INFORM - N. 223 - 30 novembre 2011

 


RETE CONSOLARE

I deputati Pd eletti nella circoscrizione Estero si rivolgono al ministro degli Esteri Terzi

“Sulle chiusure dei consolati è necessario cambiare subito strada”

 

ROMA – I deputati eletti per il Pd nella circoscrizione Estero, Gino Bucchino (eletto nella ripartizione America settentrionale e centrale), Marco Fedi (Africa, Asia, Oceania e Antartide), Fabio Porta (America meridionale), Gianni Farina, Laura Garavini e Franco Narducci (Europa), chiedono al nuovo ministro degli Esteri, Giulio Terzi, una battuta d'arresto sulla chiusura delle sedi diplomatico consolari italiane all'estero, sollecitando la riapertura di una discussione sulla razionalizzazione della rete estera.

“Il Mae, tanto per non perdere la rotta della politica segnata dal governo Berlusconi in questo campo, ha praticamente raddoppiato le chiusure di sedi consolari, nonostante la moratoria di un anno concordata a maggio tra governo e gruppi parlamentari - scrivono i deputati democratici, a proposito dell'ultimo piano di razionalizzazione della rete nell'appello rivolto al ministro Terzi. “La parte del leone tocca all’Europa – sottolineano - con 9 consolati chiusi (Scutari, Spalato, Tolosa, Wolfsburg, Amsterdam, Capodistria, Neuchatel, Sion, Wettingen) e uno declassato (Timisoara), ma non mancano le attenzioni per altri continenti, come l’Australia (Adelaide, Brisbane), l’Africa (Alessandria d’Egitto), il Nord America (Newark). Cade la maschera anche sugli sportelli consolari, creati in alternativa a consolati in chiusura, che vengono a loro volta cancellati (Innsbruck, Chambery, Digione, Grenoble)”.

Gli esponenti democratici mostrano di non condividere e di considerare non efficaci le misure proposte in alternativa alle chiusure deliberate, citando tra esse “l’attivazione di rivoluzionarie piattaforme informatiche, di nuovi consolati di tipo “hub”, della valorizzazione dei consoli onorari e dei corrispondenti consolari, le cui dotazioni finanziarie vengono contemporaneamente abbattute del 60%”. Nell'appello si esprime inoltre il timore che “il criterio dello spending rewiew, suggerito in sede parlamentare in alternativa alla linea nefasta dei tagli lineari, diventi pretesto di nuovi e indiscriminati tagli, quando dovrebbe essere invece uno stimolo ad ottimizzare la spesa”. “Tirando le somme, - scrivono i deputati del Pd - con un colpo solo altri 150.000 nostri connazionali vengono privati di strumenti “di prossimità”, in parole povere di servizi”.

“Abbiamo propiziato e votato con convinzione il nuovo esecutivo, con la speranza di potere riaprire un dialogo che, pur in un momento drammatico come questo, sia capace di rimettere al centro i problemi reali dell’Italia e delle nostre comunità all’estero. Abbiamo il dovere, tuttavia, - prosegue l'appello - di essere chiari nei confronti di tutti. La politica del precedente Governo è stata disastrosa per gli italiani all’estero e per l’internazionalizzazione dell’Italia. Persistere su questa strada sarebbe inaccettabile anche nel nuovo contesto politico che si è determinato. Sarebbe ingiusto per i milioni di cittadini che vivono all’estero e dannoso per il nostro paese, che per riprendersi ha bisogno del sostegno delle nostre comunità nel mondo”.

“E’ necessario, dunque, avviare un nuovo metodo di lavoro che sia di dialogo tra il Governo e il Parlamento, ma che sia di dialogo anche tra le comunità e le istituzioni italiane. Il primo segno di un mutamento di clima potrebbe essere proprio la riapertura della discussione sull’ultimo piano di “razionalizzazione” della rete consolare, - concludono gli esponenti democratici - che rischia di produrre, come il precedente, pochi risparmi e molti danni”. (Inform)

 


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