INFORM - N. 223 - 30 novembre 2011


ESTERI

Audizione alle Commissioni Affari Esteri riunite di Camera e Senato

Il ministro Terzi espone le linee programmatiche del suo dicastero

Tra le questioni affrontate, la funzione degli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero, i tagli di bilancio al Mae, l'adozione dello spending review e le difficoltà della rete consolare. Intervengono su questi temi, nel corso del dibattito, i parlamentari del Pd Tonini, Narducci, Farina, Garavini, Micheloni, Porta e Randazzo

 

ROMA – Il nuovo ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, ha illustrato oggi alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato la linee programmatiche del suo dicastero. Quattro le direttrici su cui ha concentrato le priorità di impegno dei prossimi mesi: l'area europea, quella transatlantica, il Mediterraneo e il contesto globale. Un impegno che muove dalla consapevolezza che occorre oggi rinnovare il ruolo dell'Italia quale attore tra i principali sullo scenario politico europeo, in primo luogo, recuperando la fiducia che il protrarsi delle difficoltà economiche hanno contribuito ad offuscare nell'eurozona, e nel contesto internazionale, con l'apporto concreto alla ricerca di soluzioni dinnanzi a criticità emergenti nelle aree più sensibili del pianeta.

Terzi ha parlato di un suo impegno in continuità con le linee guida tracciate dai suoi predecessori, affiancate a “nuove intonazioni”, segnalando la sua intenzione di porsi con l'audizione “in ascolto verso le istanze del Parlamento”. “Questo governo è stato chiamato a far fronte ad uno stato di emergenza che sta mettendo a repentaglio il progetto europeo – ha proseguito il ministro, aggiungendo come in questo contesto sia necessario “rafforzare la credibilità dell'Italia ed assicurarle un ruolo da protagonista nel consolidamento della governance europea e globale”. “Un ruolo che deve essere ritrovato – ha spiegato - facendo leva sulla nostra capacità di dialogo e sui nostri tradizionali punti di forza: la ricchezza della nostra cultura, la capacità di proiezione all'estero del nostro sistema produttivo, il patrimonio rappresentato dagli italiani all'estero e la cooperazione allo sviluppo”. In Europa l'obiettivo perseguito da Terzi è quello di “essere considerati partner essenziali”, richiamando i valori alla base del progetto europeo: “salvare l'euro – egli ha detto – non è una finalità di tipo unicamente finanziario, ma significa proteggere i valori di un grande progetto ideale”, un progetto che richiede ora “un salto di qualità, un'integrazione sul fronte politico che consenta di mettere in campo anche un rinnovato impegno nel vicinato mediterraneo”. Egli ha poi ribadito l'adesione italiana ai “valori transatlantici”, ricordando come l'alleanza fondata su essi stia in questi anni evolvendo, con il mutamento di posizione assunta dagli Stati Uniti, un cambiamento che rimette in discussione il ruolo degli attori del contesto internazionale.

Proprio in relazione a queste criticità, il ministro Terzi ha ricordato l'impegno italiano in Paesi quali l'Afghanistan, alla cui Conferenza internazionale, prevista a Bonn il prossimo 5 dicembre, il ministro aveva già annunciato la sua presenza. Terzi ha inoltre espresso il suo rammarico per l'assenza all'incontro tedesco del Pakistan, “Paese – ha ribadito - che qualsiasi proposta sul futuro di crescita dell'Afghanistan dovrà coinvolgere”, segnalando come, con l'esaurirsi della missione militare, “non debba però ridursi l'impegno civile italiano in loco, dettato da priorità d'azione che riguardano la formazione, lo sviluppo economico e i diritti umani, con un particolare riguardo alla condizione della donna”.

Priorità, queste ultime, che devono costituire direttrici da applicare anche ai rapporti con i Paesi dell'area mediterranea, che stanno attraversano un “momento unico per il loro evolvere verso la democrazia – ha affermato Terzi, dichiarandosi fiducioso degli sviluppi provenienti da Tunisia e Libia e critico, invece, rispetto alla credibilità e legittimità del presidente Assad, in Siria, e all'atteggiamento del governo iraniano sul tema di un utilizzo improprio dell'energia nucleare, “atteggiamento che pecca di una grave mancanza di trasparenza e cooperazione” e verso cui egli auspica “più severe forme di pressione diplomatica ed economica, insieme ad un ulteriore allargamento delle sanzioni adottate dall'Ue”. Terzi ha quindi definito “l'impegno nella promozione dei diritti umani stella polare della nostra dimensione internazionale” e segnalato l'equilibrio dimostrato dall'Italia nei confronti di situazioni delicate come quella arabo-israeliana. Un equilibrio e un'attenzione, quella per la difesa dei diritti umani, che deve continuare a qualificare l'importante ruolo che l'Italia può svolgere fuori dai confini nazionali.

“L'Italia è una realtà globale con interessi globali, così come dimostrano le importanti missioni di pace ed internazionali a cui partecipa – ha aggiunto il ministro degli Esteri, ricordando come, sempre a livello globale, la Farnesina continui a “promuovere il Sistema Italia nel mondo”, sia sul fronte delle imprese, che attraendo investimenti, sia sul piano della ricchezza culturale. Mentre annuncia una stretta collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico volto ad una sempre maggiore internazionalizzazione di imprese italiane, Terzi ricorda come il nostro più grande patrimonio, la cultura italiana, “debba divenire un volano di opportunità per il successo delle imprese”, segnalando come risulti in crescita la domanda di apprendimento della lingua italiana all'estero.

