostra disposizione aree di servizio consolari molto più spaziose, accoglienti e ospitali. E per raggiungere questo obiettivo la ditta di costruzioni che si è aggiudicata l'appalto in sede europea ha intenzione di continuare a lavorare anche durante le prossime festività natalizie.

Quanto alle pratiche di rilascio dei visti, è bene precisare subito che è una questione che ovviamente riguarda soltanto i non italiani, i quali hanno bisogno di un visto per entrare in Italia e quindi in Europa. Il consolato d'Italia a Città del Capo ne ha rilasciati 10.000 nel 2010 e raggiungerà probabilmente quota 12.000 alla fine di quest'anno. Una mole di lavoro enorme per una struttura consolare che a pieno regime dispone di dieci persone in tutto: quattro funzionari inviati dalla Farnesina, cinque con il console, e cinque a contratto locale. Discorso che vale anche per il consolato generale a Johannesburg e l'ufficio consolare all'ambasciata a Pretoria. Mole di lavoro che ha provocato la decisione di dare in appalto le operazioni legate alle pratiche istruttorie, cioè alla raccolta di documenti necessari per ottenere il visto d'ingresso in Europa. Fermo restando che i visti sui passaporti continueranno a metterli i funzionari dei vari consolati, il lavoro di documentazione che precede l'apposizione del timbro sul passaporto è stato dato in appalto alla ditta che ha vinto la gara indetta a Pretoria. Si tratta della Capago Sud Africa, emanazione di un'organizzazione che già svolge le stesse funzioni per i consolati di numerosi paesi sia in Sud Africa che in altre sedi.

La Capago ha aperto uffici a Città del Capo, Johannesburg e Pretoria e sta reclutando impiegati di lingua italiana che parlino anche l'inglese e altre lingue per poter servire una clientela internazionale. Dopo di che ai consolati arriveranno le pratiche già istruite e, fatta un'ultima verifica, i funzionari degli uffici competenti decideranno se rilasciare o no il visto richiesto. Il tutto a costo zero per i consolati, dato che le norme europee autorizzano gli enti gestori ad aggiungere una commissione di servizio al costo nudo del visto Schengen, che resta di 60 euro. Saranno i viaggiatori e dover coprire questa differenza, ma in compenso potranno contare su un servizio più rapido e non dovranno affrontare estenuanti code nelle minuscole sale d'attesa dei consolati.

Il nuovo servizio per il rilascio dei visti ai non italiani dovrebbe essere operativo dal prossimo 5 dicembre.

Il che non significa che una visita al consolato di Città del Capo abbia molte probabilità di essere più confortevole che in passato. Anzi, al contrario, per almeno sei mesi, sempre a partire dal 5 dicembre, visitare e trascorrere tempo negli uffici consolari sarà più scomodo e disagevole che in passato a causa dei lavori di ristrutturazione. Poi avremo a disposizione un consolato finalmente adeguato alle necessità. La ditta appaltatrice, che ha inviato progettisti e tecnici dall'Europa ma si avvarrà di contrattori locali, intende ridurre l'attesa al minimo, lavorando anche durante le prossime ferie di fine anno.

Ma come mai in tempi di vacche magre e di soppressione di sedi si riesce a spendere una somma notevole per rimettere a nuovo la nostra sede consolare? Beh, una volta tanto il merito, se così si può dire, è delle lungaggini burocratiche. La spesa, infatti, era stata messa in bilancio dall'Unione Europea parecchi anni fa, per adeguare le strutture di Cape Town a quelle omologate per tutte le sedi consolari europee nel mondo. Per cui i soldi c'erano già e adesso è finalmente arrivato il momento di spenderli.

Il progetto di ristrutturazione prevede essenzialmente il trasferimento dell'ufficio del console dal piano terra al primo piano, finora destinato esclusivamente agli uffici dell'ambasciatore quando i lavori parlamentari o altre contingenze richiedono la sua presenza a Città del Capo per periodi prolungati. Il console ci perderà in spazio, perchè l'ufficio ricavabile al piano superiore sarà molto più piccolo, ma sarà ripagato da una vista più ampia e gratificante di Table Mountain e dei giardini del Parlamento. Lo spazio reso disponibile dal trasloco del console sarà ridistribuito soprattutto fra le aree frequentate dal pubblico, che diventeranno più spaziose e confortevoli.

L'ammodernamento non si limita alle parti murarie, ovviamente, ma anche alle dotazioni tecnologiche del consolato, che saranno portate al passo con i tempi, con una presumibile riduazione dell'attesa da parte dei cittadini.

Il prezzo da pagare, soprattutto dai funzionari ma anche dal pubblico, saranno i sei mesi di disagi necessari per consentire a tecnici e operai di lavorare prima in una metà del consolato e poi nell'altra. Abbiate pazienza, quindi, fino alla fine di giugno del 2012 e andate al consolato soltanto se proprio non potete farne a meno. (La Gazzetta del Sud Africa.net, 30 novembre/Inform)

 


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