“Gli italiani all'estero costituiscono poi una delle nostre più importanti risorse a livello globale, sia considerando la storia dell'emigrazione, che la realtà attuale delle collettività all'estero, una realtà che ha raggiunto traguardi che dobbiamo valorizzare come esempio - prosegue il ministro degli Esteri, ricordando le parole di riconoscimento pronunciate in proposito dal presidente Obama nel recente incontro della Niaf (la National Italian American Foudation). Terzi condivide lo spirito della legge approvata per agevolare il rientro in Italia dei giovani ricercatori attivi all'estero e dimostra apprezzamento anche per il lavoro svolto dagli organismi di rappresentanza: “un impegno encomiabile – dice, – spesso sostenuto in modo totalmente volontario”. “Comites e Cgie sono una risorsa di cui continuare ad avvalerci. In quest'ottica deve essere considerata la riforma in esame al Parlamento e la Farnesina intende assicurare un contributo tecnico e di riflessione utile al prosieguo dell'iter di questo provvedimento – precisa Terzi. Per quanto riguarda invece la rete consolare, il ministro parla di “una compressione di risorse drastica e dolorosa per l'amministrazione e la componente umana”, affermando la sua intenzione di avvalersi delle indicazioni frutto dell'indagine conoscitiva avviata in proposito in Parlamento per “realizzare un piano d'azione strutturato che resti compatibile con il ruolo delle collettività all'estero precedentemente richiamato”. Egli informa poi di aver richiesto l'avvio immediato dello spending review su tutte le componenti di spesa del Mae, “perché condivido l'esigenza di trasparenza e di consultazione più volte sollecitate”.

Ultimo argomento affrontato, la cooperazione allo sviluppo, “una grande opportunità per il nostro Paese, oltre che dovere morale, verso la quale – conclude Terzi - saranno indirizzati gli sforzi di una cabina di regia orientata al coordinamento degli interventi del settore pubblico e privato”.

Sugli argomenti che riguardano più da vicino le politiche rivolte agli italiani all'estero, segnaliamo gli interventi di Giorgio Tonini (Pd) e dei parlamentari democratici eletti all'estero Franco Narducci, Gianni Farina, Laura Garavini, Claudio Micheloni (tutti eletti nella ripartizione Europa), Fabio Porta (America meridionale) e Nino Randazzo (Africa, Asia, Oceania e Antartide).

Tonini ha richiamato come la sfida principale dello spendig review sia “un uso ottimale delle risorse destinate alla rete consolare e alla spesa corrente del Mae per recuperare, a bilancio invariato, fondi da destinare alle politiche da attuare”, pur esprimendo riserve sul fatto che “tagli di questa entità possano contribuire ad aumentare la produttività e l'efficienza dei servizi”. Anche Narducci ha parlato di un bilancio del Mae “decimato in questi ultimi anni”. “Escludendo i costi fissi, i capitoli di spesa comprimibili sembrano essere sempre la cooperazione e gli italiani all'estero – afferma Narducci, avanzando perplessità sul fatto che “la promozione del Sistema Italia possa avvenire parallelamente alla chiusura dei consolati. “Quello che ci qualifica nel mondo è la nostra cultura ma, se lo smantellamento della rete procede, questi obiettivi non mi paiono realizzabili – conclude l'esponente democratico, pur affermando di aver riscontrato nella parole del ministro una disponibilità all'ascolto rispetto a tali problematiche.

Anche Claudio Micheloni insiste sulla rete consolare: “ci aspettiamo che lei fermi questa operazione di razionalizzazione e si riprenda in Parlamento l'indagine conoscitiva – afferma quest'ultimo, chiedendo inoltre rassicurazioni sul fatto che si proceda ad un rinnovo di Comites e Cgie entro la fine del 2012, indipendentemente dall'esito della riforma, e un avanzamento dell'accordo fiscale con la Svizzera “che consentirebbe – dice - un importante recupero sull'evasione fiscale.”

Farina ritiene necessario un ripristino dei fondi per i capitoli di bilancio destinati agli italiani all'estero almeno al livello del 2010, “per consentire il funzionamento delle strutture e degli organismi elettivi”. Auspica inoltre a breve un'audizione alle Commissioni riunite di chi riceverà al Mae la delega per gli italiani all'estero.

“Gli italiani all'estero attendono da questo governo un segnale di rispetto e valorizzazione – ha affermato Porta, segnalando come i connazionali debbano essere considerati non “un problema, ma parte importante della soluzione della crisi economica del nostro Paese”. L'esponente democratico segnala inoltre l'estrema difficoltà dei connazionali, in particolare di quelli residenti in America latina, privati delle risorse destinate in passato all'assistenza sociale e sanitaria e ribadisce l'importanza dell'area per “una strategia di rilancio della politica estera italiana”. Randazzo sollecita infine il Mae a fornire quanto prima informazioni dettagliate su tempi e modi relativi alle ipotizzate chiusure di alcune sedi diplomatico-consolari presenti in Australia, mentre Laura Garavini richiama l'attenzione del nuovo ministro sulla “necessità di intervenire per garantire la messa in sicurezza del voto per corrispondenza”.

In sede di replica, il ministro Terzi ribadisce come la “riduzione di circa 200 milioni sul bilancio destinato al Mae non possa che ricadere drammaticamente sui costi comprimibili”, pur confidando nei risultati di un'applicazione rapida dello spending review. Terzi si riserva infine di tornare su questi e altri argomenti sollevati nel corso del dibattito in una successiva audizione con le Commissione Esteri di Camera e Senato, prevista prima della pausa natalizia. (Inform)


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